Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 3 agosto 2009

Il grande bluff del “Piano Berlusconi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Ciò che ci lascia perplessi e molto dubbiosi, sono le strane e non chiare coincidenze, che poi tanto strane non sono, ma certamente non chiare,  basta metterle insieme per capire. Queste coincidenze meriterebbero ben più approfondite analisi • Il Piano Marshall per la Sicilia, che lo si vorrà ampollosamente chiamare “Piano Berlusconi”, sblocca fondi già appartenenti alla Sicilia e abusivamente bloccati nel tentativo di farne un uso alternativo, ma a senso unico; il doveroso sblocco di tali fondi genererà un circuito di parecchi miliardi di euro, gestiti da Palazzo Ghigi. • Le misure anti-crisi prevedono opere pubbliche a go-gò, utili o inutili, non importa, purchè generino appalti, sub-appalti, cementificazioni selvagge, e ben poco per promuovere il riscatto del lavoro, quello vero, non quello di comodo della Pubblica Amministrazione  (il disastrato ospedale di Agrigento, in fase di smobilitazione, vero castello di sabbia, ospita 180 pazienti, per i quali lavorano 1.086 dipendenti, praticamente 6 pubblici dipendenti per ogni degente). • Quindi la proposta, che diventerà operativa prestissimo di una Banca del Sud, che dovrà essere, a detta del ministro dell’economia “privata, ma radicata nel territorio”. • Tutte misure possibili, singolarmente prese, ma messe insieme, con la copertura finale dell’imminente “scudo fiscale”, lasciano vedere  il trucco delle tre carte. Per fare dal nulla una banca, occorrono molti miliardi, veri, esistenti, non come quelli della famosa e fumosa cordata Alitalia, o, peggio, quelli evanescenti della social card.  Alla copertura economica della banca provvederà lo “scudo fiscale” che permetterà  il rientro di capitali dall’estero, ma non i modesti capitali dei grandi evasori, quelli non ci pensano nemmeno a farli rientrare “hic manebimus optime!”, ma ben altri capitali che potranno ottenere un facile certificato di verginità economica, pagando un modestissimo “pizzo”, ed essere ulteriormente ripuliti all’interno della medesima Banca, che gestirà tutto il circuito delle grandi opere, dei grandi appalti e della grande cementificazione. Così il cerchio si chiuderà, con il definitivo connubio generazionale  tra la  politica e le organizzazioni dei colletti bianchi, bianchissimi…che più bianco non si può. (Rosario Amico Roxas)

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Politica: I galli del pollaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Questa vacanza agostana e la lenta ripresa settembrina è destinata ad attenuare i toni delle contese politiche dove, dalle note che ci pervengono sembra che dal centro-destra l’ordine di scuderia è quello di far risaltare l’unità e l’armonia della coalizione mentre sull’altro versante non solo si avvertono i contrasti ma sembra che è diventato uno sport nazionale beccarsi l’un l’altro tanto che nemmeno la prospettiva d’avere un “avversario comune” impersonato per l’occasione dal nostro presidente del consiglio, può distogliergli da questa innata vocazione. Casini dell’Udc sembra voler fare l’uomo del buon senso che punta ai fatti concreti e non bada ai pettegolezzi. Antonio di Pietro passa per l’essere l’avversario “viscerale” del cavaliere: sempre pronto a criticarlo, sempre pronto a tallonarlo da vicino nel pubblico e nel privato tanto da far dire all’attuale leader pro tempore Franceschini, tanto pro tempore insidiato com’è da Bersani per la lotta alla poltrona di segretario del partito per vox populi, che alla fine fa il gioco del Presidente alla continua e assillante ricerca di essere e restare al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Poi vi sono i radicali di Pannella e compagni che affrontano il tema della coabitazione con il Pd entrando e uscendovi a piacimento. Sulla stessa falsariga si muovono i Verdi della Francescato. Un capitolo a parte andrebbe poi riservato alla sinistra che da Bertinotti a Diliberto, Ferrero e altri compagni hanno avuto il demerito di aver sprecato il voto del loro elettorato che se non fosse stato diviso dalle logiche partitiche avrebbe potuto contare per lo meno su cinque parlamentari europei e invece si sono ridotti come i pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati. Cosa ci insegna tutto questo? Che la democrazia non si misura con il numero dei leader ma nella capacità di esprimere una leadership unitaria come ci ha dimostrato Berlusconi. Anche lui, ovviamente, ha avuto ed avrà i suoi grattacapi con Fini, Bossi e i loro scalpitanti luogotenenti, ma alla fine hanno appreso almeno una lezione: gli italiani ne hanno abbastanza di leader litigiosi, di bastian contrari. Vogliono essere governati sebbene ciò comporti, come asseriva il buon Montanelli, il turarsi il naso e di restarvi a lungo in apnea. Purtroppo anche le rose hanno le loro spine e pungono. Eccome. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Congiuntura e prospettive Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Il sospiro di sollievo che abbiamo colto, in questi giorni a contorno delle dichiarazioni del presidente Patrick Obama sull’andamento della crisi economica che ha investito gli Usa e che ha coinvolto molti altri paesi del mondo con effetto domino, non deve condizionare più di tanto il nostro giudizio sulle difficoltà strutturali in cui si dibatte quel paese. Qui ci troviamo al cospetto di dati che restano preoccupanti come la flessione del 3% del reddito nazionale, del tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 9%, l’aumento del deficit federale che ha raggiunto il 13% del Pil, la ridotta dinamica delle esportazioni, l’accresciuta povertà delle famiglie, la restrizione del credito alle famiglie, la forte diminuzione della domanda interna e che si muove solo dietro sollecitazioni di tipo incentivante come il miliardo di dollari stanziati per favorire la rottamazione delle auto vecchie ancora in circolazione. Ma il dato che più ci lascia perplessi è quello che a sostenere alcune produzioni vi siano le commesse militari. Un settore che non presagisse niente di buono e tende a stimolare avventure militari foriere di altri costi e sperperi di risorse che dovrebbero, altrimenti e più utilmente essere impiegati per migliorare la qualità della vita. Del resto dovrebbe essere chiaro che l’unica strada per ridurre il deficit pubblico statunitense è quella di diminuire le commesse militari, di ritirare le truppe in Irak e di rivedere l’organigramma degli insediamenti militari all’estero come è il caso, in Italia, della base di Vicenza. Un altro percorso virtuoso per gli americani sarebbe quello di ridurre gli incentivi economici  e fiscali di alcune categorie produttive quali le grandi imprese agro-alimentari e delle aziende che spostano fasi lavorative e occupazione all’estero per sfruttare i minori costi di manodopera e per lo sfruttamento dei minori.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Gli extra terrestri non esistono?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, scena spassosa venerdì sera  ad Enigma su Raitre. Margherita Hack, in collegamento con lo studio, escludeva la possibilità che esseri abitanti altri pianeti possano di tanto in tanto farci visita; l’astronomo presente faceva notare a Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, nonché autore di una trentina di libri sull’argomento, che non esistono prove scientifiche a riguardo, e lo rimarcava lo stesso conduttore Corrado Augias, il quale sorridendo diceva all’ufologo: “Lei, dott. Pinotti, è in minoranza”. E lui, senza scomporsi: “Neppure per sogno. La nostra cultura si basa sulla testimonianza, e le testimonianze sugli Ufo sono a migliaia”. Così, se un tempo le testimonianze sull’esistenza delle streghe erano a migliaia, significa che le streghe esistevano realmente. Se le testimonianze sulle statuine di gesso che piangono sangue sono a migliaia, significa che realmente il gesso piange sangue. E chi potrà negare l’esistenza dei fantasmi? Bisognerà creare il C F N, Centro Fantasmologico Nazionale. (Renato Pierri) (n.r. il lettore che ci scrive ci offre l’occasione per preannunciare un argomento che riprenderemo nelle nostre prossime edizioni, sull’origine della vita e sui nostri rapporti extra-terrestri e quanto altro e cercheremo nel contempo di coinvolgere nella discussione anche i nostri lettori, sia quelli che nonostante le meritate ferie non tralasciano il mouse e il fedele notebook e chi per lavoro, come noi, continua a restare nelle città canicolari inchiodati davanti al monitor per molte ore al giorno).

