Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Ricerca sulle malattie ematologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

GruppoBergamo. Grazie al supporto scientifico degli Ospedali Riuniti e al sostegno economico di AIL Brescia, sarà creata all’interno degli Spedali Civili di Brescia una cell factory analoga a quella attiva al presidio “Matteo Rota”, cioè un laboratorio dedicato alla preparazione delle cellule staminali a scopo terapeutico e di trapianto in pazienti affetti da patologie ematologiche tumorali. Il progetto è stato presentato oggi nella Sala Consiliare degli Ospedali Riuniti e sarà regolamentato da un’apposita convenzione tra l’Ospedale di Brescia e quello di Bergamo. Figura di raccordo tra Bergamo e Brescia sarà Martino Introna, Direttore Tecnico del Laboratorio di Terapia Cellulare “G. Lanzani”, attivo dal 2003, che metterà a disposizione la propria competenza ed esperienza in questo settore.
Il Laboratorio di Terapia Cellulare “G. Lanzani” è stato realizzato nel 2003 grazie al contributo dell’AIL Bergamo – Sezione Paolo Belli, come parte integrante dell’unità di Ematologia degli Ospedali Riuniti. Oggi ospita quotidianamente un’équipe composta da 10 persone tra medici e biologi, distribuiti in tre aree di lavoro: l’area della manipolazione delle cellule staminali midollari, autorizzata dal JACIE Europa ad operare come struttura accreditata all’eccellenza per le attività di trapianto; l’area di studio di nuovi farmaci ad attività anti-tumorale funzionante secondo gli standard di qualità europei noti come GMP (Buone Norme di Fabbricazione), e l’area dedicata alla ricerca sperimentale, autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco ad operare come una “cell factory” per la preparazione delle cellule a scopo trapiantologico. L’obiettivo del futuro laboratorio è quello di consentire il campionamento, la conservazione e il trattamento del materiale biologico dei pazienti nonché l’esecuzione di specifiche metodiche diagnostiche e di ricerca. Saranno valutate a livello di singolo paziente la sensibilità all’azione terapeutica delle radiazioni, dei nuovi farmaci e della terapia cellulare. Il progetto coinvolge diversi dipartimenti e unità operative del nosocomio bresciano, che saranno coordinate da Luigi Caimi, docente di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica dell’Università di Brescia.  L’attività di ricerca dell’Istituto si avvarrà di attrezzature e risorse già presenti nelle Unità operative coinvolte o reperite con il contributo di fondazioni, enti, associazioni e privati. Il costo dell’ordinaria manutenzione sarà sostenuto dall’Amministrazione degli Spedali Civili, mentre il costo del progetto, stimato intorno al milione di euro, sarà sostenuto interamente da AIL Brescia.  L’AIL di Bergamo, rappresentata dal suo presidente Pierantonio Piazzini, ha consegnato a Giuseppe Navoni un contributo per il progetto, dimostrando la propria vicinanza all’iniziativa e, ancora una volta, la propria generosità nei confronti dei malati.  “Questo progetto dimostra quanto le realtà locali AIL siano vicine tra di loro e quanto siano congruenti gli obiettivi degli ospedali della nostra regione, sempre pronti a lavorare in simbiosi per aiutare i malati fornendo loro risultati concreti – ha commentato Pierantonio Piazzini -. Per questo anche noi abbiamo voluto dare un contributo ai nostri amici bresciani per aiutarli in questo percorso.” (gruppo)

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