Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Discarico bilancio Ue del 2007 ma non quello del Consiglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Il Parlamento europeo ha concesso il discarico del bilancio UE per il 2007, tuttavia ha deciso di rinviare la propria decisione in merito ai conti del Consiglio. Quest’ultimo, infatti, non ha fornito ai deputati le informazioni necessarie riguardo alle sue spese, nonostante queste abbiano assunto un carattere sempre più operativo, soprattutto per la Politica estera e di difesa. Riguardo al fondo pensioni degli eurodeputati, l’Aula puntualizza che il Parlamento non coprirà il deficit con il bilancio.  Il Parlamento ha concesso il discarico del bilancio 2007 a tutte le istituzioni, ma ha deciso di rinviare la propria decisione sulla concessione al Segretario generale del Consiglio dei Ministri UE del discarico relativo all’esecuzione del suo bilancio. Approvando con 571 voti favorevoli, 41 contrari e 21 astensioni la relazione di Soren SØNDERGAARD (GUE/NGL, DK), i deputati respingono la posizione del Consiglio secondo la quale la mancata verifica da parte del Parlamento e del Consiglio, in passato, dell’esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio sia il risultato di un Gentlemen’s Agreement. Considerano infatti che, alla luce del carattere sempre più operativo delle stesse, «la spesa del Consiglio debba essere verificata con le stesse modalità valide per le altre istituzioni nell’ambito della procedura di discarico». Il Parlamento invita quindi il Consiglio a riesaminare la decisione di non pubblicare e trasmettere al Parlamento una relazione di attività «per essere più responsabile nei confronti del pubblico e dei contribuenti in generale» e rivedere la sua decisione di non pubblicare sul suo sito web la sua relazione annuale d’attività. Inoltre, invita alla «massima trasparenza» nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC), richiedendo al Consiglio di indicare «l’esatta natura delle spese, articolo per articolo, voce per voce» riguardo alle spese risultanti dall’esercizio di missioni da parte delle Istituzioni, «in modo da consentire al Parlamento di verificare che nessuna delle spese sia di natura operativa».  Anche perché i deputati ritengono che la pianificazione, la preparazione e il controllo di un’operazione da parte del personale della PESC nel segretariato del Consiglio siano componenti fondamentali e imprescindibili dell’operazione, e che tali attività siano svolte nel perseguimento della politica e delle operazioni piuttosto che nell’ambito della normale attività lavorativa del segretariato in seno al Consiglio. Chiedono inoltre trasparenza in relazione alle spese per il coordinatore antiterrorismo dell’UE e da parte dello stesso e di far pervenire al Parlamento una valutazione ex-post delle singole azioni PESD.

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