Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Boom di immigrati a Galeata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Bologna “La notizia fa pensare: tutti questi stranieri in un piccolo paese di montagna, abitato prevalentemente da anziani e abbandonato dai giovani”. Queste le prime parole della responsabile per la provincia di Forlì-Cesena dell’Italia dei Diritti Silvia Pini ai numeri forniti dal Quaderno di Statistica ‘Popolazione 2008’ della Camera di Commercio di Forlì-Cesena che registra un forte incremento della popolazione di Galeata grazie all’aumento dei residenti stranieri. Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Di originari del posto ce ne sono davvero pochi e perlopiù anziani, molte attività commerciali erano state chiuse, ora sono riaperte e vengono gestite dagli immigrati. Inizialmente gli stranieri sono arrivati qui per lavorare nell’azienda ‘Pollo del Campo’ che offriva anche gli alloggi, ora quest’attività si è ridimensionata ma le persone sono rimaste aprendo piccoli negozi”. Sull’aspetto relativo alla sicurezza e alla convivenza tra locali e immigrati la Pini esprime qualche perplessità su un problema di difficile soluzione: “Sulla sicurezza c’è ancora molto da fare, ci sono persone impaurite, ci vorrebbero più controlli ma occorre lavorare molto sull’integrazione ad esempio favorendo la conoscenza reciproca tra nativi del posto e nuovi residenti magari con apposite iniziative”. Quanto alla nuova vita di un paesino di montagna destinato all’abbandono, la Pini così conclude: “La questione è controversa: è sicuramente molto positivo il fatto che il paese rivive, i negozi sono stati riaperti e non è destinato più a divenire un villaggio fantasma. D’altro canto però si assiste a una perdita della tradizionale identità familiare e pare che questo paese non sembri più riconosciuto dagli abitanti stessi come dai turisti che si aspettano di trovare un posto più caratteristico, il tipico paesetto di montagna abitato da persone che sono parte integrante di questo contesto prettamente locale. E’ pure vero che la sopravvivenza del luogo è legata agli stranieri e quindi l’unica strada da percorrere è quella dell’integrazione”.

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