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Il punto sulla recessione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Gli scenari del 2009 si sono aperti con le previsioni del Fondo Monetario Internazionale che hanno stimato per quasi tutte le economie, una grave flessione dell’attività produttiva, accompagnata da una significativa riduzione del commercio mondiale. Un dato, quindi, fortemente negativo che ha inciso sulle prospettive di accesso al credito, sulla stabilità del sistema bancario, sulle quotazioni azionarie e quel che ne è seguito nei programmi d’investimento e sull’interscambio commerciale. Al primo agosto del 2009 la situazione resta, sostanzialmente immutata sebbene si avvertano segnali di ripresa qua e là. E’ come dire che il fondo del barile è stato raschiato e ora si pensa di risalire la china. A nostro avviso questa crisi avrebbe potuto offrirci l’occasione per una rivisitazione a 360 gradi del sistema economico mondiale sia per stabilire nuove regole sia per affrontare le emergenze alimentari, sanitarie e di sviluppo dei paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo. A questo riguardo il discorso, pur complesso e coinvolgente molti interessi conflittuali tra loro, andrebbe affrontato con scelte coraggiose e corali. Non vi è dubbio che una grossa fetta di responsabilità va addebitata alle grandi economie che considerano alcune aree dello scacchiere mondiale “prodotto di scarto” e degno di nota solo per essere sfruttato o per calmierare la crescita demografica con guerre tribali, vendita di armi e per generare solo aiuti umanitari che si rivelano, in pratica, dei palliativi e solo per tacitare le coscienze più sensibili. Ci chiediamo come possiamo pensare alle logiche della globalizzazione se impediamo di fatto al commercio delle aree più depresse di espandersi, se stiamo avviandoci su un sistema binario dei prodotti alimentari, nello specifico, con un’agricoltura che non bada alla qualità ma soddisfa un mercato “povero” mentre quella di qualità resta una “riserva privata” per i redditi più alti. In questo modo le ricadute in tema di salute, di benessere, di ridistribuzione delle risorse in forma più equa e generalizzata diventano un sogno di mezza estate pronto ad infrangersi al sopraggiungere dei primi temporali. A questo punto non parliamo di ripresa economica pensando a tutti ma solo a quella parte dell’umanità che gode di privilegi e che la crisi può aver provocato qualche incertezza sul proprio avvenire. Ma se la buriana passa, come passerà, il nostro timore che tutto ritornerà come prima e i benefici della ripresa continueranno ad essere anni luce da chi avrebbe potuto in qualche modo beneficiarne. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ragusa: crisi del gruppo video mediterraneo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Un cavillo burocratico e il conseguente blocco di un contributo statale di 1 milione e 200 mila Euro ha messo in crisi il Gruppo Editoriale Video Mediterraneo srl. 50 posti di lavoro (23 giornalisti) sono a rischio. Siamo con il Gruppo Editoriale Video Mediterraneo srl di Modica. Non conosciamo i motivi che hanno determinato il blocco del contributo di 1 milione e 200 mila Euro, quindi ci asteniamo da un giudizio sulla loro validità. Ci sta invece a cuore sostenere un’impresa e, contemporaneamente, cinquanta posti di lavoro. Leggi tutto: http://www.fasipress.it/2009/08/ragusa-crisi-del-gruppo-video-mediterraneo/

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L’enciclica di Benedetto XVI

