Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Banca d’Italia, risparmio gestito e strategia della tartaruga

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

L’azione della Banca d’Italia nell’epoca Draghi sarebbe anche condivisibile nei principi ispiratori, ma si muove con una lentezza esasperante concedendo agli intermediari vigilati ancora enormi spazi per continuare a danneggiare i propri clienti come hanno fatto per decenni sotto l’era Fazio. In Maggio, e’ uscito un documento di consultazione relativo alle istruzioni per il calcolo dei tassi effettivi globali medi . Le precedenti istruzioni in merito rappresentavano il simbolo piu’ osceno di un atteggiamento della Banca d’Italia sostanzialmente fiancheggiatore del sistema bancario. Come e’ noto la legge contro l’usura stabilisce  che un tasso e’ usuraio se supera del 50% il tasso effettivo globale medio rilevato attraverso le istruzioni della Banca d’Italia. Le precedenti istruzioni escludevano alcune voci significative (come le commissioni di massimo scoperto) dal calcolo del tasso effettivo globale e proponevano una formula matematicamente assurda (se applicata ai conti correnti) volta, in sostanza, a favorire le banche. Con le nuove istruzioni, la Banca d’Italia propone di inserire tutti gli oneri (comprese le CMS) e sebbene non modifichi la formula, fornisce una specifica che la rende “meno assurda” (3). Queste istruzioni rappresentano sicuramente un elemento positivo venuto con un estremo ritardo e dopo che per anni il Governatore della Banca d’Italia ha detto pubblicamente che i costi che le banche applicavano ai clienti erano esagerati e facendo anche esplicito riferimento alle commissioni di massimo scoperto.Molta delusione, invece, per quanto riguarda il documento di consultazione del 9 Giugno scorso relativo alle “modalita’ di esercizio dei poteri di direzione e coordinamento della capogruppo di un gruppo bancario nei confronti delle societa’ di gestione del risparmio appartenenti al gruppo”. Naturalmente, l’idea di dare maggiore autonomia alle SGR e’ apprezzabile, ma nello studio della Banca d’Italia del Luglio 2008 sui problemi relativi all’industria del risparmio gestito (4) si erano individuati provvedimenti piu’ incisivi per risolvere il problema, come la creazione di una piattaforma aperta di distribuzioni dei fondi comuni d’investimento che consentisse ai clienti di qualunque intermediario di sottoscrivere fondi di qualunque societa’ di gestione. Perche’ la Banca d’Italia ha scelto di partire dai provvedimenti piu’ formali e piu’ facilmente aggirabili come le regole di separazione fra societa’ controllata e controllante? Temiamo che ancora una volta ci sia di mezzo lo “zampino della Tartaruga”. La Banca d’Italia, prima di incidere significativamente in un settore fa di di tutto affinche’ siano i soggetti vigilati a cambiare, solo quando fanno orecchie da mercante per anni ed anni allora si decide a prendere provvedimenti incisivi. Questa, naturalmente, e’ una visione ottimistica dell’operato della Banca d’Italia; nel caso del calcolo dei tassi usurai, dopo tanto tempo, ha preso il provvedimento giusto, speriamo di non dover attendere anni prima che anche nel settore del risparmio gestito prenda i provvedimenti giusti. (fonte Aduc)

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