Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Artrite reumatoide

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2009

Copenhagen, Abatacept, proteina umana di fusione che modula l’attivazione dei linfociti T scoperto nei centri di ricerca di Bristol-Myers Squibb, garantisce livelli di efficacia e sicurezza costanti nell’arco di 7 anni nei pazienti affetti da artrite reumatoide.   Lo dimostrano i risultati di uno studio con estensione a lungo termine, che ha coinvolto pazienti affetti da artrite reumatoide con risposta inadeguata al metotressato (MTX), presentati in occasione dell’EULAR in corso a Copenhagen, Danimarca.    Dopo 7 anni, oltre la metà (52,1%) dei pazienti trattati con abatacept inclusi nell’estensione a lungo termine è ancora in terapia, a dimostrazione di un favorevole profilo di efficacia e sicurezza del farmaco. Nell’arco dello studio, infatti, è stato registrato un numero limitato di interruzioni per risposta inadeguata alla terapia o eventi avversi, rispettivamente l’11% e il 19,2%. A 7 anni, circa il 50% dei pazienti è in remissione e quasi il 70% è in bassa attività di malattia (in base al punteggio DAS28).  La sicurezza e l’efficacia a lungo termine di abatacept sono state confermate anche dai dati dell’estensione a lungo termine dello studio AIM (Abatacept in Inadequate responders to Methotrexate), presentati sempre nel corso dell’EULAR.   I livelli di aderenza alla terapia dei pazienti trattati con abatacept sono rimasti elevati nell’estensione a lungo termine dell’AIM, con il 70,4% dei pazienti che ha continuato a ricevere il trattamento con abatacept in associazione con metotressato dopo 5 anni. Di questi, l’83,6% ha raggiunto i criteri di risposta ACR20, il 61,1% quelli ACR50 e il 39,6% quelli ACR70 e il 33,7% ha ottenuto la remissione clinica.    Le valutazioni delle radiografie effettuate nel periodo di estensione a lungo termine dell’AIM, anch’esse presentate all’EULAR, dimostrano che nell’arco di 5 anni abatacept è stato in grado di inibire la progressione del danno strutturale nella maggior parte dei pazienti trattati. Il 45,1% dei pazienti valutati al quinto anno non ha mostrato alcuna progressione del danno articolare. In particolare, è da sottolineare che il 98% dei pazienti che negli anni 1-4 non avevano mostrato alcuna progressione sono rimasti “non-progressors” al quinto anno.  In Italia circa 400.000 persone soffrono di artrite reumatoide, malattia infiammatoria auto-immune, degenerativa e invalidante ad alto impatto sociale ed economico.   Abatacept, reso disponibile da Bristol-Myers Squibb in Italia dal dicembre 2007, in classe H-osp2, è indicato per il trattamento dell’artrite reumatoide nei pazienti con risposta insufficiente o intolleranza alle terapie di fondo, incluso almeno un inibitore del TNF.

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