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Noi tutti fedeli laici di della Chiesa cattolica di Piacenza-Bobbio ci sentiamo corresponsabili e compresenti nella complementarietà nell’azione che ci sospinge nel nome del Signore a testimoniare la fede in Gesù Cristo. Ma teniamo presente che si sentiamo autorevoli nel testimoniare la nostra fede solo perché l’unico che ci può testimoniare la presenza di Dio è Gesù Cristo. È questo fondamento in Gesù Cristo che ci rende forti e parte del suo ‘corpo mistico’. E ne siamo tanto convinti nella misura che ci affidiamo obbedienti alla guida del nostro Magistero che è stato scelto dallo Spirito Santo. È solo nella misura che siamo portati da questi suddetti fondamenti che allora il Padre si fa presente in noi rendendoci Santi. Una ‘fede antropologica’ che si identifica in ogni persona umana nella misura che viviamo il corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. ‘Antropoligica’: perché se la nostra libertà ci sospinge dinamicamente con una tensione sempre rivolta oggettivamente più in alto e in avanti, allora lo Spirito si risveglia in noi che ha scolpito fin dall’origine la nostra natura umana; perché se la nostra intelligenza sospinge il raziocinio a riconoscere la Parola di Dio nella Bibbia, allora Cristo è la nostra fede; perché se viviamo quotidianamente lo Spirito di Cristo in noi in comunione con il nostro prossimo che è la Chiesa, allora il Padre diventa presente nella nostra identità cristiana. Allora perché non trascrivere qualche pensiero per il bene di tutta la Chiesa di Piacenza-Bobbio su quanto l’enciclica del Papa Benedetto XVI ci può aver stimolato. Il tempo ci può mancare, il riposo estivo ci può bloccare, l’enciclica è forse troppo difficile, forse non è traducibile per la nostra semplice vita quotidiana… Ma allora dove abbiamo messo la nostra azione di corresponsabilità, compresenza e complementarietà? Sentiamoci cristiani fino in fondo con la testimonianza, rispettandoci innanzitutto nei nostri pensieri che non sono assoluti ma complementari l’uno all’altro. (Ciani Vittorio)

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The African Trade Summit

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Washington, DC- The US African Chamber of Commerce congratulates Secretary of State Hillary Clinton who is leaving for the African Trade Summit. The Washington DC-based USACC supports the relationship between the United States and nations of the African continent in their partnership toward stronger global economic ties and partnership.  The trip comes at an opportune time for African stakeholders=2 0as congress begins deliberating whether to harmonize its various trade preference program (including AGOA) into one program. Under the proposal, developing countries, such as Laos and Bangladesh that are currently paying duties on products would no longer do so going forward. In other words, African-based exporters to the United States currently enjoying duty-free access (and price advantage) could have new competition very soon While Asian stakeholders have been very active in making their desires know to congress and key officials in the Obama Administration, Washington is still waiting to hear the response from the African Colleagues. This would be an opportune time to voice opposition to the harmonization proposal (and thereby protect African Export Market Share) as the Secretary will be there in person and receptive to the Message.  President of the USACC Martin Mohammed says that America needs to engage Africa in the promotion of mutual trade in light of the accelerating growth and global strength of the emerging African markets. Mr. Mohammed is quick to note that in light of Africa’s initiative in forging partnerships with China, the United States must initiate proactive steps to engage in a new vision tow ard Africa, I.e., moving away from the stereotypical stance of Africa as being dependent of US aid but rather, engaging that continent in utilizing its market strength and impact in the global economy. Secretary Clinton is scheduled to meet the Somali president in Kenya. The USACC believes that part of the process of forging relations with Africa is not to ignore the desperate political, economic, and societal conditions of Somalia and the Somali people. The US must be careful not to mix humanitarian aid to Somalia with its political agenda for that besieged land.  The forthcoming meeting sponsored by the United Nations in Washington DC between the UN and the Somali military leaders as central to bringing back stability in Somalia by bringing back Somali warlords, will never be accepted by the Somali people, especially those who have fled that war-ravaged land and are now residing in the US and various regions of the world. The US-led Ethiopian Initiative has brought this condition and to continue this path will not only exacerbate the p olitical problems in Somalia but affect the Horn of Africa region.  Mohammed in convinced that the solution must include a dialogue between various factors in Somalia to take place in Somalia and not in Kenya. Kenya, according to Mohammed, has become the “Somali Political Misery Broker.“

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Per un mondo senza guerre

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Roma  4 agosto, dalle 19:00 alle 23:30, nei splendidi giardini di Castel Sant’Angelo, le associazioni romane promotrici della prima Marcia Mondiale della Pace e della Nonviolenza, si riuniranno nello stand di “Mondo senza guerre” per discutere sui temi della pace e sull’importanza di questo primo evento mondiale che attraverserà tutti i continenti.  L’intento di questa manifestazione mondiale, che durerà 90 giorni e passerà per più di 100 paesi dei 5 continenti, è di chiedere il disarmo nucleare a livello mondiale, il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati, la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali, la firma di trattati di non aggressione tra paesi e la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.   Programma:  ore 19:00: Drum Circle facilitato da Lorenzo Rampato  ore 21:00: tavola rotonda (prima parte) con Edoardo Marino, Presidente di CooperAction Onlus, Shahrzad Shahbazy di Onda verde Iran, Sergio Mazzanti di Per il bene comune e Federica Fratini di Mondo senza guerre. L’evento costituirà un’ulteriore tappa di avvicinamento alla Marcia mondiale della Pace e Nonviolenza che passerà a Roma il 12 novembre 2009.  ore 22:00: musica iraniana e lettura di poesie in farsi-dari tratte dal libro di Vincenzo La Salandra “Florilegio afgano” accompagnata da musica tradizionale  ore 22:30: tavola rotonda (seconda parte) con le associazioni promotrici che si racconteranno con la proiezione di video e di fotografie mostrando il loro impegno e le loro proposte per la costruzione della pace e della non violenza.

