Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 6 luglio 2009

Sono cose che possono accadere

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

In una sala giochi ho incontrato degli adolescenti, si spintonano, si scherniscono, si fanno coraggio l’un l’altro.  Ho chiesto loro come reagire di fronte a tre coetanei che violentano e massacrano una compagna di scuola.  Mi guardano da iracondi inguaribili, vorrebbero mettermi alla porta senza tanti complimenti, forse invitati a maggior cautela dalla mia stazza fisica, ritornano alla calma piatta che li contraddistingue, poi  il più  scafato, quello più avanti di un dente rotto rispetto agli altri, risponde che “Sono cose che possono accadere”,  forse era una che non si faceva gli affari suoi, che non faceva parte del gruppo. Questa è la sottolineatura che va di là  del male che la natura consente di sopportare, erigere a percentuale, a statistica, qualcosa che non è più sostenibile né accettabile, che manipola subdolamente la verità, che invece è sotto gli occhi di quanti non vogliono assolutamente vedere a un palmo del loro bel naso, appena rifatto a misura, per il proprio benessere psico-fisico, che tanto bene fa ai giorni da vivere da leoni. “Sono cose che possono accadere”, è la vita che si riconosce tacitamente nella violenza come mezzo di autorealizzazione, a raggiungimento di un obiettivo, di apparenza e appartenenza a un’elite, che pratica lo stile dell’esser forti con i deboli e deboli con i forti, poco importa se risulta inguardabile attraverso il cuore delle emozioni, quelle che fanno grandi gli uomini. Le lame di coltello non trovano il fondo delle tasche dei giovani, per un innato bisogno di ferire e morire, per una bacata e lacerata struttura biologica che ci portiamo addosso, qui è altro il difetto, il buco nero, il non senso diventato quotidianità. E’ diritto acquisito di vivere alla grande, in sintonia delle proprie regole, in barba alle aspettative dubitose, al di sopra delle proprie possibilità, degli intendimenti più o meno scorretti e  illegali, di cui i giovani fanno apprendimento sociale fin dalle prime uscite da casa, al punto da risultare refrattari a qualsiasi luce rossa di emergenza. “Sono cose che possono accadere”, giovanissimi che non fanno sconti a nessuno, chi sbaglia paga, sempre pronti a giustificare i propri comportamenti, mai a quelli fuori dal recinto, out rispetto ai propri possedimenti. C’è l’imbarazzo e l’incapacità di evitare i silenzi che non ostacolano a dovere le derive che trascinano al sangue degli innocenti, alla vergogna di quel sangue che non basterà una vita di tormento a cancellare.  A quell’età non si è inchiodati a nessun futuro maledetto, occorre ritornare a costruire con l’impegno, con la fatica, con la pazienza della speranza,  tenendo bene a mente che i veri amori, quelli davvero importanti, sono sempre reciproci, e ciò che nostro figlio è, sarà, diventerà, dipende da quanto noi adulti riusciremo a riconsiderare e migliorare dei nostri comportamenti, cominciando dal curare quei dettagli che servono a farci imparare a riconoscere i nostri errori, prima ancora che quelli dei nostri figli. (Vincenzo Andraous)

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Robert Capa: Photographs

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

pablo picassoBudapest until 11/10/2009Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art  Palace of Arts Komor Marcell Curated by Lívia Páldi, chief curator of Mucsarnok / Kunsthalle Budapest  Capa worked for a number of US and European agencies; his photo reports appeared in the columns of such publications as Vu, Regards, Ce Soir, Life, Picture Post, Collier’s and Illustrated. At the same time, in addition to his work as a photo correspondent, being one of the founders of the Magnum photo agency (1947), educating and supporting young photographers were of primary importance to him. Following his death in 1954, his brother Cornell Capa, in addition to his own work as press photographer, strove to preserve and introduce to the world the oeuvre of his brother and his colleagues. As a first step, he expanded the International Fund for Concerned Photography, which he had co-founded with others in 1956. Then, in 1974, he established the International Center of Photography (ICP) -, one of the world’s most prominent institutions of photography, simultaneously a museum, a school and an archive – with himself as director. Between 1990 and 1992, Cornell Capa and Richard Whelan looked through Capa’s more than seventy thousand photos and chose 937 of them, the most outstanding photos of his oeuvre from 1932 to 1954, to represent the cornerstones of his life’s work and his career as a press photographer. The exhibition starts off with Budapest – presenting family photos, portraits and other documents – and moves on to the first serious commission in Berlin (the series on the speech given by the exiled Lev Trotsky in 1932, in Copenhagen) and the difficulties of the Paris years. Then we arrive to the most definitive stage in the oeuvre, the three-year period (1936-1939) spent photographing the Spanish Civil War and the Second Sino-Japanese War, during which Endre Friedmann / Andre’ Friedmann became Robert Capa, one of the most famous war press photographers in the world. Next we see the seats of world war operations: photos capturing the North African, Southern Italian and Sicilian fronts as well as the Normandy Landing on June 6, 1944. The “D-Day” series, which also served as inspiration to film director Steven Spielberg, is followed by images documenting the denigration of the French women who collaborated with the Germans and the liberation of Paris. The sequence of wartime photographs ends with images of the Ardennes Offensive and the advances of the Allied Forces. Capa’s post-world war work is represented by his reports on the establishment of the State of Israel and the associated conflicts, the immigrants and the refugees, as well as the material from his journey to the Soviet Union with John Steinbeck in 1947 and the photos of his 1948-1949 trip around Eastern Europe, which also include some Budapest shots. The chronological sequence ends with Capa’s photographs of Indochina and the photos taken on May 25, 1954, immediately preceding his death. (Image: Pablo Picasso and Françoise Gilot)

