Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Divieto di manifestare nel centro di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2009

Il responsabile dell’Italia dei Diritti per la regione Lombardia: “Si continuano a limitare le libertà individuali e collettive. Mi chiedo dove arriveremo” “La strategia ormai è chiara a Roma come a Milano, e pian piano nel resto d’Italia è in atto un tentativo che sui mass media sta già avendo successo di continuo ed inesorabile restringimento delle libertà dei cittadini, sia individuali che collettive”. Duro il commento di Giuseppe Criseo, responsabile dell’Italia dei Diritti per la regione Lombardia, dopo aver appreso la volontà del sindaco di Milano e del prefetto di attuare la circolare emessa dal ministero dell’interno a firma di  Roberto Maroni che prevede di individuare ‘aree protette’ dal diritto dei cittadini di manifestare liberamente il proprio dissenso, o più semplicemente di esprimere la propria opinione scendendo in piazza. Attualmente si parla di sette siti sensibili alla restrizione: piazza del Duomo, corso Vittorio Emanuele, piazza Mercanti, piazzetta Reale, piazza Scala, piazza Cordusio e piazza Sant’Ambrogio. Tra le motivazioni di tale ipotesi di provvedimento sono annoverate la mobilità del centro cittadino, la difesa del patrimonio storico e artistico e non ultimo la tutela degli affari dei negozi che si affacciano sui percorsi dei cortei. Quest’ultimo aspetto proprio non va giù all’esponente dell’Italia dei Diritti che afferma: “Le manifestazioni ed i cortei consentono di convogliare enormi flussi di persone in determinati punti della città, garantendo indirettamente pubblicità per tutte le attività commerciali lungo il percorso”. Aspettando che sindaco e prefettura predispongano degli incontri con il comitato dell’ordine pubblico ed in seguito con le organizzazioni politiche, sindacali e sociali, il responsabile regionale del movimento presieduto da Antonello De Pierro si chiede: “In nome della sicurezza e del decoro urbano vogliono delimitare sempre più la libertà d’espressione, fin dove si spingeranno?”.

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