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Giornalisti: Ancora licenziamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Prima due a La Nazione, ora tocca a due colleghe di Nuovo Molise Oggi. Assurdo, ancor di più perché tre di loro avevano diritto alla tutela sindacale. Due giornaliste sono state licenziate. Sono Elisabetta Anibali e Antonietta Ruoto. La prima era direttore editoriale dell’Editoriale Ciociaria Oggi, La seconda, caposervizio, era responsabile della redazione di Isernia di Nuovo Molise Oggi. Ambedue, sino al marzo scorso, facevano parte del Comitato di Redazione. Poche settimane fa un altro episodio, a La Nazione: licenziamento per Sandro Bennucci, già componente del Cdr e attuale dirigente del Sindacato Fnsi, e sospensione di cinque giorni per un collega. Questi sono solo alcuni dei tanti – troppi – casi di risoluzione del contratto che sono avvenuti negli ultimi mesi. Dopo i pensionamenti e i prepensionamenti c’è l’uso “disinvolto” della lettera di licenziamento, domani arriveremo ai trasferimenti. Poi, chissà, utilizzeranno qualche altra norma contenuta nel nuovo contratto. Leggi tutto: http://www.fasipress.it/2009/08/ancora-licenziamenti

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Trasferimento dogane Roma 1

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Dopo la denuncia della UIL Dogane Lazio, riguardante il presunto trasferimento dell’ Ufficio delle Dogane di Roma 1 da Viale Scalo S. Lorenzo a Via Carucci (Tor Pagnotta, ex sede Secit), che concentrava gli uffici doganali nel territorio Sud della Città ( Ciampino – Pomezia – Fiumicino e adesso anche Roma 1), in  Consiglio Comunale di Roma e’ stato presentata la mozione che”… Impegna il Sindaco e la giunta ad intraprendere ogni utile iniziativa presso gli organi competenti affinché si risolva il problema della sede dell’Ufficio Dogane di Roma 1. “Tutto questo grazie al Presidente On. Pasquale De Luca e al vice Presidente On. Maurizio Berruti della X Commissione Consiliare, che hanno preso a cuore la situazione ponendo, come primo punto, la salvaguardia della Dogana di Roma per la cittadinanza e per le moltissime realtà industriali e commerciali che operano nel territorio. Non riusciamo a trovare nessuna giustificazione plausibile per cui la Direzione Regionale per il Lazio e l’Umbria non sia intervenuta, come già avvenuto  per le sedi doganali di Civitavecchia e Aprilia, prendendo iniziative o contatti con l’Amministrazione locale e con gli Enti Pubblici per trovare una locazione idonea all’ Ufficio delle Dogane di Roma 1 che offre vari servizi ad un ampio bacino di utenza: rimborsi Accise Taxi e Autotrasportatori, rilascio e gestione licenze per i distributori di carburante, autorizzazioni per la minuta vendita di bevande alcoliche ( dai bar ad i Supermercati),cartelle esattoriali, sdoganamento di merci, dichiarazioni scambi intracomunitari (Intrastat) e molti altri … Si fa presente che è stata da poco  pubblicata la Carta dei Servizi dell’Agenzia delle Dogane, con l’intento di avvicinare l’ Amministrazione ai cittadini e fornire loro un servizio ottimale, dallo sportello unico doganale al decentramento di tutte le funzioni amministrative negli uffici locali. Sperando che tutto ciò avvenga, siamo fiduciosi che i vertici dell’ Agenzia delle Dogane insieme al Sindaco e alla Giunta Comunale di Roma diano il loro contributo alla cittadinanza, dislocando un Ufficio delle Dogane in una zona facilmente accessibile anche all’ utenza che risiede nel territorio Nord  della nostra città Questo desiderio è di tutti noi, di tutta l’utenza, di tutti gli operatori e lavoratori doganali.

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Afghanistan: c’è una guerra

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

“Il ritrovamento dell’ennesimo ordigno destinato a colpire i militari del contingente italiano che opera in Afghanistan dovrebbe far riflettere sulla reale situazione di guerra che è in atto in quel paese.” – Lo afferma Luca Marco Comellini del Partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) – “Il Ministro La Russa ha più volte affermato che i mezzi attualmente impiegati non offrono una adeguata sicurezza, e per l’impiego dei nuovi e più pesanti armamenti sarà necessario attendere ancora del tempo. Solo dopo un nostro comunicato, – prosegue Comellini – seguito da una serie di interrogazione presentate dall’On. Maurizio Turco, il Ministro della Difesa ha ammesso che anche i favolosi Freccia non sono prontamente impiegabili per mancanza di personale adeguatamente addestrato. Nonostante ciò – prosegue Comellini – il capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare ipotizza anche l’impiego degli AMX, gli stessi che furono posti sotto sequestro dalla magistratura a causa dei numerosi incidenti di volo. Non riusciamo a comprendere se il Ministro stia improvvisando o abbia ceduto a sconosciute e quanto mai assurde velleità belliche che gli forniscono informazioni distorte sulle reali possibilità operative delle Forze armate. Ci auguriamo un rapido ripensamento sulla posizione assunta dal Governo sulla missione in Afghanistan che ormai opera ben oltre l’originario mandato dell’ONU, e in completa opposizione all’articolo 11 della Costrituzione Un ripensamento necessario – conclude Comellini – prima di dover nuovamente piangere altri morti tra i militari.”