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Scatti di Guerra

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

tony vaccaroRoma fino al 30/8/2009 Scuderie del Quirinale  via XXIV Maggio, 16 Lee Miller e Tony Vaccaro dallo sbarco in Normandia a Berlino a cura di Marco Delogu e Umberto Gentiloni  con il generoso contributo di Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt)  Le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia alla Liberazione, raccontate da due punti di vista, con due differenti approcci: da una parte Lee Miller, affermata fotografa cresciuta nella Parigi dei Surrealisti e amica dei maggiori intellettuali dell’epoca, dall’altra Tony Vaccaro, soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, che in quegli anni inizia la sua carriera professionale. La mostra, di cui Miller e Vaccaro saranno i protagonisti, vedrà le loro fotografie (circa 100 immagini realizzate in un periodo che va dal 1944 al 1945) fronteggiarsi su due pareti del primo piano delle Scuderie del Quirinale.  Nella prima sala espositiva sarà dato spazio a un’introduzione storica redatta da Umberto Gentiloni, che con Marco Delogu ha la cura della mostra, affiancata a una ricostruzione dello sbarco in Normandia attraverso foto aeree della Royal Air Force. Lee Miller, corrispondente di guerra per British Vogue dal 1940, diventa nel ’44 corrispondente per l’esercito americano e segue da vicino le fasi finali del conflitto, testimone diretto dell’assedio di St Malo’ e dell’avanzata degli alleati dalla liberazione di Parigi a quella di Buchenwald e Dachau, fino alla distruzione del rifugio di Hitler.  Soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, Tony Vaccaro racconta, attraverso pellicole gelosamente custodite e coraggiosamente sviluppate in condizioni spesso estreme, anni di atrocità vissute in prima persona, ma anche la storia di un continente e soprattutto di un paese, la Germania – dove rimarrà per alcuni anni ancora -, che lentamente esce dallo stato di guerra.  Un’attenzione che rivolgerà poi anche alla sua seconda patria, l’Italia, che immortalo’ da nord a sud nel suo graduale ritorno alla normalità durante quel periodo di ricostruzione che la vide impegnata quanto mai anche sul fronte politico. (Immagine: Tony Vaccaro)

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Palladio e l’ambiente veneziano

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

palladioVenezia fino al 10/1/2010 Fondazione Musei Civici a cura di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni  La mostra si realizza nell’ambito delle iniziative promosse e finanziate dalla Regione Veneto, coordinate dal Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario palladiano. Organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, ripercorre i passi di Palladio a Venezia nei suoi non sempre univoci rapporti con il mondo veneziano, con la sua classe di governo, con gli intellettuali, gli ecclesiastici, gli ordini religiosi, le organizzazioni assistenziali e devozionali, gli editori. Presenta oltre 300 opere – tra edizioni a stampa, manoscritti, documenti e disegni – attraverso le quali si indagano l’ambiente veneziano di Palladio e la sua attività in città (da un lato l’opera teorica, dall’altro i lavori progettati, realizzati, scomparsi). Particolare rilievo e’ attribuito al peso degli interventi palladiani nel ridisegno della scena urbana piu’ peculiare e simbolica di Venezia, il Bacino di San Marco, attraverso le facciata di San Giorgio Maggiore e, sull’isola della Giudecca, della Chiesa votiva del Redentore e del complesso delle Zitelle, con un risultato di straordinaria forza innovatrice.  La curatela scientifica della mostra e’ di Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli, Andrea Bellieni.  Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia. Nonostante all’apparenza si sia detto e mostrato tutto, biblioteche e archivi racchiudono ancora notizie, informazioni, suggestioni, suggerimenti e dati oggettivi per la miglior ricostruzione dell’attività e della personalità di Andrea Palladio, del suo ambiente e delle sue frequentazioni, dei suoi drammi e dei suoi trionfi, dei suoi dubbi, delle sue crisi, delle sue incertezze, anche nelle insidiose avventure veneziane. (palladio)

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RomaFictionFest

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

lughinMercoledì 8 luglio alle ore 20:00, al RomaFictionFest (ingresso gratuito) – tra i più grandi festival mondiali dedicati alla fiction, con la presenza dei maggiori network mondiali – in programma la presentazione in anteprima internazionale delle prime scene del film ‘Sacro Codice’ (regia Jordan River). Chi pensava che il cinema fantasy e la realtà virtuale fossero pane quotidiano solamente del cinema estero, dopo aver visto queste prime scene in anteprima assoluta, si dovrà ricredere. Oltre a numerose ambientazioni virtuali dell’antica città di Sybaris (splendida città  magno-greca, distrutta intorno al 510 a.C., sul cui stesso perimetro vennero fondate altre due città, Thurii e  Copia, di epoca romana), si potranno vedere le prime apparizioni di Lùghin, creatura già dal nome davvero curiosa, che piacerà ad adulti e piccini. Interamente animata grazie alla computer grafica, Lùghin è un’originale creatura fantastica dalle orecchie a punta rivolte verso le stelle, occhi d’angelo e pelle scura e ruvida aderente alla terra e al suo soffio vitale. Per la realizzazione di questo personaggio, fase durata vari mesi e per la quale hanno lavorato diversi professionisti italiani, si sono utilizzate numerose tecnologie digitali e software di ultima generazione: dallo studio al concepimento fino a modellazione e rendering per il massimo del fotorealismo.  Nella realizzazione del film ‘Sacro Codice’, una struggente storia di sentimenti spezzata dalla crudeltà del mondo, sono coinvolte due società italiane, la Corbec Film e l’Adavanced Virtual Research, nonché numerosi tecnici italiani. La produzione, per il ‘Sacro Codice’, visto l’enorme successo che sta suscitando anche negli ambienti del settore e soprattutto in quello tecnico, sta pensando di aprire l’ingresso a nuove società, con l’intento di realizzare con budget contenuti l’intero film anche in stereoscopia (con visione attraverso occhiali 3D elettronici), potendosi conquistare così il primato storico di primo film italiano stereoscopico di alto spessore. (Lùghin)

