Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La Cina pianifica la censura Internet

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

L’associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede ai produttori di computer di non sostenere ulteriormente le autorità cinesi nell’intento di inasprire la censura su internet. La nuova censura non mira solamente ad eliminare l’accesso a siti pornografici ma vorrebbe ottenere il completo controllo di ogni singolo utente di internet in Cina. In queste ore è trapelata la notizia secondo cui il 19 maggio scorso il ministero per l’industria e la tecnologia informatica cinese avrebbe chiesto ai produttori di computer di fornire a partire dal 1 luglio 2009 solo computer che abbiano installato uno speciale software di censura. Tutti i computer venduti in Cina dovranno essere forniti del programma “Green Dam-Youth Escort” (Diga verde – accompagnamento per giovani) che dovrebbe tutelare i giovani da contenuti dannosi e aiutare a creare una “rete armoniosa”. In Cina però anche ogni informazione su democrazia e proteste delle minoranze nazionali viene definita una “minaccia all’armonia”. Da mesi le autorità cinesi hanno bloccato il sito dell’APM per le informazioni contenute sulle gravi violazioni dei diritti umani di Tibetani, Uiguri, Mongoli, membri del movimento Falun-Gong e sostenitori dei movimenti democratici. In questo modo le autorità cinesi impediscono a circa 298 milioni di persone che in Cina utilizzano Internet di formarsi una propria opinione su questioni di attualità. Le nuove misure di controllo significano un salto di qualità della censura in Cina. Se finora erano soprattutto i provider ad essere costretti alla collaborazione con la censura cinese, ora le autorità avranno la possibilità di controllare direttamente ogni singolo utilizzatore. Il nuovo software permette infatti di controllare i dati personali di ogni singola persona che si collega alla rete e di bloccare ogni singolo computer con appositi virus. La singola persona che si collega non riuscirà nemmeno a capire quali siti sono di fatto bloccati e non accessibili. Il software è stato elaborato dalla Jinhui Computer System Engineering Company che da tempo intrattiene affari commerciali con i servizi di sicurezza e i circoli militari cinesi.

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