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Architettura e Cultura Urbana

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

giovanni_marucciCamerino, Si svolge a Camerino, fino al 6 agosto 2009, presso il Centro Culturale Benedetto XIII in via Le Mosse, il 19° Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana, incentrato sul tema “Natura/Architettura Ecologia dell’ambiente costruito”.  “Contro le accattivanti lusinghe dell’architettura spettacolare – sottolinea l’Architetto Giovanni Marucci, promotore dell’iniziativa – il seminario propone una riflessione critica per una progettazione architettonica sobria, motivata e consapevole dei valori in gioco, alla ricerca della qualità diffusa, del risparmio e di un rapporto pacificato con le preesistenze storiche/archeologiche e con la natura. “I centri minori. Il progetto dell’esistente”, “Cinture verdi e aree agricole periurbane”, “L’architettura del risparmio. Tradizione e innovazione” sono i temi progettuali che saranno presi in esame nel corso dell’incontro”.  Il Seminario ha finalità formative, di aggiornamento e approfondimento nel campo della ricerca e della pratica, nel confronto fra Università, Professione e Società civile, con spirito libero e aperto al reciproco apprendimento e indaga sulle trasformazioni dei paesaggi costruiti alla ricerca della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale. Le giornate di studio comprenderanno sessioni con brevi relazioni programmate, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari alternate a laboratori all’interno dei quali tutti gli iscritti potranno presentare i loro lavori e confrontarsi sui diversi aspetti dei temi progettuali proposti. Sarà allestita la mostra delle opere presentate dai partecipanti al premio con relativo catalogo a diffusione interna. Nella giornata conclusiva, saranno assegnati gli attestati di partecipazione e i premi Camerino 2009. Il seminario comprenderà la Festa camerte dell’Architettura con eventi d’arte, allestimenti e incontri conviviali.  http://www.unicam.it/culturaurbana

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La democrazia bloccata

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Editoriale fidest. E’ uno strano destino quello dell’Italia. Siamo passati, dopo l’unità, dalla monarchia sabauda alla repubblica attraversando il ventennio fascista. Questo è stato la prima conseguenza della incapacità dei partiti di governare il paese tanto da provocare una svolta autoritaria. La repubblica con l’avvento della Dc di De Gasperi, erede naturale del partito popolare di Don Sturzo, sembrava aver trovato il suo sbocco naturale, ma non è stato così. Sono mancati i presupposti per una alternanza politica che evitasse, al tempo stesso, l’abbraccio “mortale” con il comunismo di stampo stalinista. Gli sforzi per riequilibrare il dibattito politico sui binari di un rapporto che sapesse offrirci una opposizione affrancata dai sospetti di una deriva autoritaria, non mancarono. Uno di essi fu definito “compromesso storico” ed ebbe come padri ispiratori due leader di sicuro prestigio: Moro e Berlinguer. Non ebbero fortuna e il tentativo abortì in maniera drammatica con il rapimento e l’uccisione di Moro per mano delle Brigate Rosse. Lo scossone venne nel 1989 con la caduta del muro di Berlino e la conseguente dissoluzione dell’Urss. In Italia i politici non diedero a vedere d’essersene accorti. Ci pensò la procura di Milano con le inchieste di mani pulite a provocare quella “spintarella necessaria” per mettere in crisi l’istituto partitico. La Dc fu sciolta, i socialisti persero il loro Leader Bettino Craxi e i comunisti cambiarono nome. Di colpo l’Italia politica si ritrovò senza una guida politica e con una sola alternativa: quella della sinistra. Questo vuoto fu colmato in tutta fretta da un industriale mediatico che va sotto il nome di Silvio Berlusconi che aveva, di certo, molto da perdere con una svolta politica a 360 gradi e con lui molti suoi amici che albergavano nei quartieri alti dell’industria, della finanza e di qualcosa d’altro. Fu così che si compì il primo grande miracolo: il centro di Berlusconi trascinò nell’avventura la destra di Fini da sempre tenuta a “bagnomaria” e accusata di ricordare troppo da vicino la dittatura fascista. Ma alla catena, per essere completa, mancava un più vasto consenso e qui si pensò al recupero di un partito come la Lega molto consolidata sul territorio e, soprattutto, nelle regioni venete e, in parte, in Lombardia. Il primo tentativo fallì, ma nel secondo si ebbe maggiore fortuna. Così mentre si potenziavano le forze che avevano come background il centro e la destra dello schieramento politico italiano, sull’altro versante ci troviamo con un centro-sinistra che ripete pedissequamente gli stessi errori dei loro predecessori degli anni venti. Questo handicap oggi lo rileviamo con una nuova forma di democrazia bloccata. Ce la prendiamo con Berlusconi, ma non è lui il bersaglio. Dovremmo prendercela con le attuali opposizioni che giocano a fare il primo della classe, a litigare e a dividersi e a lasciare i loro stessi elettori nello sconcerto. Così i nostri padri si turarono il naso durante il fascismo, così continuarono a farlo con la Dc e ora siamo noi a farlo con il Pdl del Cavaliere. E nei suoi confronti ci siamo mossi camminando sulle uova. Abbiamo finito con il fare solo una grossa frittata ora con le inchieste giudiziarie e ora con gli scandali, mentre la soluzione era ed è a portata di mano: è politica. Punto e basta. Smettiamola di litigare. Smettiamola di dividerci. Smettiamola di continuare a tenere bloccata la democrazia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Environmental film festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