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44ma mostra del paesaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

dalisiTrieste fino al 2/8/2009 Palazzo Costanzi piazza Piccola, 2 Un panorama a 360 gradi dell’arte visiva ispirata al tema del paesaggio a cura di Marianna Accerboni ed Enrico Fraulini Appuntamento a sorpresa con la Mostra del Paesaggio, giunta alla 44^ edizione e promossa dalla Società Artistico Letteraria di Trieste (fondata nel 1945 dal poeta Marcello Fraulini) congiuntamente con l’Assessorato alla Cultura del Comune. Infatti, come interessante consuetudine, e’ possibile aderire fino alla sera di giovedi’ alla ormai storica esposizione. In mostra convergono ogni anno molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo, riuniti nella prestigiosa sede messa a disposizione, come anche per l’edizione 2007 e 2008, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste. L’articolata rassegna, cui inviano ogni anno i propri lavori numerosi artisti di Trieste, del Friuli Venezia Giulia, di altre regioni italiane e paesi stranieri, si propone di offrire un panorama a 360° dell’arte visiva ispirata al tema del paesaggio. Nel corso dell’esposizione, le cui opere sono state selezionate da una giuria composta da Marianna Accerboni, Sergio Brossi, Adriano Dugulin, Antonio Denich ed Enrico Fraulini, sono previsti tre interessanti eventi collaterali: venerdi’ 10 luglio alle ore 21.00 avrà luogo un’importante appuntamento intitolato Il collezionista. Incontro con Maurizio Zanei, bellezza ed etica di una collezione, ideato e curato da Marianna Accerboni; venerdi’ 17 luglio alle ore 21.00 si svolgerà una variegata Serata Letteraria, ideata e curata da Enrico Fraulini, che presenterà il poeta veneziano Gino Pastega con un intervento musicale del flautista Stefano Casaccia e del clavicembalista Manuel Tomadin; giovedi’ 23 luglio alle ore 21.00, appuntamento d’eccezione intitolato Piero Dorfles, il fascino della comunicazione, che ospiterà il grande giornalista e critico letterario di origine triestina. L’incontro, ideato e curato da Accerboni e realizzato grazie al generoso contributo della Banca di Cividale e di La Giuliana Cornici, sarà sottolineato da una performance di luce. Nel corso della manifestazione la famiglia del pittore Carlo Giorgio Titz consegnerà una medaglia a Sergio Altieri. (dalisi)

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Riciclick, quando il rifiuto diventa risorsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Roma 7 luglio ore 19.30, all’interno di Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50 – inaugurazione “Riciclick, quando il rifiuto diventa risorsa” La mostra fotografica, curata da 4Busy con il Patrocinio del Comune di Roma, verrà presentata in anteprima nella  Sala della Rotonda – Castel Sant’Angelo. Interverranno all’happening l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi,  il Maestro d’Orchestra Peppe Vessicchio, Greg (del duo comico Lillo e Greg), Fabrizio Ravanelli, ex calciatore e Gloria Bellicchi, Miss Italia.

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Capo d’Orlando, 4 luglio 1299

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

A Palermo, nella storica Sede di Via Brunetto Latini hanno avuto inizio i lavori dell’attivo seminariale dedicato a quella che alcuni studiosi hanno definito la Termopili siciliana, con riferimento alla grande Battaglia Navale nella quale si immolarono consapevolmente seimila eroici combattenti siciliani che furono, sì, sconfitti ma che seppero infliggere alla flotta aragonese “vincente” tante e tali di quelle perdite da costringerla ad una ritirata strategicamente disastrosa e non prevedibile.  Ricorre, infatti, in questi giorni il 710° anniversario della grande Battaglia navale che si svolse, appunto, al largo delle coste di Capo D’Orlando, il 4 luglio del 1299, fra la flotta navale Siciliana, comandata dallo stesso Re di Sicilia, Federico terzo, e la flotta Aragonese, comandata ufficialmente dal Re d’Aragona, Giacomo secondo, e – sostanzialmente – dall’ Ammiraglio Ruggero Di Lauria.  Le forze in campo erano poderose e non a caso quella battaglia navale viene, ancora oggi, ricordata come una delle più importanti del Medioevo.  I lavori dell’Attivo Seminariale si concluderanno con l’intervento del Prof. Corardo Mirto, che è il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente” e che è anche (e soprattutto, in questo caso) il maggiore storico vivente delle vicende storiche medioevali del “Regno dell’isola di Sicilia  e delle Isole adiacenti”.  Il gruppo di lavoro che fornisce il necessario supporto all’Attivo Seminariale è formato da Giuseppe Scianò, da Giancarlo Alagna, da Giovanni Basile, da Rosalia D’Antoni, da Giuseppe Sorrentinoda Leonardo D’Angeloda Fabio Cannizzaro e da Eugenio Caccamo.

