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Eu: La presidenza ceca si chiude

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

Con un Consiglio europeo particolarmente importante si chiude la presidenza ceca.  I capi di Stato e di Governo avranno molto probabilmente chiari in mente gli umori che emergono dalla pancia del loro elettorato nell’affrontare i delicati nodi istituzionali e politici, nomina della nuova Commissione, Trattato di Lisbona, crisi economica e clima in testa. L’Irlanda si è impegnata a tenere un referendum entro ottobre che, in caso di esito positivo, potrebbe sbloccare l’agognata ratifica del nuovo Trattato consentendone l’entrata in vigore il 1° gennaio 2009. Il dopo Lisbona sarà uno dei temi caldi, anche dopo che il ministro degli esteri irlandese Micheal Martin ha accolto favorevolmente (lunedì) la bozza contenente alcune garanzie su temi sensibili quali difesa, istruzione, tutela della famiglia e diritto alla vita. Il Consiglio sarà invitato ad approvare formalmente tali garanzie che rispondono a buona parte delle preoccupazioni del popolo irlandese. Alla ratifica del Trattato si lega anche la possibile nomina del nuovo presidente della Commissione europea. Molto probabile – malgrado alcuni mal pancia – la riconferma di José Manuel Durao Barroso che conta sull’appoggio dei grandi paesi. Resta da capire se la sua indicazione avverrà, come probabile, con le procedure previste dall’attuale Trattato di Nizza, o se il Consiglio procederà esclusivamente ad un sostegno politico rinviando una vera e propria designazione formale al dopo Lisbona. Il che consentirebbe anche di arrivare ad un negoziato su un pacchetto di nomine riguardante anche i futuri presidenti del Consiglio europeo e vicepresidente della Commissione e alto Rappresentante per la Politica estera, figure che saranno introdotte solo col nuovo Trattato. Ma il tema fondamentale del Consiglio sarà soprattutto la situazione economica, finanziaria e sociale legata alla crisi che sta facendo aumentare in modo davvero preocuppante il tasso di disoccupazione europeo. Al centro delle discussioni la valutazione dell’efficacia delle misure intraprese, il rafforzamento della regolamentazione e della vigilanza nel settore finanziario e proposte di nuovi interventi a sostegno dell’economia reale e dell’occupazione. Altro tema urgente e delicato, che sarà in cima alle preoccupazioni della nuova presidenza svedese, è la strategia per affrontare la conferenza sul clima di fine anno a Copenaghen, con particolare attenzione ai meccanismi di finanziamento. Da alcuni segnali che già emergono in vari Stati membri sembra che l’entusiasmo per la lotta al surriscaldamento si sia notevolmente raffreddato con l’avvento della crisi; per cui riuscire a tenere unita la barca dei 27 su posizioni credibili fino a Copenaghen sarà davvero un’ardua impresa anche per gli abili navigatori svedesi. Last but not least l’attualità internazionale che all’uscita dal nostro Luna Park italiano ci ricorda – se ce ne fosse bisogno – che il mondo resta un luogo relativamente pericoloso che non tende ad andare bene da solo. Il Consiglio affronterà dunque il possibile ruolo che può svolgere il nostro continente nelle varie crisi, a cominciare dalla minaccia nucleare nordcoreana, alle crescenti tensioni in Iran fino a Pakistan ed Afghanistan. (Carlo Corazza Direttore della Rappresentanza a Milano)

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