Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

I carabinieri alle prese con un cambiamento

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2009

“Il silenzio che circonda il cambio di denominazione dei comandi da “Regione” a “Legione”, annunciato dal pensionando Comandante Generale durante la Festa dell’Arma, – scrive il Coisp in un suo comunicato reso ai media – è l’esempio più eclatante dell’irrimediabile deriva in cui le Forze dell’Ordine vengono oggi trascinate, quando i loro vertici risultano totalmente scollegati dalla realtà. Tutto questo avviene mentre il Ministro della Difesa fa sapere al mondo di aver risparmiato un milione di euro tagliando la cerimonia del 2 giugno di 10 minuti “soldi da destinare all’Abruzzo”, il Ministro Brunetta sciorina cifre dei risparmi accumulati grazie alle presunte opere di riforma nella Pubblica Amministrazione, il Presidente del Consiglio sposta il G8 dalla Sardegna all’Abruzzo per favorire la ricostruzione grazie ai fondi stanziati per finanziare la manifestazione, pur mettendo in serio pericolo gli aquilani e tutti coloro che dovranno tutelare l’Ordine Pubblico in un zona terremotata. Il Ministro delle Finanze annuncia lacrime e sangue ad ogni occasione. Tutti che risparmiano qualcosa. Alla Polizia tocca di risparmiare anche sulla benzina delle Volanti. Ma siamo tutti nella stessa barca. Crisi e Sacrifici. Sacrifici e Crisi. Ma l’Arma no! Il Comandante Generale della Benemerita annuncia, questo cambio di denominazione da Regione a Legione. Chissà se gli esponenti del Governo presenti si sono tappati le orecchie, forse stavano dormendo, ma forse hanno solo fatto finta di non sentire, tanto per non rovinare il party… Nulla. Non un sussulto, una timida voce. Una semplice richiesta di spiegazioni. Eppure sono previste spese per oltre 5 milioni di euro per cambiare timbri, targhe, carta intestata ecc.  Il COISP rimane, attonito e sgomento, ad attendere un qualsiasi cenno di reazione davanti a questo sproposito. Nulla, a parte i Carabinieri in congedo che diffondono la notizia. (n.r. qui non si tratta di illiceità ma di opportunità e di buon senso. Le riforme possono essere tante e persino da tempo attese tanto da lasciarci l’amaro in bocca ma non ci sembra che questo cambio di denominazione possa costituire una priorità tale da spiegare il cambiamento effettuato. Ogni buona famiglia e quella dei carabinieri è tra esse se non la prima di certo tra le prime sa bene che in periodi di crisi esistono delle priorità nelle spese e il buon padre di famiglia ha il delicato compito di saperle discernere per dare al menage familiare la serenità che da lui si aspetta.)

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