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Badanti: Appello comunità S. Egidio

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

La Comunità di Sant’Egidio si appella al Presidente del Consiglio perché nel prossimo Consiglio dei Ministri, come suggerito dal sottosegretario Giovanardi, venga approvato un decreto di regolarizzazione almeno per colf e badanti che già sono presenti in Italia e già lavorano presso le famiglie italiane. Si ricorda che questi immigrati non hanno niente a che vedere con il problema e con il decreto sulla sicurezza: si tratta di persone indispensabili alla nostra economia e alla qualità della vita nel nostro paese: da loro dipende per molti italiani la possibilità di andare a lavorare, la sopravvivenza e una qualità della vita dignitosa per molti anziani, una compagnia e un sostegno importante per i nostri bambini. Si tratta di persone che già vivono nelle nostre case e che godono di un rapporto di fiducia preferenziale. Sarebbe incomprensibile la crisi che colpirebbe centinaia di migliaia di italiani, obbligati a scegliere tra la legalità sancita dalla nuova legge e abbandono dei propri cari, ovvero disobbedienza civile per motivi di primaria importanza. Sarebbe come il “side effect” delle vittime civili quando si bombardano “obiettivi militari”. Ci auguriamo che si ponga rimedio immediatamente, perché questa legge non sia un boomerang per le famiglie italiane.

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Immigrazione-badanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Intervento della sen.DonatellaPoretti, parlamentare Radicali-Pd: “Peccato che per sentire parole e proposte ragionevoli occorresse approvare un provvedimento crudele e criminogeno come il ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinita’. Poco importa se si sia dovuto aspettare la mobilitazione del Vaticano per richiamare i cattolici al dovere morale dell’accoglienza. Meglio tardi che mai, e quindi diamo il benvenuto al sottosegretario Carlo Giovanardi che sposa la nostra proposta di un provvedimento urgente per regolarizzare le centinaia di migliaia di immigrati presenti in maniera illegale in Italia, ma che gia’ lavorano nel nostro Paese. A fronte della politica criminogena proposta dal Governo, infatti, l’Italia vive nell’ipocrisia di un welfare e di uno Stato sociale che si fonda su badanti, colf e baby sitter illegali e clandestine solo perche’ il nostro Paese non rilascia i nullaosta per persone di cui conosce tutto: nome e residenza del datore di lavoro, nome e luogo di lavoro dell’immigrato! Delle oltre 740 mila richieste del 2007 solo 170 sono andate a buon fine, le altre aspettano ancora l’emanazione di nuovi decreti flussi. Questa della regolarizzazione e di un decreto flussi che intervenisse urgentemente nel merito erano le proposte dei Radicali tradotte anche in un ordine del giorno collegato al ddl sicurezza, mai esaminato perche invece di votare in merito si e‘ scelto il voto di fiducia.”

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Focus Trinakria – ‘ppi la Kultura Siciliana ‘nto Munnu”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Interviene a margine del “documento” redatto, di recente, dalla neonata “rete” degli Atenei Meridionali (R.A.M.).  Detto documento, ricordiamolo, è il frutto di una interazione tra i Rettori Universitari delle regioni meridionali ed insulari, che si sono appunto riuniti, a Taormina, lo scorso 29 giugno c.a., presso il locale hotel Villa Diodoro.  “Come sodalizio culturale, Think Tank, espressione dell’Indipendentismo Siciliano, moderno, pacifico e progressista, non vogliamo né possiamo ignorare l’importanza di questo avvenimento “– ha dichiarato Fabio CANNIZZARO, Presidente di Focus Trinakria- “ L’iniziativa dei Rettori universitari è una apprezzabile iniziativa che va, in ogni caso, al di là e oltre, le proposte e analisi, apprezzata già solo per l’essersi svolta.”  “Tuttavia Noi di Focus Trinakria pensiamo e con noi molti, sicilianisti e no, che l’Università Siciliana, meridionale e no, deve trovare una possibilità ed occasione di riforma e deve farlo in modo netto, organico e fors’anche “radicale”.  “ Senza supponenza appare a noi un po’ troppo ottimistica l’idea che possa bastare, sic et simpliciter, una Autoriforma per mutare, invertire e/o convertire le “invirtuosità” che “incrostano” l’Università nella forma-Stato Italia.”  Il Presidente di Focus Trinakria continua: “Solo in questa chiave di lettura, apprezziamo come momento gli input offerti dalla Rete Rettoriale.  Rettori  che devono però riconoscere che qualcosa e fors’anche molto  può e deve essere riformato nella struttura e negli equilibri degli Atenei siciliani, meridionali ed  italiani in genere.”  Va inoltre apprezzato nell’intervento di Lo Bello il fatto che Egli,facendo riferimento al rapporto tra Aziende e Università, ha fatto un accenno,  crediamo non casuale, in Sicilia, dalla Sicilia, al modello universitario della Catalunya ( Catalogna).  Catalunya che pur avendo una storia politica, economica e sociale diversa resta anch’essa al pari della Nazione sorella Sicilia una delle Nazioni senza stato, mediterranee ed europee, che possono fare e faranno la differenza domani”.  In tale chiave, senza alcun ideologismo, sosteniamo che il rapporto diretto  tra Aziende e Università, debba e possa semmai ispirarsi, in Sicilia, facendo tesoro degli errori del passato,  all’interazione, all’interscambio rifuggendo dal pericolo operante che gli Atenei esprimano sudditanza verso ogni e tutti i “capitali“, trasformando, di fatto,  le Università, ( pericolo verosimile e probabile) in una mera “catena di trasmissione” per le pur lecite esigenze  aziendali. Ecco il nostro punto di vista”.  C’è molto da fare in merito e poco tempo per farlo.   Noi indipendentisti Progressisti abbiamo piena coscienza della posta in gioco, altri sembra molto meno!” (in sintesi)