PastoreTorino, 8-13 ottobre 2009 Corso Regina Margherita 87 e Via Gioacchino Rossini 25. Ritorna, per il dodicesimo anno consecutivo, il più importante festival di cinema italiano a tematica ambientale. Come sempre ad ottobre il CinemAmbiente Envoronmental Film Festival, fondato e diretto da Gaetano Capizzi e organizzato dal Museo Nazionale del Cinema, racconta attraverso documentari e cortometraggi, video, workshop e conferenze lo stato di salute dell’uomo e del pianeta. I film in gara, selezionati tra circa un migliaio di iscrizioni, saranno suddivisi a seconda delle caratteristiche in tre sezioni: Concorso Internazionale Documentari, Concorso Documentari Italiani e il nuovo Concorso Internazionale Cortometraggi.  Non mancherà la sezione di approfondimento Panorama, medi e cortometraggi fuori concorso, così come è sempre più rilevante il contributo di Ambiente e Diritti Umani, che da quest’anno anno con il contributo dell’Inail si occuperà anche di finanziare attraverso CinemAmbiente cinque film che rappresentino buone pratiche di sicurezza sul lavoro, e Ecokids, una vera e propria rassegna che porta il cinema ambientalista nelle scuole elementari, medie e superiori dei comuni piemontesi. Molte proiezioni e dibattiti avranno luogo al Cinema Massimo, ma CinemAmbiente raggiungerà anche altri luoghi nel centro città con workshop, approfondimenti e aperitivi letterari arrivando in particolar modo ad alcune sedi d’eccezione. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel week end ospiterà video d’arte a tematica ambientale curati da Silvia Cirelli, mentre nelle accoglienti sale di Torino Esposizioni saranno proiettati in concomitanza film sul tema dell’energia in occasione di Uniamo le Energie, evento di cui CinemAmbiente è uno dei maggiori partner. Una selezione di documentari e cortometraggi internazionali consentirà di fare il punto su argomenti come il picco del petrolio, la riduzione dei consumi, le energie alternative fino alle buone pratiche quotidiane supportate dalla tecnologia per uno sviluppo sostenibile. Ma il tema dell’energia, toccando tematiche controverse come l’energia nucleare o curiose come l’utilizzo di carburanti vegetali, sarà presente all’interno di tutto il festival a partire dal Concorso Internazionale che presenta in anteprima italiana due dei più interessanti documentari dedicati al dibattito sui consumi energetici e al surriscaldamento del pianeta. The Age of stupid, un affascinante docu-fiction di Fanny Armstrong ambientata nel 2055 e con protagonista Pete Postlethwaite (Nel nome del padre, I soliti sospetti) ha già conquistato il pubblico di moltissime nazioni grazie ad una storia originale che verte sul senso di colpa: se 50 anni prima l’umanità avesse agito attivamente per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, il presente sarebbe decisamente migliore. Recipes for disaster di John Webster parte invece da una prospettiva più soggettiva. Il regista e protagonista del film si avventura in un esperimento di riduzione dell’emissione di Co2 e dei consumi energetici nella vita quotidiana della sua famiglia. L’amianto, attraverso alcuni film e con la presentazione di libri su questo scottante tema, è uno dei temi trasversali approfonditi in quest’edizione insieme alla relazione tra la crisi economica e l’ambiente. Con il film Let’s make money si parla di imprese inquinanti e speculazione edilizia, ma anche indagini sulla plastica e sulla possibilità di riciclo e sull’alimentazione indagando fra il poco conosciuto movimento dei crudisti. Interessante l’approfondimento sulla bioetica attraverso tre prime visioni nazionali: Suicide Tourist, sul tema dell’eutanasia, Live extended che documenta e ridicolizza la tendenza a voler prolungare la giovinezza e Mechanical love che invece mostra la necessità senile di ricevere affetto, anche se attraverso un animale robot.Tanti gli ospiti che sottolineeranno il valore culturale del Festival: da Giovanni Lindo Ferretti ad Ascanio Celestini, protagonisti di due documentari, a Isabella Rossellini che presenta al festival il suo “Green Porno”, fino alla coppia di viaggiatori ecologisti Siusy Bladi e Patrizio Roversi giurati d’eccezione per il Concorso Internazionale. Il Festival CinemAmbiente è leader del network internazionale EFFN (Environmental Film Festival Network) ed è il primo festival europeo a “emissione zero”. (pastore)

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Gérard Garouste: Le Classique et l’Indien

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Chartres, 2007Roma da mercoledì 14 ottobre a domenica 29 novembre 2009 Viale Trinità dei Monti, 1 Académie de France à – Villa Medici «Una notte incrocio un uomo su una strada di campagna. Si ferma e mi spiega che l’umanità si divide in due categorie di individui: i Classici e gli Indiani. Sono inseparabili, cammino sempre in coppia. Un Indiano non si muove mai senza il suo Classico, così come l’intuito non può fare a meno della ragione». Gérard Garouste La mostra si snoda attorno a una quarantina di tele. Punto di partenza del percorso sono una serie di ritratti, commissionati anonimamente, da persone note o vicine all’artista, che costituiscono un ritorno al classico, alla tradizione pittorica: un confronto con il realismo e con la somiglianza rispetto ai modelli. È poi la volta delle opere raffiguranti le varie tematiche affrontate dall’artista per un periodo di oltre vent’anni, quali i testi classici, da Rabelais (la Diva Bacbuc), a Dante (La Divina Commedia) e Cervantes (Dom Quijote), come anche la rappresentazione della propria vicenda personale. Sculture, dipinti a olio e indiane (grandi panni di tela, sospesi alla maniera degli arazzi) completano la mostra.  Nell’Atelier del Bosco, nei giardini di Villa Medici, la retrospettiva si chiude su alcuni lavori che rievocano Tal la Rosée, una storia ispirata al Pentateuco.
Nato a Parigi nel 1946, Gérard Garouste vive e lavora a Marcilly-sur-Eure. Pittore e scultore, attento lettore della Bibbia, egli ha anche una passione per la mitologia, le religioni e l’iconografia religiosa, come anche per le fiabe e le leggende. Affrontando il concetto di “soggetto” nella pittura, egli indaga il mistero delle origini e della trasmissione. Spesso definito come “pittore post moderno”, Gérard Garouste si situa in realtà ai margini delle correnti e delle mode dell’arte. Strenuo sostenitore del ritorno al figurativo, egli non si fa scrupoli nel citare grandi maestri, quali il Tintoretto o il Greco. Le sue tele, spesso di dimensioni importanti, raffigurano personaggi dai corpi spezzati all’interno di composizioni enigmatiche estremamente elaborate.In questa occasione, sarà pubblicato da Electa, in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma, un catalogo che vedrà riunite tutte le opere presenti in mostra, con un’ intervista a Gérard Garouste a cura di Robert Fleck et dei testi descrittivi delle opere a cura di Hortense Lyon. http://www.villamedici.it (Chartres, 2007)

