Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

“Buone prassi” sulla raccolta fondi face-to-face

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

Amnesty International, Greenpeace, Medici Senza Frontiere, Save the Children e l’Alto Commissariato delle  Nazione Unite per i Rifugiati (UNHCR) firmano un documento di ‘Buone Prassi’ per garantire maggiore trasparenza e affidabilità  nella raccolta fondi realizzata mediante la tecnica del  ‘face-to face’. Per la prima volta, nell’ambito del fundraising, alcune  tra le maggiori organizzazioni internazionali hanno lavorato insieme per dotarsi di uno strumento di autoregolamentazione. Il settore del non profit italiano ha visto crescere, con sempre maggiore rilevanza negli ultimi cinque anni, l’attività di  raccolta fondi basato sul ‘face-to-face’. Ispirandosi  al “Codes of Fundraising Practices” dell’Institute of Fundraising   britannico, alcune tra le maggiori Organizzazioni No Profit (ONP) presenti in Italia, hanno sentito l’esigenza di dotarsi di linee  guida per delineare le “Buone Prassi”, da condividere e applicare nell’ambito del ‘face-to-face’. Ciò a tutela del donatore,  dell’organizzazione ed anche del personale coinvolto: i dialogatori. Il  ‘Face-to-face’, conosciuto anche come dialogo diretto, è una modalità di raccolta fondi basata  sul’invito personale a  effettuare donazioni regolari tramite domiciliazione bancaria o postale o carta di credito. L’attività si svolge prevalentemente in  strada, in un luogo di pubblico accesso, o porta a porta e  costituisce un mezzo efficace ed efficiente  attraverso il quale le  persone possono sostenere le ONP.  Le organizzazioni firmatarie di  questo protocollo considerano “l’accountability” e la trasparenza nei confronti del pubblico di  fondamentale importanza. Per questo i contenuti principali del documento sono tesi a garantire una formazione di qualità ai  dialogatori e adeguate regole di comportamento e approccio. Inoltre i dialogatori devono avere un’immediata e certa riconoscibilità  da parte del pubblico e sono tenuti a fornire ai potenziali sostenitori  informazioni chiare e precise sulla causa e sulle attività  a cui è destinata la raccolta fondi. Le organizzazioni promotrici auspicano che questa iniziativa sia il primo passo verso una più ampia partecipazione e condivisione, e anche per questa ragione hanno richiesto il patrocinio dell’Associazione Italiana Fundraisers (Assif)

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