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Partito del sud: il grande inganno

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Si torna a parlare di “partito del Sud” come la panacea di tutti i mali che affliggono le regioni meridionali e come contrappeso al “partito del Nord”, (la Lega) che farebbe man bassa di finanziamenti anche di pertinenza del sud.  Il problema esiste, ma non può imputarsi al solo Bossi ma a tutta la corte del Pdl che gli tiene bordone. A cominciare dalla “guida suprema”. Nei giorni scorsi ne ha parlato il sottosegretario Micciché del Pdl che s’atteggia come uno che non è mai entrato nel nuovo partito di Berlusconi e Fini.  E come a voler rassicurare i perplessi ha sottolineato che dietro di lui c’è il sen. Dell’Utri.   E’ probabile, dunque, che nei prossimi mesi saremo costretti ad occuparci del “partito del sud” ovvero di un espediente velleitario che, se attuato, potrebbe rivelarsi per le regioni meridionali più dannoso del governo Berlusconi che invece di dare prende dal Meridione. Non a caso, l’idea nasce nel vivo di una crisi acuta che evidenzia i limiti e gli errori di un’impostazione politica subalterna al gran capo e agli interessi personali e sociali che rappresenta.  Perciò, la gente, soprattutto nel mezzogiorno, comincia ad essere nervosa, stanca di attendere, con le mani vuote, che chi ha fatto il pieno di voti gliene renda conto. A me sembra un diversivo, una trovata per a tirare a campare per un altro paio di legislature e, al contempo, evitare all’esercito di ministri, sottosegretari, parlamentari di spiegare ai meridionali la loro passività politica che ha sacrificato i voti e le speranze del Sud sull’altare dell’accordo Berlusconi – Bossi. Ma entriamo nel merito di questa “idea” ondivaga, fumosa che nemmeno i suoi fautori sanno definire. Comincio con una domanda provocatoria, ma non troppo: esiste ancora una questione meridionale? Sicuramente non più nei termini e nelle dimensioni di come è stata individuata e teorizzata dall’unità d’Italia in poi e, più segnatamente, nell’ultimo mezzo secolo. Ma in concreto cosa potrebbe essere il partito del sud? Così  come immaginato dai suoi fautori vorrebbe dire l’unione di tante debolezze in una. Ovvero il fiasco. Giacché, la somma di più debolezze non fa una grande forza ma una più grande debolezza. Se oggi il nord prevale non è perché ci sono Bossi e le sue camice verdi, ma perché in questa lunga transizione (dalla prima alla seconda Repubblica) a Roma non ci sono stati governi capaci di garantire la solidarietà nazionale e quindi un’equa distribuzione delle risorse e di frenare la bramosia dei centri fondamentali del potere economico e finanziario che si trovano al nord.   In particolare, la Lega porta la tremenda responsabilità d’avere infranto il principio della solidarietà nazionale ed ha in programma d’infrangere, col pieno accordo di Berlusconi e soci, altre solidarietà fondamentali come quella umana che è alla base di ogni degna civiltà. Rilevato ciò, non possiamo però assolvere le gravissime responsabilità dei ceti dominanti meridionali per avere trascinato il Sud nella spaventosa crisi attuale. Anzi, prima d’andare a cercare nemici esterni, bisognerebbe individuare e combattere quelli interni al Mezzogiorno. Che sono tanti.   C’è necessità di progetti, idee innovative, d’investimenti leciti e non di nuovi capetti populisti e clientelari che andranno a Roma, con la coppola in mano, a questuare o a minacciare (che cosa?).  La Sicilia e il mezzogiorno hanno bisogno di partiti veramente democratici, nazionali e sovranazionali, capaci di portare una ventata d’aria fresca che prosciughi il mefitico pantano dell’affarismo e della sopraffazione. (Agostino Spataro in sintesi)