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Il trucco c’è… e si vede

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Il governo del cavaliere è riuscito a sconfiggere le speranze del Mezzogiorno che avrebbe voluto un partito Meridionalista. Lombardo si è lasciato “incaprettare”. I media di regime ci informano che la lungimirante generosità del governo ha messo a disposizione della Sicilia ben quattro miliardi di euro. Non  e’  vero !!!   Si tratta di somme dovute alla Sicilia che sono state bloccate nel tentativo di stornarle alle regioni della Lega; tentativo fallito per disposizioni precise dell’’UE che tali somme aveva destinato allo sviluppo della Sicilia e per colmare il GAP con il Nord d’Italia. Ma c’è  il trucco,  e si vede, basta guardare dove si mimetizza. Nella conferenza stampa, il ministro Tremonti ha esaltato le provvidenze governative, aggiungendovi, una Banca del Sud. E’ qui l’inghippo. A detta di Tremonti si tratterà di una banca privata, ma radicata nel territorio; è già pronto lo slogan, perché tutto deve avere uno slogan che sintetizzi le menzogne. Ma per mettere in piedi una banca privata, che dovrà essere operativa già fin dal dopo-ferie, al più tardi in ottobre, occorrono capitali liquidi, denaro contante, moneta vera e non subliminale… dove sono questi quattrini che non possono certamente essere gli spiccioli della spesa quotidiana? Ci vogliono miliardi, e pure tanti! Basta guardare alle coincidenze, che coincidenze non sono, ma rientrano in un piano ben preciso e articolato, per trovare il bandolo della matassa.  E’ in fase di approvazione un  ulteriore “scudo fiscale”, trasformato in amnistia, per promuovere, permettere, consentire, il rientro dei capitali scivolati casualmente all’estero. Ma non intendo parlare dei piccoli capitali dei grandi evasori, quelli non ci pensano nemmeno a far rientrare quei quattrini truffati alla collettività, “hic manebimus optine!”; rientreranno i grandi capitali delle mafie dell’intero mezzogiorno, che devono affrontare i costi degli appalti per le grandi opere, dal ponte sullo stretto all’autostrada SA-RC, alla ricostruzione dell’Abruzzo e poi alla gestione dei 4 miliardi del FAS, svincolati e fatti passare per autonomi interventi del governo. Si dilata così il principio generale che ha ispirato questo governo di legalizzare l’illecito, così da potersi presentare in perfetta coincidenza con le leggi dello Stato. (Rosario Amico Roxas)

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Residenze Sanitarie Assistenziali

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Commentiamo due pronunce, una del Tar Brescia 2009, sent. n. 1457, l’altra una meno recente della Corte di Cassazione sez. 3 n. 26863/08 che, in modo puntuale la prima e in modo indiretto la seconda, confermano le ragioni dell’utenza e dei parenti nella questione del pagamento delle rette di degenza per gli anziani non autosufficienti alle Rsa. Ricordiamo in breve che la legge prevede che i costi del servizio pubblico di assistenza e cura degli anziani non autosufficienti o dei portatori di handicap grave, siano a carico delle Istituzioni. La retta di degenza e’ suddivisa in quota sanitaria (a carico delle Asl) e quota sociale (a carico dei Comuni). Il Comune puo’ emanare regolamenti che prevedano la compartecipazione dell’utente al pagamento di parte di quest’ultima, nel rispetto della normativa ISEE. Quest’ultima disciplina a sua volta prevede che la compartecipazione debba esser computata sulla base dei soli redditi dell’assistito e che non possano esser richiesti soldi ai suoi parenti. I Comuni e le regioni hanno da tempo messo in atto legislazioni e prassi che contravvengono a detta normativa generale. Il Tar Brescia, nella sentenza citata, affronta di nuovo il tema e annulla una determina comunale che accolla ai parenti i costi di degenza per una signora ricoverata in una Casa alloggio per non autosufficienti. In una breve e sintetica motivazione, il Tribunale affronta i nodi della normativa, confermando che non e’ ipotizzabile una richiesta di denaro ai parenti per la preclusione che l’art. 2 comma 6 della Dlgs. 109/98. In primo luogo si afferma che anche laddove la legge regionale stabilisse il contrario, inserendo apposite categorie di obbligati, non potrebbe utilmente farlo: “..Questa appare del resto l’unica interpretazione costituzionalmente orientata, in quanto diversamente la legge regionale avrebbe invaso la potesta’ legislativa statale sui rapporti di diritto privato”. In secondo luogo si afferma chiaramente l’illegimittita’ della “prassi di far sottoscrivere ai familiari dell’assistito un impegno al pagamento dell’intera retta al momento dell’ammissione nelle residenze del tipo de qua (V. Tar Brescia 22 settembre 2008 n. 1102)”. Ciò conferma a pieno la nostra tesi: detti atti di impegno sono nulli e annullabili sotto un profilo civilistico e contrattuale, ma anche viziati e illegittimi sotto il profilo del relativo procedimento amministrativo. Si tratta di importanti e significativi passi avanti nella definizione della complessa materia, sia perche’ le Regioni stanno tentando in tutti i modi possibili di contrastare l’operativita’ delle norme nazionali legiferando in modo ad esse contrario, sia perche’ le Rsa, dal canto loro, si fanno forti delle sottoscrizioni che i parenti del degente sono costretti a firmare all’atto di ricovero, per chiedere ai tribunali decreti ingiuntivi a loro favore. E proprio in merito a quest’ultimo argomento che occorre segnalare la sentenza della Corte di Cassazione su citata, che affronta la natura giuridica dell’impegno che il familiare dell’assistito sottoscrive in favore della casa di cura. Il caso e’ relativo alla fideiussione prestata da un parente nei confronti di un altro ricoverato, all’epoca in cui la legge non attribuiva i costi alle Istituzioni nei modi su descritti. Tuttavia, anche se oggi le scritture possono ormai ritenersi radicalmente nulle per violazione di norme imperative e comunque annullabili, la pronuncia potra’ risultare utile nei contenziosi civili perche’ afferma la possibilita’ del recesso unilaterale del fideiussore. La Corte di Cassazione nella pronuncia in esame, dopo aver distinto fra le fattispecie giuridiche dell’espromissione e dell’impegno unilaterale, conclude che in ogni caso, dagli stessi impegni si puo’ recedere: “D’altra parte, pur volendo ritenere che ricorra nella specie un contratto di espromissione, che e’ contratto tra creditore e terzo, del tutto svincolato dal rapporto esistente tra terzo e obbligato e tra quest’ultimo e il creditore, la facolta’ di recesso unilaterale, prevista dall’art. 1373 c.c. Per i contratti ad esecuzione continuata e periodica, che rappresenta una causa estintiva ordinaria di qualsiasi rapporto di durata a tempo indeterminato, rispondendo all’esigenza di evitare la perpetuita’ del vincolo, in sintonia con il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto spetta al terzo che assume l’obbligazione altrui…”. Cio’ significa che, anche laddove un giudice dovesse malauguratamente ravvisare la validita’ dell’impegno, dovrebbe in ogni caso prendere atto dell’intervenuto recesso da parte del familiare dell’assistito. Dunque, un ulteriore mossa si profila per coloro che hanno sottoscritto tali atti per i propri parenti ricoverati nelle Rsa: recedere immediatamente a mezzo di raccomandata ar. http://www.aduc.it/dyn/rsa/ (Claudia Moretti, legale Aduc)

