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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Le stragi di mafia verso l’archiviazione?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Il tutto sembra originato da una decisione del CSM che ha avanzato l’esigenza di annullare i trasferimenti presso le procure (compresa Caltanissetta) di quei magistrati che avessero nel loro curriculum attività antimafia. Qui parliamo di ben 50 magistrati provenienti da tutte le parti d’Italia. Nello stesso tempo Ciancimino junior, testimone chiave, dell’indagine svolta a Caltanissetta sulle stragi mafiose, ha deciso di non collaborare più con la magistratura ed avvalersi della facoltà di non rispondere. Ora ci chiediamo: E’ solo una circostanza casuale o si stanno maturando fatti che non permettono ai magistrati inquirenti di svolgere serenamente il loro lavoro e ai testimoni d’essere garantita la loro incolumità? D’altra parte la posta in gioco è molto alta e parliamo di miliardi di euro di appalti e, in una regione dove la componente mafiosa è molto forte, non è facile pensare che si lascino sfuggire questa ghiotta occasione. Un altro segnale potrebbe provenire dal rientro dei capitali dall’estero per costituire società e la stessa banca del Sud di cui ha fatto riferimento il ministro Tremonti per la gestione dei fondi comunitari. In pratica questa banca potrebbe anche essere un modo per “ripulire” il denaro sporco e condizionare gli appaltatori con la leva delle concessioni creditizie. Forse è finito il tempo delle “stragi” ed è incominciato quello della “diplomazia mafiosa” che si serve dei colletti bianchi  e delle alleanze d’alto livello con più successo rispetto al passato. Certo è che la situazione si sta evolvendo e non nel senso della chiarezza. Abbiamo in pratica acque limpide ma stagnanti su un fondo fangoso e basta poco per intorbidarle. (R.A.)

Una Risposta to “Le stragi di mafia verso l’archiviazione?”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Le strane coincidenze… che tanto strane non sono ! Rosario Amico Roxas

    Il grande bluff del “Piano Berlusconi”.

    Ciò che ci lascia perplessi e molto dubbiosi, sono le strane e non chiare coincidenze, che poi tanto strane non sono, ma certamente non chiare, basta metterle insieme per capire.
    Queste coincidenze meriterebbero ben più approfondite analisi
    • Il Piano Marshall per la Sicilia, che lo si vorrà ampollosamente chiamare “Piano Berlusconi”, sblocca fondi già appartenenti alla Sicilia e abusivamente bloccati nel tentativo di farne un uso alternativo, ma a senso unico; il doveroso sblocco di tali fondi genererà un circuito di parecchi miliardi di euro, gestiti da Palazzo Ghigi.
    • Le misure anti-crisi prevedono opere pubbliche a go-gò, utili o inutili, non importa, purchè generino appalti, sub-appalti, cementificazioni selvagge, e ben poco per promuovere il riscatto del lavoro, quello vero, non quello di comodo della Pubblica Amministrazione (il disastrato ospedale di Agrigento, in fase di smobilitazione, vero castello di sabbia, ospita 180 pazienti, per i quali lavorano 1.086 dipendenti, praticamente 6 pubblici dipendenti per ogni degente).
    • Quindi la proposta, che diventerà operativa prestissimo di una Banca del Sud, che dovrà essere, a detta del ministro dell’economia “privata, ma radicata nel territorio”.
    • Tutte misure possibili, singolarmente prese, ma messe insieme, con la copertura finale dell’imminente “scudo fiscale”, lasciano vedere il trucco delle tre carte.
    Per fare dal nulla una banca, occorrono molti miliardi, veri, esistenti, non come quelli della famosa e fumosa cordata Alitalia, o, peggio, quelli evanescenti della social card.
    Alla copertura economica della banca provvederà lo “scudo fiscale” che permetterà il rientro di capitali dall’estero, ma non i modesti capitali dei grandi evasori, quelli non ci pensano nemmeno a farli rientrare “hic manebimus optime !”, ma ben altri capitali che potranno ottenere un facile certificato di verginità economica, pagando un modestissimo “pizzo”, ed essere ulteriormente ripuliti all’interno della medesima Banca, che gestirà tutto il circuito delle grandi opere, dei grandi appalti e della grande cementificazione.
    Così il cerchio si chiuderà, con il definitivo connubio generazionale tra la politica e le organizzazioni dei colletti bianchi, bianchissimi…che più bianco non si può.

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