Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Telecom Italia e futuro della rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 Maggio 2009

Dopo mesi di indiscrezioni e lo svelamento del piano sul futuro della banda larga in Italia ad opera di un sito Internet, finalmente è stata annunciata la prima presentazione ufficiale delle analisi condotte per conto del Governo da Francesco Caio: il superconsulente riferirà in Parlamento l’8 giugno prossimo. La partita in ballo è grossa: cosa fare per stimolare la reale fornitura di connettività in banda larga a tutti gli italiani? E’ utile che la rete dell’ultimo miglio (a banda stretta) rimanga proprietà dell’ex monopolista Telecom Italia? E’ meglio scorporarla e farla confluire in una nuova societa’ che, grazie anche all’intervento di fondi pubblici, si occupi di stendere fibra ottica in tutto il Paese? E’ più saggio mantenere al centro del sistema proprio Telecom Italia, affinchè non venga ulteriormente indebolita, così da privilegiare l’italianità di una società che ricopre un ruolo strategico nelle infrastrutture del Paese? Finora il Governo, evidentemente, è stato più attento –in ambito di telecomunicazioni- a consolidare le proprie posizioni nella regina della partitocrazia italiana, la Rai. Speriamo che prima o poi prenda la situazione in mano in modo trasparente e con il fine ultimo di favorire tutti gli italiani (famiglie e imprese). A proposito di quali siano gli interessi nazionali, facciamo notare che: – la cordata italiana che ha rilevato Telecom dalle mani bucate di Tronchetti Provera, fa acqua da tutte le parti, e il padrone in pectore della societa’ e’ la spagnola Telefonica; – tutti gli altri gestori che operano in Italia hanno proprieta’ estera (Vodafone-Tele2, Fastweb, Wind, British Telecom Italia); – l’Italia rimane nelle retrovie delle classifiche dei Paesi con le migliori infrastrutture di rete. Il fatto che vari Governi abbiano favorito il permanere di Telecom Italia al centro del sistema, e’ la causa principale di tale situazione. Non si favorisce l’italianita’ delle aziende dando privilegi a societa’ inefficienti e indebitate. Purtroppo e’ una situazione che ci ricorda da vicino la triste esperienza di Alitalia: regali alla cordata ‘italiana’ -a spese del contribuente- che comunque deve scegliersi un alleato/padrone straniero.

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