Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

G8 e reazione di Oxfam International e Ucodep

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Secondo Oxfam e Ucodep, la decisione di ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050 è positiva, ma il 2050 è troppo lontano nel tempo per essere significativo: i cambiamenti climatici colpiscono le popolazioni più povere ora. E’ perciò fondamentale tagliare le emissioni di almeno il 40% entro il 2020 per permettere alle popolazioni dei paesi poveri di sopravvivere all’impatto dei cambiamenti climatici. L’Italia, in particolare, può trasformare la lotta contro i cambiamenti climatici in un’opportunità per creare posti di lavoro ed una crescita economica forte e duratura grazie all’economia verde. Il fallimento del G8 nel fornire i 50 miliardi di dollari (32,2 miliardi di euro) in aiuti promessi ai paesi più poveri sta causando la morte di tre milioni di persone. “La noncuranza con cui i paesi del G8 ignorano le loro promesse sta diventando imperdonabile. Se nei paesi industrializzati si avvertono alcuni primi segnali di ripresa, i paesi più poveri soffrono più che mai. La crisi economica nei paesi poveri non è un problema di indici di borsa, ma una questione di vita o di morte. Ad oggi i fondi che i paesi più ricchi hanno stanziato per salvare le banche ammontano a 5.420 miliardi di dollari: 70 volte i livelli globali di aiuto. Riavviare i negoziati di Doha è importante, ma l’accordo ora sul tavolo della discussione non sarà di beneficio per i paesi poveri. Qualsiasi nuovo negoziato sul commercio deve prevedere un nuovo accordo che metta al primo posto i più poveri. Se i termini del negoziato rimangono gli stessi, si rischia solo di aumentare la povertà. E’ diventata ormai una tradizione annuale per il G8 quella di parlare dell’importanza di concludere i negoziati sul commercio, ma finora non si è andati oltre le parole. “Porre fine alla fame dovrebbe essere uno degli obiettivi del G8. C’è bisogno di nuovi fondi per migliorare l’agricoltura e invertire la tendenza attuale che vede la fame globale in aumento”, dichiara Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam International e Ucodep. “Gli impegni di finanziamento dovrebbero essere specifici e chiarire se si tratta di nuove risorse o semplicemente di risorse riallocate. Con la fame non si possono fare giochi contabili. Circa 9 dei 13 miliardi di dollari (8,3 miliardi d euro) stanziati a partire da gennaio 2008 per porre fine alla fame non erano altro che fondi riallocati. E’ inaccettabile che accada questo mentre più di un miliardo di persone soffrono la fame. Il G8 non può limitarsi all’ordinaria amministrazione, ma deve agire in modo urgente”.

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