Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Roma:Taglio posti letto Nuovo Regina Margherita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Roma “Ecco un altro caso di cattiva gestione della sanità tutto italiano, in questo caso tutto romano. Il Nuovo Regina Margherita sta pagando lo scotto degli sprechi e delle mal gestioni del passato, tutto a scapito dei servizi al cittadino”. Così Anna Manfredi, viceresponsabile romana dell’Italia dei Diritti, ha commentato la notizia relativa al forte ridimensionamento che dovrebbe interessare il presidio ospedaliero Nuovo Regina Margherita, a causa del piano di rientro regionale varato dal presidente regionale Piero Marrazzo nella veste di commissario ad acta. Le cifre parlano di tagli da 8 a zero posti letto in Chirurgia generale, da 12 a zero in day hospital, con sopressione di Onco-ematologia, Angiologia, Cardiologia, Medicina interna, Geriatria ed Endoscopia digestiva, specialità per le quali si potranno fare solo visite, senza più possibilità di piccoli interventi. ” Dopo aver assistito al degrado del regina Elena – ha continuato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – ormai ridotto a dormitorio, ora saremo spettatori della trasformazione di una struttura all’avanguardia in poco più di un ambulatorio. In effetti, più che un progetto di riorganizzazione, appare un banale tentativo di contenimento dei costi che si ritorcerà sulle fasce più deboli della popolazione. L’eliminazione di posti letto porterà inevitabilmente gli altri nosocomi a dover gestire liste d’attesa chilometriche. Tenendo conto che l’Italia sta attraversando un periodo di crisi, i tagli in sanità appaiono quanto di più inopportuno possa essere concepito, perché vanno direttamente ad impattare sulle persone anziane che vivono di pensione e che saranno le più penalizzate. Ritengo triste dover confermare che il grado di civiltà di un paese lo si evince da molti aspetti, uno dei quali è la tutela della salute del cittadino. Con operazioni e ristrutturazioni prive di senso come questa non si sortirà altro effetto se non quello di diminuire i servizi medici fondamentali e creare nuovi disoccupati”.

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