Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Piove? Governo ladro

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Editoriale Fidest. Bertolaso afferma che fare prevenzione non interessa ai politici in quanto non porta voti. Prevedere disastri si corre il rischio di essere denunciati penalmente per diffusione di notizie false e tendenziose e di provocare allarmismi ingiustificati. Se partiamo da questo presupposto dobbiamo necessariamente mettere in conto non solo la presenza di calamità naturali, ma di doverle segnalare solo a fatto avvenuto, ma di associarvi “naturalmente” il tributo di vite umane sacrificate sull’ara della mancata prevenzione. A questo punto dire che “piove” e che la colpa è anche del “governo” non si è lontani dalla verità. Colpa in quanto si omette la prevenzione. Colpa perché si continua, dopo essersi stracciate le vesti e proclamato severi controlli, ad ignorare gli avvisi di pericolo. Colpa perché si pensa alle faraoniche imprese ma si lasciano le buche per strada, Colpa perché si destina a un futuro vago ciò che andrebbe fatto subito perché sarebbe già tardi farlo ora. Così ci ritroviamo con la tragedia in Abruzzo che un terremoto fa crollare le case come se fossero costruite, e lo sono, sulla sabbia mentre gli addetti ai lavori lo sapevano ma tacevano. Cosi è accaduto a Viareggio. E ci fermiamo qui per evitare denunce. Ma ognuno di noi sa bene che la storia non finisce qui per le grandi e le piccole tragedie umane. Un anziano romano mi diceva sconsolato: sono caduto tre volte inciampando per via delle buche stradali. Volevo sporgere denuncia ma mi hanno dissuaso. Stattene a casa, mi hanno detto. Dove vuoi andare? Sei vecchio. In effetti ci siamo invecchiati dietro le malefatte di chi all’ombra della politica ha arrecato scempio della cosa pubblica e poi ci meravigliamo se quasi la metà degli elettori deserta le urne convinto che ha poca o nulla importanza votare, tanto i politici sono fatti della stessa pasta. Lanciano proclami, invettive, si mostrano giustizialisti una volta all’opposizione ma poi, diventando maggioranza di governo, si comportano nella stessa misura degli altri che avevano criticato. Se vogliamo, a questo punto, restituire alla politica il suo ruolo e riavvicinarla alla gente dobbiamo ricaricarla di seri propositi e di validi argomenti e capacità di realizzarli. Non si può trasformare la politica in una appendice da rotocalco scandalistico solo per incuriosire. Non è questa la strada seppure, in apparenza, riscuote audience. Dobbiamo, insieme, imparare a considerare la politica come una parte integrante della nostra vita e come tale coglierne i valori e ricercarne il bene comune che è ben lontano dagli interessi corporativi e dai poteri forti che si richiamano all’area del benessere fine a se stesso e alle logiche consumistiche. Lo stare insieme significa esprimere solidarietà e condivisione e questi criteri non escludono i politici. Anzi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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