Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Lettera aperta alla redazione di “Avvenire”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Rosario Amico Roxas ci ha fatto pervenire in copia la lettera inviata alla redazione di Avvenire che riproduciamo in sintesi: “Mi riferisco alle ultime affermazioni del vs. quotidiano, secondo le quali non sarebbe stato esercitato alcun trattamento “di favore”  nell’identificare il comportamento indegno dal presidente del consiglio, il quale, peraltro, cerca di presentarsi come l’ultimo paladino del cattolicesimo. Avete usato il solito metodo delle mezze parole, del “chi ha orecchie per ascoltare, ascolti”; giusto per poter dire di averlo fatto. Ma, per fortuna, non è stato sempre così. Alla vs. memoria desidero ricordare un esempio luminoso. Dopo la promulgazione delle Leggi razziali in Italia Pio XI così si espresse in un’udienza privata al padre gesuita Tacchi-Venturi:  « Ma io mi vergogno…mi vergogno di essere italiano. E lei padre [il gesuita Tacchi-Venturi] lo dica pure a Mussolini!Io non come papa ma come italiano mi vergogno!Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide. Io parlerò, non avrò paura. Mi preme il Concordato, ma più mi preme la coscienza (E. Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini, Einaudi, Torino, 2007 pag.171). E il 6 settembre 1938 in un’udienza concessa ai collaboratori della Radio cattolica belga disse le famose parole: « Ma l’antisemitismo è inammissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti. » Mi corre obbligo ricordare come pochi mesi dopo il Santo Padre, moriva, la notte precedente la promulgazione dell’enciclica Humani generi unitas, della quale si sono perse le tracce, che avrebbe condannato antisemitismo e tutti coloro che lo professavano. La morte “per infarto” fu certificata dall’archiatra prof. Petacci, padre di Claretta, amante di Mussolini. Solo nel 1972 vennero alla luce i diari del Cardinale Tisserant nei quali fu avanzata una ipotesi molto  grave, meritevole di approfondimento. Anche di questi diari sono state perdute le tracce. Non ci aspettiamo parole così rigorose, ma nemmeno possiamo accettare la tolleranza che il Vaticano esprime. Ora assisteremo all’esaltazione dell’ipocrisia, con un pellegrinaggio presidenziale alla tomba di San Pio da Pietralcina; elargirà una ricca donazione e riconquisterà la perduta verginità morale. (Rosario Amico Roxas) (n.r. per obiettività d’informazione ci corre l’obbligo di precisare che da una nota pervenutaci dall’entourage del Presidente del Consiglio si afferma che quanto su di lui si afferma riguardo i rapporti con giovani donne si tratta solo di un modo molto fantasioso e offensivo di trasformare  un normale contatto, di chi ama i giovani e cerca di aiutarli per quanto gli sia possibile, con qualcosa di ambiguo e di peccaminoso e col solo scopo di mettere il presidente in cattiva luce e per fini di bassa politica. Non saranno tali calunnie, di certo, ad appannare il ruolo e l’impegno del Presidente nell’interesse del Paese e gli italiani lo hanno capito riconfermandogli, con il voto espresso nelle ultime elezioni europeo, la fiducia e la stima.)

2 Risposte a “Lettera aperta alla redazione di “Avvenire””

  1. Rosario Amico Roxas said

    Assolto per aver dimenticato il fatto. Rosario Amico Roxas

    La nota della presidenza del consiglio che la redazione dell’agezia Fidest ha creduto opportuno inserire come puntualizzazione alla mia lettera aperta alla redazione di Avvenire, rappresenta la quint’essenza dell’ipocrisia, della menzogna, della falsità.
    Chiaramente l’ordine di servizio che cala dall’alto è “tacere, mentire, per dimenticare e far dimenticare, perché la sola verità è quella elargita dalle TV di regime.
    Alle assoluzioni per sopravvenuta legge di modifica (falso in bilancio), oppure per amnistie su misura, o ancora per prescrizioni, ora, nei confronti del cavaliere bisogna aggiungere l’assoluzione “per aver dimenticato il fatto”.
    Per evidenziare l’ipocrisia corre obbligo riportare integralmente l’ilare commento della presidenza del consiglio che la redazione Fidest (www.fidest.it…Archivio…confronti… Lettera aperta…) ha pubblicato:

    (n.r. per obiettività d’informazione ci corre l’obbligo di precisare che da una nota pervenutaci dall’entourage del Presidente del Consiglio si afferma che quanto su di lui si afferma riguardo i rapporti con giovani donne si tratta solo di un modo molto fantasioso e offensivo di trasformare un normale contatto, di chi ama i giovani e cerca di aiutarli per quanto gli sia possibile, con qualcosa di ambiguo e di peccaminoso e col solo scopo di mettere il presidente in cattiva luce e per fini di bassa politica. Non saranno tali calunnie, di certo, ad appannare il ruolo e l’impegno del Presidente nell’interesse del Paese e gli italiani lo hanno capito riconfermandogli, con il voto espresso nelle ultime elezioni europeo, la fiducia e la stima.)

    E’ lo stravolgimento della verità, anche quella riconosciuta dagli stessi attori, in quanto è iniziata la fase dell’oblio, tacere per dimenticare e far dimenticare; sovrapporre alla verità le promesse che stimolano l’attesa.
    Il presidente del consiglio ha ripreso in pieno i suoi ambiziosi progetti, che comprendono anche la presidenza della Repubblica, tant’è che si è inventato un “piano Berlusconi” per il Mezzogiorno, del quale non gli importa nulla del contenuto, servendogli il titolo, imitativo del “piano marchal” passato nelle pagine della storia. L’dea di un “piano Berlusconi” lo aveva già carezzato per la Palestina, in vista di una sospirata nomination al nobel per la pace che un comitato da lui stesso finanziato e gestito dall’on. Giovanardi, tenta di portare avanti, ma i governanti seri non lo presero neanche in considerazione, magari con un pietoso sorriso d’occasione.
    Ma bisogna far dimenticare, quanto meno, questi ultimi sei mesi di sovrapposizione di scandali, lordure, amoralità, tollerabili in un privato ma decisamente intollerabili in chi dovrebbe avere la responsabilità di una nazione.
    Allora bisogna rinverdire la memoria e far ricordare, cominciando dagli ultimissimi eventi, dal loro evolversi, dalle contraddizioni e, adesso, dai silenzi complici e omertosi, imposti da un personaggio più definibile “er più” che non presidente del consiglio.

