Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

L’economia italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

Nell’ultimo trimestre 2008 il prodotto interno lordo italiano è calato del 2,1%, nel primo trimestre 2009, del 2,4. In totale percio’ la crisi in sei mesi è costata una diminuzione del PIL del 4,4%.  Ma il nostro paese viveva già una condizione di decadenza economica poiché nei precedenti due trimestri del 2008 (il secondo e terzo), il calo era stato rispettivamente dello 0,6 e dello 0,8%. Lo sanno bene molti italiani che già nel 2007 faticavano ad arrivare alla fine del mese. Per molti di loro (quelli che non hanno perso il posto di lavoro) il crack finanziario non ha peggiorato la situazione, anzi il calo dei tassi sui mutui ha persino portato una boccata di ossigeno, ma per chi ha perso lavoro o è in cassa integrazione la crisi inizia ora e si fatica a vedere vie d’uscita. Riassumendo in un anno (confrontando il primo trimestre del 2009 con quello del 2008), siamo a -5,9%. Abbiamo assorbito meglio la crisi di altri?  Rispetto ai grandi paesi europei solo la Germania ha fatto peggio (-6,9% ), gli altri segnalano un calo del PIL inferiore: la Francia segna un meno 3,2%, la Gran Bretagna -4,1 la Spagna -3,0. Gli USA, per fare un altro confronto, segnano un -2,5 mentre è il Giappone a pagar caro la crisi: -9,1%. Dopo mesi di dati negativi su tutti i fonti (che si parli di fatturato industriale o di consumi di energia poco importa, sempre di cali pesanti si parla), giungono altri segnali meno appariscenti ma più significativi per capire la situazione attuale. Nel primo quadrimestre 2009 gli abbassamenti di corrente e i distacchi per morosità prolungata sono aumentati del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 460 mila a 600 mila casi (Sole24Ore 1/06/2009). Il Sole24Ore segnala l’aumento della morosità nel pagamento delle spese condominiali e la progressiva riduzione delle spese di manutenzione. Ci sono condomini dove all’ordine del giorno delle prossime assemblee figura la proposta di bloccare gli ascensori per ridurre le spese! Condomini ubicati in Lombardia in province un tempo esenti da problemi occupazionali, quali quella di Lecco! Guardiamo tutti al futuro con speranza ma più per il desiderio di non voler soffrire che per segnali reali. Questo governo si è dimostrato un bradipo nella reazione, con straordinaria fantasia ha lanciato gli inventivi per le automobili e spera nel “mattone libero” per creare lavoro, ma chi potra’ ampliare casa? Non certo chi e’ in cassa integrazione. Quali mercati offrono sbocchi al futuro? Quali hanno speranza di crescere e di generare possibilità di produzione ed esportazione?  Mancano queste analisi e mentre gli alti paesi puntano a sviluppare tecnologie e sistemi di generazione a basso impatto ambientale noi modifichiamo le regole per poter vendere all’infinito (a chi?) le vecchie lampadine ad incandescenza e gli elettrodomestici che consumano più degli altri (vedi disegno di legge 1195).  E’ questa la nostra strategia per aiutare le aziende in crisi?  Thomas Friedman, (noto in tutto il mondo per libri come “il mondo è piatto”) ha ricordato nel suo ultimo libro (Caldo, piatto e affollato) che il Presidente Jimmy Carter, dopo la crisi petrolifera del 1973-74 fece approvare una legge per migliorare l’efficienza nel consumo dei carburanti nelle autovetture e fece installare sul tetto della Casa bianca i primi pannelli solari. Ma Reagan anziché continuare ad alzare gli standard delle autovetture li abbasso (nel 1986) e fece rimuovere i pannelli solari. Scrive Friedman, “facendo retromarcia sugli standard per il risparmio del carburante, il presidente pensava evidentemente di dare impulso all’industria americana del petrolio e delle auto, allora in frenata”, ma come abbiamo imparato, si trattava di una scelta miope, di un atteggiamento che ha portato l’America a produrre veicoli dai consumi insostenibili e a dover ricorrere con fatica al salvataggio delle proprie società automobilistiche. E’ una lezione che dovrebbe insegnare qualcosa a chi ha responsabilità di governo. Se almeno fosse in grado ascoltare. (Roberto Meregalli Beati i costruttori di pace) (fonte tradenews@www.beati.org)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: