Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Lazio: piano casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

«Abbiamo sempre detto che la legge regionale sul Piano Casa potrebbe essere una grande occasione per snellire le procedure urbanistiche, per favorire l’housing sociale, e per rilanciare l’economia cittadina, e avevamo grandi aspettative su questo. Purtroppo, per quel che fino a oggi è trapelato, rischia di essere un’occasione mancata. Abbiamo avanzato proposte di modifica alla legge che ci auguriamo che, nel restante iter approvativo alla Pisana, vengano recepite». Lo afferma con rammarico l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, il quale aggiunge: «Gli incentivi volumetrici per l’ampliamento (+20%) e per la sostituzione edilizia (+35%) verranno limitati solo alle sedi di abitazioni e di artigianato di modesta dimensione (1.000 mc e 1.000 mq). A Roma, questi incentivi sarebbero di scarsa importanza, perchè riguarderebbero soprattutto edifici abitativi della periferia più esterna, spesso abusiva e disordinata, priva di qualità e di urbanizzazioni, con il rischio di peggiorare ulteriormente tali condizioni». «Pensiamo si debba osare di più soprattutto in questo momento perché opportunità di questo genere non si presentano spesso. Meglio assai sarebbe – prosegue l’assessore Corsini – lasciare liberi i Comuni di estendere gli incentivi a tutti gli edifici e le sedi di attività economiche (produttive, turistico-ricettive, di servizio alla popolazione e alle imprese), senza limiti dimensionali degli edifici stessi. Inoltre, molto più efficace sarebbe aumentare dal 35 al 50% l’incentivo per interventi di sostituzione edilizia, se all’interno di programmi di riqualificazione promossi e approvati dai Comuni, in deroga agli strumenti urbanistici, e soprattutto senza necessità di approvazione regionale. Infine, nonostante le dichiarazioni di intenti del mondo politico regionale, manca ogni accenno alla disciplina del fascicolo di fabbricato, le cui indispensabili modifiche erano state annunciate. “La nostra posizione sostiene la necessità di semplificazione delle procedure urbanistiche rivedendo le leggi regionali 36/1987 e 38/1999 in modo tale da rendere obbligatoria l’approvazione regionale solo per le varianti urbanistiche davvero sostanziali e rilevanti, lasciando il resto ai Comuni e rendendo certi e indilazionabili i tempi per le procedure urbanistiche straordinarie. È necessaria la riforma dei Programmi integrati inserendo principi e criteri di perequazione urbanistica e finanziaria, già presenti nel PRG di Roma, senza i quali i Comuni non possono operare, in carenza di risorse finanziarie, per la riqualificazione urbana e per l’housing sociale. Non si tratta di allentare vincoli per favorire i costruttori, come alcuni poco accorti potrebbero pensare, ma di rendere i Comuni in grado di rispondere tempestivamente alle esigenze che provengono dai loro territori. Abbiamo inoltrato alle Regione delle proposte – conclude Corsini – che spero trovino nell’iter formativo della legge l’attenzione che meritano».

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