    • Tutto iniziò con la selezione delle candidate al parlamento europeo che suscitò l’indignazione di Fini che espresse il proprio dissenso dalle pagine di “Farefuturo” , ispirando un pesante articolo alla direttrice, con una pesante condanna del “velinismo” che aveva ispirato le scelte.
    • Quindi fu il momento clou del compleanno di Noemi, diventato elemento di gossip a causa di una pubblica denunzia della moglie Veronica Lario, che identificava le scelte delle candidature come “ciarpame politico” e accusava il marito di “andare con le minorenni”, supplicando gli amici di “aiutarlo perché malato” , mentre riconosceva che lo stesso marito e padre non era mai andato alle feste del 18 compleanno dei suoi stessi figli.
    • A questo punto tutto assunse i toni della disastrosa caduta verso il basso, che più basso non si può.
    • I suoi servi più obbedienti e fedeli si posero in attesa di ordini per marciare verso la difesa di quella trincea che garantisce loro “pane e burro… e anche altro !”.
    • Iniziò Bruno Vespa con il mettere a disposizione Porta a Porta con un minaccioso “Ora parlo io”; ma avrebbe fatto bene a tacere, perché in quella occasione ebbe a contraddirsi almeno una decina di volte, alimentando le voce secondo le quali c’era tanto da nascondere.
    • Vennero poi coinvolti i figli che sottoscrissero una dichiarazione di solidarietà verso il padre, dichiarandosi orgogliosi….; una dichiarazione dove mancava solo l’intercalare “mavalà” per identificare chi l’aveva scritta.
    • Ma i figli ignoravano di essersi prestati ad un gioco al massacro e di essere stati usati come gladiatori per colpire a morte la vittima, e la vittima era la loro madre.
    • Pronto Feltri a pubblicare nel suo pessimo fogliaccio “Libero” la foto di Veronica nuda, reperto antico della sua attività di attrice o attricetta, volendo dimostrare che l’accusa di Veronica, in realtà, proveniva di una persona che non era stata certamente migliore delle sue accusate.
    • Anche l’intervento della Santanchè apparve pilotato da una regia impazzita; infatti dichiarò “per amor di patria” di essere a conoscenza di amorazzi lascivi della stessa Veronica, addirittura con il capo delle guardie del corpo, che avrebbe preso troppo alla lettera il mandato; aggiungendo che il marito era al corrente delle tresche.
    • Da quel momento i figli sono scomparsi dal panorama ormai diventato una succursale del Decamerone.
    • A completare l’opera auto distruttrice intervenne l’avv,. difensore di “er più” , con balbettii disarticolati, che periodicamente e con tragica puntualità si materializzarono in affermazioni che si trasformarono in scudisciate al residuo ormai opalescente dell’immagine del signore e padrone.
    • L’avv. Ghedini, meglio noto come “mavalà” chiarisce che l’immagine della donna, nella mente malata del premier (a conferma dell’allarme lanciato dalla moglie !”), è quella di un oggetto da collezione, da far sedere sul bidè per la conta, come a suo tempo dichiarò, con la fine diplomazia che ha sempre distinto il premier, a Chirac.
    • La Chiesa ufficiale tace, non commenta, secondo il collaudato principio “Mai contro il potere”; e ci pensa il ministro della Pubblica Istruzione” Mariastella Gelmini, una delle miracolate di “er più” ,a facilitare il silenzio del Vaticano, anticipando finanziamenti alle scuole private, specialmente quelle gestite dalla stessa Chiesa.
    • Fatti chiari, inequivocabili, tutti interni allo stesso sistema che mantiene in (precaria) vita politica er più, ai quali però si vuole fornire una militaresca divisa del complotto internazionale, a dimostrazione della totale incapacità di rallentare lo scivolamento verso il basso, che non lascia intravedere ancora il fondo più fondo. Forse i più fedeli servitori sono già sul posto e scavano, per consentire di accedere ai livelli più infimi.
    • Ora cala il silenzio anche sul ritrovamento, occultato, di tombe fenice nella sua ville sarda “Certosa”, tutta protetta da segreto di Stato, anche il porticciolo abusivo, realizzato in area demaniale, di cui lo stesso presidente del consiglio si era vantato con una delle sue escort. L’avv. Ghedini nega, poi ammette in parte ed esprime giudizi che solo gli archeologi potrebbero esprimere, dichirando di i ritrovamenti non erano altro che “ossa antiche” e frammenti di ceramiche; ma l’ordine è perentorio: “Negare, negare e tacere; negare anche l’evidenza…anzi negare specialmente l’evidenza.
    E’ chiaro che la presente è inviata ai 656 indirizzi della mia rubrica, proprio per sollecitare la memoria, e sarà inviata ogni 15 giorni, con gli aggiornamenti che vanno accadendo, come l’evoluzione in corso del piano per il Meridione che già è scivolato al dopo-ferie.

  2. Carla Zironi said

    Sono pienamente d’accordo con Roxas. Ormai siamo abituati ai “salti di frequenza” del cav. una volta sintonizzato sull’onda “non sono un santo” a fronte dell’evidenza, un’altra su “santa nega” e “dio silenzio”….tutto calcolato a seconda della convenienza contingnte, parola d’ordine “ma va la….” Faccio mia una dichiarazione, tra le tante, di un parrocco di Milano: “A noi educatori non interessa quel che Berlusconi fa in camera da letto, ma il messaggio ai giovani. Proviamo imbarazzo e amarezza per lo spettacolo che l’Italia sta offrendo in questa vicenda ai giovani e anche al mondo. Speriamo che
    non subentri l’assuefazione a una tale miseria”. Appunto una miseria che nemmeno l’etica laica più aperta può soportare per non parlare dell’ipocrisia:un premier che va con le escort e scenografia adeguata e dice di seguire la morale cristiana. Si mormora di un pellgrinaggio a S.Giovanni Rotondo, sarà un’altra trovata scopo comunicazione di immagine studiata dagli esperti di marketing, strumentalizzando così la fede usandola come una spada contro gli avversari politici italiani e i media planetari che a suo dire, uniti in complotto, avrebbero costruito ad arte l’intera vicenda. Non ci chiamiamo più italiani, ma popolo dei nasi forati con orecchino a seconda dei gusti e delle possibilità, ovviamente su design del papi.

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