Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

L’andamento dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Tutti gli organismi mondiali segnalano da tempo con i loro dati l’andamento negativo dei paesi industrializzati, la crescente disoccupazione, il rischio per la coesione sociale. Lo dice l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): “L’Italia sta attraversando un periodo di recessione «molto forte» che continuerà «fino alla fine del 2009», poi, nel 2010, ci sarà una «lenta ripresa». Nell’anno in corso il Pil scenderà del 5,5% per poi tornare a salire dello 0,4% il prossimo anno.”. Questi dati sono in linea con quelli del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Ma lo dicono anche molti organismi e centri studi nazionali. Così Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, citando il proprio ufficio studi, conferma la caduta del Pil 2009 “attorno al 5%, se non succede nulla” ma avverte che per superare la crisi bisogna sostenere i consumi e l’occupazione: “La condizione per non far peggiorare le cose è che tengano i consumi. Per questo è essenziale una tenuta del mercato del lavoro”. Così Emma Marcegaglia, in base alle analisi del centro studi di Confindustria. Così Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato. E ancora Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio. Lo dice infine l’Istat, Istituto centrale di statistica in diretto coordinamento con Eurostat, che lo fa a livello di Unione Europea. L’anomalia italiana è che Berlusconi lo sa ma è convinto che gli italiani non lo debbano sapere. La spiegazione può avere varie sfaccettature ma in questo modo si droga il mercato e si fa passare gli italiani per dei poveri analfabeti. La verità è che l’Istat ad aprile ha rilevato la nona flessione congiunturale consecutiva pari al -3,7%. Il rapporto con il 2008 è preoccupante: -32,2% il calo medio annuo degli ordini”. Se si va avanti di questo passo anche i ciechi potranno avere la vista e allora? E’ pronta la ricetta:  Si afferma che “C’è un circuito vizioso di crisi per paura, alimentato dalle dichiarazioni di governi, opposizioni e di istituzioni economiche, nazionali, europee e internazionali che continua a dare numeri sul deficit e sul prolungarsi della crisi. Occorre neutralizzare queste voci per coprire un governo nulla facente. Berlusconi, a questo punto, se la prende con tutti. Gli fa eco Tremonti: «Troppe informazioni diventano deformazioni». E il riferimento in chiaro riguarda il governatore della B.I. Mario Draghi colpevole d’aver dichiarato che “se non si adottano misure straordinarie, entro il 2009 1,6 milioni di persone si ritroveranno senza lavoro e senza una tutela economica, tipo la cassa integrazione. Che fare allora per tacitare per sempre queste Cassandre? Con l’articolo 11 del DL 78 dell’1 luglio 2009 si mette il bavaglio a tutti coloro che per legge sono autorizzati a produrre dati in modo indipendente (Istat, Banca d’Italia). Si crea alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio una banca dati che raccoglie i risultati di tutti. Da quel momento i dati sull’andamento dell’economia sarà solo il Governo a darli. Un tempo c’erano i Beati Paoli oggi vi sono i Beati allocchi. (fonte Antonio Borghesi It.)

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