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Gli umori delle “masse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Lettera al direttore con risposta. Renato Pierri di tanto in tanto mi invia un suo breve commento sugli eventi d’attualità che, per lo più, ruotano intorno alla politica. Questa volta annota: “credo seriamente che la storia del mondo avrebbe preso un corso diverso, se gli uomini, tutti gli uomini e non solo una minoranza, avessero il senso del ridicolo. Se dalla folla a Piazza Venezia, anziché applausi, si fosse levata una risata oceanica alla vista del Duce quando durante i discorsi assumeva i noti comici atteggiamenti, se avesse riso a crepapelle, il popolo tedesco, nell’udire il Führer parlare di razza superiore, certamente i due dittatori si sarebbero comportati in maniera diversa. Forse non sarebbero neppure diventati dittatori”. Hitler e Mussolini, e quanti come loro nel ventesimo come negli altri secoli, sono stati la conseguenza di una miscela micidiale che è stata messa a punto da un diabolico regista ma che potrebbe avere anche un nome e un cognome poiché ha rappresentato gli interessi del capitale, delle logiche capitalistiche e ha saputo far leva sul disagio esistenziale delle classi proletarie e piccolo borghesi. Se ci limitiamo al caso italiano il fascismo è germinato dal disagio borghese e dalle insofferenze proletarie e le loro ideologie totalitarie. Non dimentichiamo che tra il 1918 e il 1920 una guerra vinta sul campo stava diventando una debacle sulle piazze a fronte di partiti incapaci di assicurare un governo stabile al Paese. Se poi andiamo alla vigilia della seconda guerra mondiale la propaganda fascista aveva portato molti alla convinzione, e lo era lo stesso Mussolini, che ci conveniva entrare in guerra tanto si sarebbe risolta in pochi mesi e avremmo potuto, alla conferenza di pace, far valere la nostra posizione di vincitori. Se poi facciamo un altro salto e ci ritroviamo nel 1994, con lo scioglimento della Dc soffocata dagli scandali e tartassata dai colpi di maglio da “mani pulite”, ci accorgiamo che l’idea di Berlusconi di fondare un movimento politico stava andando verso un sentimento diffuso tra i poteri forti e quella opinione pubblica che ancora sentiva sulla pelle le paure di una dittatura comunista. Da quel momento Berlusconi deve ringraziare per intero tutta l’area di centro sinistra perché ha saputo ripetere alla lettera la stessa incapacità di governo degli anni 1918-1920. E quell’onda lunga continua a tutt’oggi e dal mio osservatorio registro la costituzione di nuovi movimenti con la pretesa di diventare partiti (partito del sud, dei militari, ecc.) mentre non si risolve l’amarezza di una sinistra che pur potendo contare su un’area di consenso che si aggira sul 7% dell’elettorato non è riuscita ad avere un solo eletto proprio perché si è presentata divisa e continua ad esserlo come se nulla fosse. E’ questo, a mio avviso, il vero senso del “ridicolo” ma non per ridere ma per lasciarci l’amaro in bocca. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Quel tormentone del Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Rosario Amico Roxas riprendendo il discorso sul “Lodo Alfano” ci propone un nuovo motivo di riflessione partendo da un paradosso: Come salvare il “Lodo Alfano?” E osserva: “L’incostituzionalità di tale lodo appare evidentissimo in quanto, oltre ad elevare sopra le leggi una persona  habitué dei reati da tutti i reati passati, presenti e futuri, inibisce il diritto alla difesa di altri comuni mortali cittadini. In pratica se il cavaliere “decidesse di querelare un cittadino questi sarebbe menomato del diritto della facoltà di prova poichè il lodo impedisce l’indagine a carico del querelante”. La consulta, a questo punto, che è investita della questione sul quesito riguardante la costituzionalità del provvedimento non dovrebbe avere dubbi in proposito. Ma ora Rosario solleva un “velo” riandando al famoso invito a cena di Berlusconi a due giudici della consulta e alla successiva pubblicità data all’evento e si chiede se il tutto non sia che una “furbata” per proporre “un azzeramento dell’intera consulta, in modo da dirimere la controversia della credibilità ed innalzare il vessillo di una trasparenza che serve a nascondere i veri intendimenti”. Scatterebbe, in tal modo, l’escamotage della più perfezionata furbizia: rendere poco credibile l’intera consulta per cambiarne l’intera composizione”. “La pronuncia della Consulta – soggiunge Rosario –  sarebbe stata prevista per ottobre, troppo presto; la pronuncia di incostituzionalità è già nell’aria e i due magistrati, compagni di cena di “er più” devono averlo fatto presente. Fare scoppiare un petardo per mimetizzate l’esplosione della successiva bomba è una tecnica già collaudata dai legali cavallereschi”. Si è aperta, così, la breccia per manifestare un finto ravvedimento. In tal modo “La Consulta resterà in carica, fino al giorno precedente l’esame del  lodo, quindi verrà offerta la trasparenza di giudizio con le “spontanee” dimissioni della maggioranza, al fine di ricomporre il plenum con altri nominativi meno impegnati in ultime e prime cene.  E’ a ben considerare il modo migliore per rimandare a tempo indefinito il pronunciamento, oltre  a lasciare scoperta a tempo indeterminato la Consulta, scopertura che sarà attribuita alle solite sinistre che hanno evidenziato il trucco”.

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In nome di chi voce non ha

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Roma. Mentre scriviamo gli  aderenti ad Oxfam International realizzano al Circo Massimo Piazzale Ugo La Malfa (Circo Massimo) una manifestazione dimostrativa per attirare l’attenzione pubblica su un tema che pare voglia essere solo sfiorato dai grandi della terra che si riuniscono a L’Aquila tra qualche giorno. Hanno deciso di farlo “Comodamente distesi su un triclinio, mentre strimpellano una cetra e recitano antichi poemi. Del tutto indifferenti alle fiamme che divorano Roma. Saranno travestiti da Nerone e circondati da mangiafuoco sullo sfondo della Roma imperiale, gli otto leader dei paesi più potenti del mondo”. Il messaggio ci sembra chiaro di là della sua estemporaneità. Tutti sembrano pronti a stracciarsi le vesti e a coprirsi il capo di cenere parlando della povertà estrema che attanaglia milioni di esseri umani ma diventa indifferenza e dimenticanza allorchè si deve passare dalle parole ai fatti. L’appello di questi “romani” si può così sintetizzare dai loro slogan: “Il mondo brucia e i più poveri sono a un passo dalla morte, mentre Berlusconi e gli altri leader del G8 suonano la cetra. Gli aiuti promessi e mai stanziati dal G8 ai paesi in via di sviluppo potrebbero salvare la vita di oltre di 3 milioni di persone. Oxfam International e Ucodep chiedono al G8 un piano di emergenza per recuperare il terreno perduto e mantenere le promesse sugli aiuti ai paesi poveri”.

