Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Il caso Spaccarotella

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

L’agente di polizia che ha sparato a un tifoso, uccidendolo, che si trovava nell’abitacolo della macchina è giunto al suo primo grado di giudizio con una codnanna a sei anni di carcere. Fin qui la notizia di cronaca. Vi è, tuttavia un seguito per il commento rilasciato dal padre della vittima Gabriele Sandri, quella del sindaco di Roma Alemnno e dal sindacato di polizia Coisp. I primi due hanno mostrato la loro insoddisfazione per l’esiguità della pena mentre il coisp si è messo sulla difensiva ma non rinunciando a criticare le insoddisfazioni degli altri. Afferma, infatti, Franco Maccari segretario generale di quel sindacato: “Tanto per cominciare il sindaco di Roma dovrebbe sapere bene che le sentenze non si scrivono in modo da ‘far piacere’ ai tifosi, né ad altri, ma si fanno sulla base delle previsioni normative. Secondo poi, Alemanno dovrebbe avere più attenzione verso una situazione che sta diventando pericolosa, poichè in maniera errata si stanno additando come ‘cattivi’ le Forze dell’ordine e lo Stato stesso, col risultato che questa notte si sono registrate le prime violenze. Per concludere, comunque, è assurdo che un uomo delle Istituzioni metta in discussione l’intero sistema giudiziario. Alemanno si assume la piena responsabilità delle proprie parole. E magari ci faccia anche capire che cosa potrebbe voler significare chiamare 2 ministri per una sentenza: si possono pilotare le cose?” “Per noi, in un Paese democratico, questo è impensabile! Anzi: un reato!”. A nostro avviso quando accadono cose del genere il primo grosso errore, diciamo anche di natura mediatica, è quello di voler coinvolgere l’intera categoria, nella fattispecie i corpi di polizia. Siamo tutti convinti che eventi del genere non dovrebbero verificarsi, ma se accadono dobbiamo evitare di strumentalizzarli per non generare forme di odio generalizzato che stimolano solo coloro che cercano un’occasione per giustificare violenze e aggressioni. Mettere benzina sul fuoco proprio non è il caso anche perché siamo ancora agli inizi di una battaglia giudiziaria che vedrà altri livelli di giudizio.

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