Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Assistenza umanitaria ai migranti irregolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

L’ufficio dell’OIM in Libia ha avviato una collaborazione con 3 ONG libiche per poter fornire assistenza umanitaria ai migranti irregolari attualmente detenuti per violazione della locale legge sull’immigrazione. Attraverso queste attività di partenariato, sviluppate con la World Islamic Call Society (WICS), con l’International Organization for Peace, Care and Relief (IOPCR)  e con Al-Wafa, l’OIM ha potuto fornire assistenza ai migranti tramite l’invio di migliaia vestiti e  di circa 30,000 confezioni di medicinali e di materiale sanitario (antibiotici, antidolorifici, soluzioni reidratanti, farmaci contro la febbre e contro la diarrea, siringhe sterilizzate, guanti sanitari, cerotti,ecc.). Una stanza dedicata alle visite mediche è stata creata in uno dei centri, dove, su base settimanale, un medico e un infermiere delle ONG coinvolte si occupano di fornire le necessarie cure ai migranti. Finora l’OIM e le ONG partner hanno fornito assistenza a circa 500 migranti che si trovano in 3 centri non lontani dalla capitale Tripoli.  Con i suoi 4000 km di confine terreste e 1700 di confine marittimo, la Libia è sia un paese di transito che di destinazione: i migranti irregolari vi sono spinti dalla richiesta di lavoro non qualificato e dalla forza dell’economia locale, oltre che dalla sua vicinanza con l’Europa meridionale. Si stima che al momento sia presente nel paese un numero di migranti compreso tra un milione e un milione e mezzo. Nel maggio di quest’anno – data in cui tra l’altro sono anche iniziati i pattugliamenti congiunti italo-libici nel Mediterraneo – è stata registrata una notevole diminuzione del numero di partenze e di conseguenti arrivi di migranti irregolari nell’isola italiana di Lampedusa, i cui centri sono al momento vuoti. Molti dei migranti che non riescono a  raggiungere l’Europa né a tornare a casa o sono detenuti nei centri  – per poi essere rimpatriati forzatamente – o rimangono essenzialmente “bloccati” nel paese. L’OIM, rispondendo alle richieste di ambasciate africane e asiatiche presenti a Tripoli, offre già da tempo un programma di ritorno volontario e di assistenza alla reintegrazione nel paese di origine a quei migranti che, su base individuale, manifestano la volontà di tornare a casa e si recano presso gli uffici dell’organizzazione – o spontaneamente o dietro suggerimento delle loro rappresentanze diplomatiche –  per richiedere di essere aiutati a questo scopo.  Questo programma, co-finanziato dall’Unione Europea e dall’Italia (col supplementare sostegno della Gran Bretagna) ha fino ad ora aiutato 3.526 migranti – spesso indigenti – provenienti da 25 diversi paesi africani e asiatici. I migranti che fanno richiesta di protezione internazionale sono segnalati dall’OIM all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) affinché possano ricevere un supporto per le loro specifiche necessità.

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