Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Raccogliere fondi a favore della ricerca sulla SLA

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2009

Cremona 19 giugno al Golf Club Il Torrazzo L’orgoglioso obiettivo raggiunto in occasione della VI Pro Am Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup, in cui sono stati raccolti 120.000 euro, non ha certo “fatto sedere” la Fondazione. La partita contro la SLA continua e Gianluca Vialli e Massimo Mauro non vogliono lasciare il campo prima del triplice fischio finale dell’arbitro. Proprio il Trofeo Stradivari, gara a coppie su 18 buche, lo scorso anno ha permesso di raggiungere un altro traguardo importante: grazie agli amici che hanno sostenuto l’evento nel 2008 si è potuto acquistare e donare un elettromiografo al Centro Clinico Nemo, centro nato dai pazienti e per i pazienti, con l’obiettivo di garantire una sempre migliore qualità della vita ai malati e ai loro familiari. Il Centro Clinico NEMO, che si trova presso il padiglione “De Gasperis” dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda di Milano, ha ricevuto dalla Fondazione nelle scorse settimane due donazioni di circa 12.000 e 48.000 euro, utilizzate per acquistare rispettivamente alcuni saturimetri e l’elettromiografo, strumenti indispensabili per garantire nella massima sicurezza e praticità lo svolgimento di alcune delle attività quotidiane all’interno del Centro Clinico.  Più precisamente, il saturimetro è un dispositivo che misura in modo indiretto, quindi non intrusivo, la quantità di ossigeno presente nel sangue dei pazienti con malattie neuromuscolari. L’elettromiografo, invece, è lo strumento attraverso il quale è possibile eseguire l’elettromiografia (EMG), un esame che rientra nell’ambito della Neurofisiologia Clinica e che comprende sia l’analisi dell’attività muscolare (a riposo e non), sia lo studio della conduzione nervosa, motoria e sensitiva. Ora, grazie alla nuova strumentazione acquisita, medici e operatori che lavorano all’interno della struttura potranno migliorare ulteriormente la qualità delle proprie prestazioni, mantenendo sempre al centro della propria attività e del proprio impegno la persona, che nella sua globalità fisica, psichica, affettiva e relazionale è ogni giorno il fulcro di questo progetto, all’interno del quale la comunicazione e il dialogo tra medici e pazienti sono continui, chiari e diretti.

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