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Deltaplano: due titoli mondiali per l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

azzurri-treatterra-Il neo campione del mondo di deltaplano è Alex Ploner, 33 anni, di San Cassiano (Bolzano) davanti a Jonny Durand (Australia) e Thomas Weissenberger (Austria). Oltre a Ploner, fanno parte della squadra campione del mondo Christian Ciech di Trento, Elio Cataldi di Vittorio Veneto (Treviso), Davide Guiducci di Reggio Emilia, Filippo Oppici di Parma, il CT Flavio Tebaldi di Laveno (Varese) e l’assistente Andrea Bozzato di Verbania. Alle spalle degli azzurri le nazionali di Austria, Francia e Brasile. Il campionato si è svolto a Laragne, località francese a metà strada tra Grenoble e Marsiglia, presenti 32 nazioni per complessivi 122 piloti. Sono state disputate 6 prove delle 12 previste; cancellate le altre per meteo avversa. Percorsi impegnativi tra gli 87 e 164 km che hanno toccato vari punti del sito compreso tra i monti Chabre (1352 m), Aspres-la-Longeagne (1564 m), Buc ed altri. Alcuni piloti hanno superato quote attorno ai 3000 metri. Le gare di volo libero, cioé senza motore in deltaplano o parapendio, assomigliano alle regate veliche: il pilota deve aggirare punti del territorio predeterminati, detti boe, prima di raggiungere l’atterraggio ufficiale. L’Italia, in testa fin dall’inizio con largo margine sugli inseguitori, non ha avuto vita facile proprio quando i giochi sembravano fatti, incappando in una disastrosa giornata durante la penultima manche che ha ridotto all’osso il vantaggio acquisito in precedenza. Nell’individuale Christian Ciech lasciava il comando della classifica a Manfred Ruhmer, il campione austriaco che ha vinto più di ogni altro al mondo. Immediata la reazione degli azzurri che nell’ultima giornata del mondiale agguantavano definitivamente i titoli in palio. Il prossimo appuntamento mondiale è fissato per l’estate 2011 a Sigillo (Perugia) quando la Federazione Italiana Volo Libero ospiterà il campionato nello splendido scenario del Monte Cucco. (azzurri, atterra)

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Lorenzo Manenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

suggestioniBergamo fino al 21/7/2009 Museo Civico Archeologico p.zza Cittadella, 9 Mesopotamia perduta, suggestioni pittoriche che espone opere di un giovane pittore, Lorenzo Manenti; molti soggetti delle pitture sono reperti della civiltà mesopotamica, depredati, distrutti, talvolta fortunosamente recuperati a seguito delle guerre che hanno coinvolto l’Iraq e che hanno messo a repentaglio un grande patrimonio storico-archeologico.  Le opere si animano attraverso la coscienza civile e si propongono come soggetti di denuncia verso ogni forma di depauperamento del patrimonio culturale in senso lato, in ogni luogo e di ogni periodo. Il messaggio pittorico colpisce, dunque, anche perche’ carico di impegno civile. Ospitare all’interno delle sale del Museo Archeologico i quadri di Lorenzo Manenti permette di illustrare l’esito di un profondo percorso interiore, che muove dal documento archeologico in quanto testimone di violenza e illegalità. Attraverso la pittura i soggetti si animano ed esprimono lo sconcerto e la disperazione per la dispersione del patrimonio archeologico iraqeno, che non rappresenta soltanto l’identità di quel popolo, ma un capitolo della storia della nostra civiltà.  La mostra sarà introdotta da Luca Pietro Nicoletti e sarà preceduta da una chiacchierata con Silvia Chiodi che e’ attualmente capo della ricognizione archeologica del CNR a Nassiryia. L’intervento -Da Baghdad a Nassiryia- ripercorre i tragici eventi e narra l’esperienza personale di Silvia Chiodi che nella primavera del 2004 si trovava in missione a Baghdad insieme a Giantomassi e Colombo e nella primavera del 2006 a Nassiriya; tratteggia l’attuale situazione dei Beni culturali in Iraq, delinea gli interventi umanitari in cui si e’ trovata in prima linea, le problematiche scaturitene, le proposte di legge avanzate nonche’ le sensazionali scoperte effettuate insieme a Giovanni Pettinato, assiriologo di fama mondiale, e al topografo Mauro Mazzei nel marzo del 2006. (suggestioni)

