Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

L’Italia dei diversi

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2009

Editoriale fidest. Gli istituti di ricerca che analizzano i comportamenti degli italiani e li trasformano in dati statistici, percentualizzandoli, ci rappresentano spesso linee di tendenza che da una parte confermano il nostro comune modo di vedere e, in altra, ci sorprendono. In politica, ad esempio, i consensi attribuiti a Berlusconi sembrano fuori da ogni logica se si pensa quante critiche, quanti apprezzamenti negativi sono espressi dai media e quanto malumore circola in giro. Sembra che in tutti noi prevalga la cancellazione della “memoria corta” dove il bruciante torto subito ben presto si dimentica e vi fa capolino il buonismo a tutto tondo. La verità, probabilmente, non sta tanto nel rapporto tra il percepito e il reale quanto nella dimensionalità delle nostre relazioni comportamentali.  In pratica succede che non è infrequente trovarsi in netto disaccordo tra l’agire del politico e quello che si attende l’elettore. Alla fine ci ritroviamo con il classico detto: “fai quel che dice e non quel che fa” ed è una logica, a ben considerare, che prevale persino nelle relazioni internazionali se si pensa quanta democrazia, civiltà, giustizia predicano i padri della patria e quanto ingiustizia, anarchia e inciviltà impera in concreto nel loro agire. Non sarebbe stato così se dalla rivoluzione francese in poi avessimo dato seguito alle parole con i fatti e non ci fossimo avvitati intorno al fascino delle ideologie aberranti, degli interessi personali, dei facili guadagni, delle logiche consumistiche. Ma vi è anche qualcosa di più d’aggiungere e che può spiegare la “compressione” esercitata su tutti noi, dagli anni ’50 ad oggi e che ha visto prima una esaltazione dei diritti a scapito dei doveri per ragioni di politica internazionale (la paura della bolscevizzazione dell’Italia avvertita dall’Occidente) e poi un recupero dei doveri ma a scapito dei diritti ma non a un loro bilanciamento come sarebbe stato più logico. Ora stiamo attraversando un momento di insofferenza all’attesa: vogliamo tutto e subito. Berlusconi l’ha capito e poichè il subito non è possibile lo promette e scarica gli eventuali malumori sul parlamento che legifera con il contagocce, sui ritardi cronici della giustizia, sull’inefficienza dei servizi pubblici e via di questo passo. Alla fine, tirando le somme, è la sinistra con le sue contraddizioni a diventare il naturale capro espiatorio. Alla fine si continua a votare la coalizione berlusconiana perché è il meno peggio e passi pure il fatto che nel frattempo il cavaliere non trascura i suoi affari nell’interesse dello… Stato. Si può invertire la tendenza? Certo, ma con quali uomini e quali programmi? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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