Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Percorso Diagnostico Terapeutico “Diabete”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

L’Azienda USL di Bologna persegue costantemente il miglioramento dell’appropriatezza delle cure. I percorsi diagnostico terapeutico assistenziali rappresentano, da questo punto di vista, uno strumento particolarmente prezioso. I percorsi diagnostico terapeutico assistenziali favoriscono una maggiore equità di trattamento, sistematicità organizzativa, oltre che razionalizzazione dell’impiego delle risorse. L’elaborazione, condivisione e implementazione di un PDT struttura una visione integrata del processo di cura che coinvolge professionalità, ambiti di cura e tecnologie differenti secondo un approccio ritenuto ormai indispensabile per garantire risposte a bisogni di salute prioritari. L’accordo punta sul rafforzamento di un corretto approccio alla cura del diabete, malattia ad elevato tasso di prevalenza e incidenza nella popolazione generale, con interessamento multi sistemico, spesso associata a complicanze invalidanti e ad altre malattie di rilevante interesse clinico. Un approccio che non può che essere basato sul coinvolgimento, in maniera coordinata, dei Centri Specialistici di Diabetologia (CSD), dei Medici di Medicina Generale (MMG) e degli specialisti delle diverse branche coinvolte. Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso la prevenzione primaria, la diagnosi precoce, una corretta terapia che comprenda l’educazione e la responsabilizzazione del diabetico, la prevenzione delle complicanze metaboliche e croniche della malattia. Queste ultime rappresentano, oggi, le cause più frequenti dello scadimento della qualità di vita del diabetico e rappresentano, peralro, le principali responsabili degli elevati costi economici e sociali della malattia stessa. La gestione del paziente diabetico di tipo 2, non insulino trattato, in assenza di complicanze, da parte del proprio medico di medicina generale è da considerarsi ormai definitivamente consolidato nell’ambito delle politiche assistenziali territoriali. L’obiettivo principale, per questa parte dell’Accordo, è di ampliare ulteriormente  il numero dei pazienti diabetici regolarmente seguiti, oltre che di rendere più omogeneo, ancora una volta, il percorso di presa in carico dei pazienti. Considerate le dimensioni epidemiologiche del problema, che indicano una prevalenza totale del diabete del 5,7% della popolazione (0,2% diabete di tipo I, 1,8% diabete di tipo 2 complicato o insulinotrattato, 3,7% diabete tipo 2 non complicato e non insulinotrattato), si ritiene di aumentare la percentuale di pazienti presi in carico fino al 3%, raggiungendo così più del 50% della popolazione interessata.

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