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Premio Faraglioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

boccelliCapri, 25 Agosto 2009 assegnato all’Artista italiano più amato nel mondo Andrea Bocelli Dopo aver appreso la motivazione di questo prestigioso omaggio artistico, il Maestro ha dichiarato: “La fiducia, l’affetto della gente, sono la mia forza, la ragione prima del mio costante peregrinare per il mondo. Le ragioni di tanta stima sono e rimarranno misteriose, mentre intatta, fino all’ultimo concerto, resterà la volontà di dare sempre il meglio di me, a costo di qualunque sacrificio”. Un’affermazione questa che evidenzia l’estrema umiltà e modestia del cantante di Lajatico il quale non ha avuto nessun timore nel rivelare di provare ancora oggi, dopo innumerevoli concerti e prestigiosi riconoscimenti artistici, fortissime sensazioni prima di ogni esibizione:“Le emozioni sono sempre le stesse, dal giorno in cui, ancora fanciullo sono salito su un palcoscenico per la prima volta: il cuore batte forte, le mani sono gelate, il fiato  quasi si spezza, ma mi sento fortunato e ringrazio il Cielo del privilegio di vivere con la musica e di musica”. Alla Serata di Gala della Premiazione Ufficiale del Premio Faraglioni 2009, condotta da Paola Saluzzi, interverranno note personalità del mondo dello spettacolo e della cultura ed alte cariche istituzionali. Il programma annuncia una proiezione delle tappe fondamentali della carriera di Andrea Bocelli, un’intervista, una performance, un talk show con il pubblico e la consegna ufficiale del Premio.
Il Premio Faraglioni, manifestazione ideata e organizzata dai fratelli Damino della Pro Loco Arte Capri, è promosso dall’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo isola di Capri e dall’E.P.T. di Napoli e patrocinato dalla Regione Campania, dalla Città di Capri e dell’Assessorato al Turismo, con la prestigiosa adesione del  Presidente della Repubblica che ha conferito alla XVI edizione del “Faraglioni” una speciale medaglia come premio di rappresentanza. (boccelli)

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Tullio Lombardo An Antiquity of Imagination

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

imaginationWashington until 1/11/2009 National Gallery of Art  4th Street and Constitution Avenue curated by Alison Luchs  In the first exhibition dedicated to Venetian Renaissance sculptor Tullio Lombardo (c. 1455-1532), his romantic approach to portraiture is revealed in four of his greatest marble carvings, which are joined by eight related works from his closest circle. On view at the National Gallery of Art’s Italian galleries in the West Building from July 4 through November 1, 2009, An Antiquity of Imagination: Tullio Lombardo and Venetian High Renaissance Sculpture celebrates the artist’s pioneering talent.  The exhibition is sponsored by The Exhibition Circle of the National Gallery of Art. A fully illustrated exhibition catalogue includes scholarly essays by Luchs; Adriana Augusti, director of the Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, Venice; Matteo Ceriana, deputy director of the Pinacoteca di Brera, Milan; Sarah Blake McHam, professor of art history at Rutgers University; Debra Pincus, independent scholar; and Alessandra Sarchi, research project manager at the Fondazione Federico Zeri, Università di Bologna. Published with Yale University Press, the catalogue is 160 pages with 62 color and 23 black-and-white illustrations and will be available in July 2009 from the Gallery Shops for $60 (hardcover).
Tullio and his younger brother Antonio, both gifted sculptors, worked with their father Pietro Lombardo in the family firm, a leading force in architecture and sculpture in Venice well into the 16th century. While traditional demand for sculpture in Renaissance Venice centered on projects for churches, public monuments, and architectural decoration, Tullio created new forms of private art.  The exhibition presents other close-up bust-length images, in relief and in the round, that display Tullio’s sensuous and expressive qualities. They include his own soulful, curly haired Relief Bust of a Youth (c.1505) as well as Simone Bianco’s Bust of a Woman (c.1515/1520), in a pleated gown that falls suggestively open, and Antonio Minello’s Grieving Heroine (1520s), a delicate miniature bust with elaborately bound and loosened hair winding over her bare shoulders.  (imagination)

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Simultanea

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

simultaneaFirenze fino al 17/7/2009 Galleria FYR arte contemporanea  Borgo Albizi 23 Luciano Preti,  La Galleria Fyr arte contemporanea presenta le sculture di due giovani artisti, Farhad Orouji e Roberto Luciano Lamanna, e di due docenti dell’Accademia di Belle Arti, Luciano Preti e Francesco Roviello. Luciano Preti: nato a Pontremoli (MS) il 19 agosto 1950. Dai primi quadri, dalle prime sculture in pietra e legno il suo lavoro e’ un tormentato tentativo di scavo nelle profondità del cuore, della memoria, della storia. Francesco Roviello: nato a Casagiove (Caserta) nel 1956. Vive e lavora a Firenze. Roviello e’ riuscito ad accostare la lezione di Brancusi a quella di Arturo Martini. Cio’ ha significato rievocare il carattere monumentale della scultura e associarla alla pittura, cercando di conferire al volume un’intima espressività. Farhad Orouji: nato in Iran l’11 settembre 1981. Inizia i suoi studi all’Università di Arte di Teheran, dove si laurea con una tesi di quattro anni con la realizzazione di 200 bassorilievi.  Ha sviluppato vari progetti sia in Iran che in Italia e esposto i suoi lavori di pittura e scultura in molte mostre collettive e personali in Italia e a Teheran.  Roberto Luciano Lamanna: nato a Fiesole il 3 luglio 1984. Gli studi al conservatorio Santa Maria degli Angeli a Firenze, gestito da religiosi salesiani, contribuirono notevolmente alla formazione della sua prima cultura iconografica, basata sulla consistenza e sull’elemento simbolico del logos. (Immagine: simultanea Francesco Roviello)

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