Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Incontri con l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2009

giordanoFondazza 23 aprile, alle ore 20.30 (Piazzetta Morandi, ore 20.30).  presso la Chiesa di Santa Cristina  Roberto Giordano al pianoforte in un nuovo appuntamento con la rassegna primo Piano, nella Chiesa di Santa Cristina della Fondazza Prosegue infatti con il pluripremiato artista italiano il ciclo di incontri con i ‘nuovi maestri’ dell’Accademia pianistica di Imola, organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna allo scopo di offrire alla cittadinanza una vetrina sui migliori talenti laureatisi a quella prestigiosa scuola. In programma un’antologia dalle Romanze senza parole di Felix Mendelssohn-Bartholdy e i Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij. L’ingresso al concerto, che verrà eseguito senza intervallo, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Ammesso appena quattordicenne all’École Normale di Parigi, Roberto Giordano ha confermato negli anni il proprio talento, conseguendo il Master all’Accademia di Imola sotto la guida di Margarius e Rattalino e rivelandosi alla critica ed ai pubblici del mondo al punto da ispirare a Gérard Corbiau, regista del Premio Oscar Farinelli, uno speciale-biografia sulla sua carriera. Oltre ai recital solistici – Vladimir Ashkenazy ne ha elogiato l’esecuzione degli chopiniani Studi op. 25 – ed alle collaborazioni con le principali orchestre, Giordano predilige la cameristica vocale, esibendosi al fianco di Leo Nucci come del basso-baritono José van Dam. E la vocalità emerge anche nel suo programma, in particolare nel Mendelssohn delle Romanze senza parole, accostato ai Quadri di Musorgskij. Due cicli accomunati dalla brevità delle immagini musicali e dalla loro forte evocatività, ma anche dalla molteplicità delle possibili letture: se infatti il pianismo percussivo e le ‘distorsioni’ armoniche di Musorgskij conferiscono ai Quadri un’enigmaticità senza precedenti, le Romanze nascondono, sotto la patina alto-borghese di una piacevolezza abbordabile anche dagli amatori della tastiera, una sottile esplorazione delle nuove potenzialità timbrico-meccaniche del pianoforte, dove si annidano già inquietudini e modernissime deviazioni dall’equilibrio Biedermeier. (foto giordano)

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