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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Sri Lanka: migliaia di bambini soli arrivano nei campi profughi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2009

Continua ad aumentare il numero di bambini traumatizzati e malnutriti, alcuni di soli 5 anni, che arrivano nei campi profughi dello Sri Lanka senza i propri genitori, persi durante la fuga per scappare dalla spirale di violenza che sta colpendo il nord est del Paese. “Questi bambini arrivano da aree dove imperversavano continui combattimenti e di conseguenza sono fortemente traumatizzati. Purtroppo ora devono affrontare una situazione ancora più difficile”. “Molti bambini sono malnutriti e la maggior parte di loro ha assistito ad episodi terribili. Il fatto di essere rimasti anche senza il supporto della propria famiglia, rischia di avere un effetto devastante per la loro crescita complessiva”. Secondo un recente studio condotto in 100 rifugi temporanei , il 72% delle famiglie sono state separate o si sono perse durante la fuga. Save the Children, inoltre, sottolinea che nelle ultime settimane il numero di bambini separati da uno o entrambi i genitori sono aumentati drammaticamente a causa dell’enorme flusso di persone che sono scappate da Vanni. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono circa 196.000 le persone fuggite dalle aree sotto il controllo delle Tigri Tamil, di cui almeno il 40% sono bambini, e la maggior parte di esse è arrivata nei campi sfollati nelle ultime tre settimane. Il governo dello Sri lanka stima che almeno altri 50.000 civili siano rimasti intrappolati nella zona in cui il conflitto è in corso e Save the Children stima che ameno altre 20.000 persone entro la fine della settimana arriveranno nei campi già stracolmi. Secondo i dati relativi alla registrazione degli sfollati, attuata dal governo, ci vorranno almeno sei settimane prima che il processo di riunificazione delle famiglie possa essere avviato. Durante questo periodo, migliaia di bambini soli e vulnerabili potranno contare unicamente sui sistemi predisposti da save the Children e dalle altre organizzazioni umanitarie per cercare di ricongiungerli con i loro genitori. “Siamo molto preoccupati, perché i bambini soli sono tanti e questo processo è molto difficile”, conclude Golubovic.

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