Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

La crisi per le imprese friulane

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

La crisi c’è e si fa sentire anche per le imprese friulane, specie per quelle della meccanica e del legno-arredo. Ma nella provincia di Udine, i dati risultano meno gravi rispetto a quelli di altre zone della regione, del Nordest e dell’Italia. È quanto emerge dal report relativo alla congiuntura del 2° trimestre 2009 – e alle previsioni per il 3° – realizzata da Nomisma e Demetra per la Camera di Commercio di Udine. «Se nel 1° trimestre, tra nuove aziende iscritte e aziende cancellate dal Registro imprese, il saldo era negativo – ha commentato Da Pozzo, aprendo la conferenza stampa con il quadro macroeconomico provinciale –, nel 2° trimestre la tendenza si è invertita. In totale, il primo semestre dell’anno vede 1.654 nuove imprese e il saldo positivo dell’ultimo trimestre è un segno che in Friuli la voglia di fare impresa permane e si sta rafforzando». La crisi, comunque, è evidente soprattutto guardando al dato dell’export del 1° trimestre. Se però il Fvg segnala un  -29% – peggio del dato italiano (-22%) –, la provincia di Udine presenta le riduzioni più contenute, pur se con risultato negativo (-15%). Breve focus anche sulla cassa integrazione, che ha visto, per quanto riguarda quella ordinaria, il suo picco in aprile, con 640 mila ore.  Spazio poi all’analisi Nomisma, che è stata condotta su interviste a un campione significativo, di 630 imprese, e sarà ripetuta a fine settembre e ripresentata a metà ottobre. L’indagine, condotta dal 24 giugno al 6 luglio, ha preso in esame il consuntivo, cioè l’effettiva indicazione da parte delle aziende intervistate dell’andamento del 2° trimestre, nonché il previsionale, ossia ciò che le aziende stesse si aspettano per il trimestre in corso. Sono state intervistate aziende dei settori legno-arredo, meccanica, vitivinicolo, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti. Comune a tutti i settori una percezione «velatamente ottimistica», come l’ha definita il presidente, per quanto riguarda l’immediato futuro, mentre le difficoltà sono emerse quanto al periodo già trascorso. A soffrire di più sono state le imprese del legno-arredo e della meccanica. Il 45,5% delle intervistate del legno arredo, per il 2° trimestre, ha dichiarato di aver subito una “diminuzione” degli ordini tra il 2 e il 10%, cui si aggiunge il 32,9% di esse che ha registrato una “forte diminuzione”, di oltre il 10%. La situazione però sembra non essersi ripercossa sui prezzi, che sostanzialmente tengono, così come l’occupazione: il 72% delle intervistate del legno-arredo ha dichiarato di aver mantenuto pressoché inalterato il numero di addetti (e l’1,1% li ha aumentati). Ciò è ancor più evidente nel settore meccanica – per ordini e fatturato leggermente meglio rispetto al legno-arredo, ma comunque con difficoltà rilevanti –, in cui l’85% delle aziende ha mantenuto stabile il numero di occupati. La situazione migliore risulta quella del vitivinicolo, che si conferma un settore importante per la regione e per la provincia in particolare, con un sostanziale equilibrio tra aziende che hanno subito diminuzioni e aziende che hanno registrato aumenti di ordini e fatturato, nonostante oltre il 70% abbia dichiarato un forte incremento dei costi. Incremento, come ha commentato De Rita, dovuto anche a spese extra produzione che gravano sul comparto, come burocrazia e controlli di qualità. Il vitivinicolo risulta peraltro il settore in cui è più marcata la tendenza all’internazionalizzazione: il 31,2% ha dichiarato di avere operato con l’estero nel 2° trimestre; il comparto ha poi investito e continuerà a farlo (il 23,9% ha dichiarato che attuerà investimenti anche nel trimestre in corso). Restando agli investimenti, comunque, De Rita ha affermato che, «pur se i dati si mantengono su percentuali piuttosto basse (il 10,4% delle aziende del legno-arredo e il 14,2% della meccanica ha dichiarato di aver fatto investimenti, n.d.r.), vanno comunque contestualizzati e confrontati con una situazione italiana molto difficile. Perciò, vanno letti con una certa positività». Infine, commercio e settore alberghiero, nei quali le difficoltà ci sono, ma sono tutto sommato più contenute. I due comparti hanno mantenuto stabili, con percentuali elevatissime, il numero di addetti, anche se la crisi, nel commercio, si è tradotta in un aumento più marcato dei prezzi di vendita (tra il 2 e il 10% per il 20% delle intervistate). Altro dato interessante è stato quello del rapporto banca-imprese: l’accesso al credito è stato chiesto più dalla meccanica (il 33% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver richiesto credito) e dal legno arredo (29,3%), «altro dato che va letto in raffronto con la situazione generale di contrazione e difficoltà di accesso», ha detto De Rita. In Friuli la credibilità delle aziende risulta comunque più forte che in altri territori e la qualità del credito è più elevata.

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