Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Febbre suina, i dati dell’OMS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Sino ad ora 40 casi sono stati registrati negli Stati Uniti, 26 in Messico, sei in Canada, due in Spagna, due in Gran Bretagna e tre in Nuova Zelanda, gli ultimi due Paesi a riportare dei casi. Solo sette i decessi che si sono  verificati in Messico. Questi i dati della febbre suina sono stati resi noti in una conferenza stampa dal vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Keiji Fukuda,. La situazione è in continua evoluzione ed è bene specificare – ha spiegato – che i casi registrati in pazienti di rientro da viaggi nelle zone più colpite non significano che il Paese di arrivo è stato raggiunto dal virus, almeno a livello epidemiologico. Stiamo lavorando a stretto contatto con tutte le autorità dei Paesi coinvolti e per il momento abbiamo deciso di non innalzare l’allerta da 4 a 5″.  Per Fukuda, “il passaggio da 3 a 4 effettuato ieri mostra già la serietà della situazione, che continuiamo a monitorare. Dobbiamo comunque essere preparati all’eventualità di una pandemia, che se si verificasse andrebbe a colpire soprattutto i Paesi poveri. Si passerà all’allerta 5 solo quando il virus sarà trasmesso da uomo a uomo in maniera stabile in più Stati”. La portata definitiva dell’eventuale pandemia è ancora tutta da valutare “Le ipotesi che sono state fatte e che parlano di entità media non possono essere confermate: l’influenza ha un’evoluzione assolutamente imprevedibile”. “La storia – ha evidenziato Fukuda – ci ricorda che le precedenti pandemie sono iniziate tutte con un livello medio, per poi rivelarsi molto gravi. L’ipotesi di una media intensità è la migliore che ci possiamo augurare. Manteniamo un alto stato di allerta e lavoriamo di continuo per monitorare la situazione”.  “Non guardiamo con positività – ha concluso Fukuda – al modo in cui la situazione si sta evolvendo. L’ipotesi di una pandemia non è inevitabile, ma dobbiamo prepararci a questa evenienza”.

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