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La farmacia da viaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Considerando la difficoltà a reperire farmaci in paesi stranieri (Unione Europea inclusa) e considerando la probabilità di acquistare farmaci contraffati nei paesi extraeuropei, Cina in primo luogo, i viaggiatori devono prestare la massima attenzione nella preparazione della farmacia da viaggio. Il contenuto della farmacia da viaggio deve essere discusso con il proprio medico di fiducia e preparato in base alla destinazione del viaggio, alla durata, al tipo di viaggio ed alle finalità dello stesso. È fondamentale inserire nella farmacia da viaggio i farmaci di cui si fa uso abituale in scorte sufficienti a coprire l’intera durata del viaggio. I viaggiatori devono accludere a tali farmaci una ricetta medica che ne giustifichi il possesso per ovviare ad eventuali problemi che possano sorgere alla frontiera. È di fondamentale importanza, altresì, inserire un farmaco ad uso topico intestinale contro la diarrea del viaggiatore (come ad esempio Rifaximina).  Il viaggiatore deve tenersi anche in vacanza in stretto contatto con il proprio medico di fiducia per qualsiasi informazione relativa alla propria salute. Il medico di medicina generale deve continuare ad essere anche in vacanza l’Angelo custode del suo assistito. Il modello di farmacia da viaggio suggerito dall’OMS è il seguente: Articoli di pronto soccorso: –cerotti –flacone disinfettante –bende –gocce emollienti per l’occhio –insetto-repellenti –trattamenti per le punture da insetto –decongestionante nasale –sali per la reidratazione orale  –forbici e spille da balia –semplici analgesici come il paracetamolo –materiale sterile –termometro. Articoli aggiuntivi a seconda della destinazione e del bisogno individuale: farmaci contro la diarrea, polvere antifungina, farmaci antimalarici, preservativi, farmaci per il trattamento di eventuali condizioni patologiche pre-esistenti, sedativi, siringhe sterili ed aghi, disinfettanti per l’acqua, altri articoli per fronteggiare necessità prevedibili a seconda della destinazione e della durata della visita. (Dr. Walter Pasini Direttore Centro di Travel Medicine And Global Health)

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Donne Pd e chi si dissocia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della Commissione Giustizia.  Mi dissocio totalmente dall’iniziativa parlamentare delle “donne del PD” che chiedono al Presidente del Consiglio di venire a riferire nell’aula di Montecitorio su vicende che riguardano la sua vita privata.  Come ho già scritto alle colleghe che chiedevano anche la mia firma, se il Presidente del Consiglio ha commesso dei reati, dovrà essere la magistratura a stabilirlo. Basare un atto politico sulle dichiarazioni, intercettazioni, registrazioni e filmati di chi entra nelle camere da letto per spiare e ricattare, non mi sembra ben fondato ma, anzi, di un livello non sufficientemente diverso da quello che si deplora e vuole denunciare. Dovremmo più spesso tutte (e tutti!) non farci coinvolgere dalla troppo ignorata “banalità del male”. Auspicare poi che Berlusconi “pronunci parole di rispetto e stima nei confronti delle donne”, mi conferma dell’eguale livello fra “fatto” e sua deplorazione. I comportamenti, infatti, di una persona – e personalità – ultrasettantenne, manifestano, tranne momenti infelici che tutti possono attraversare, la sua “cultura”. Richiedere pubblicamente scuse e/o confessioni, accompagnate da una dichiarazione di pentimento, evoca, francamente, echi di cultura (da) confessionale o di processi comunisti da Terza Internazionale. Semmai a Berlusconi va rimproverato di lasciare troppo spago di azione normativa ai farisei di qualsiasi parte che opprimono uomini e donne, la società, di pesi insopportabili, pesi che essi stessi non sopportano nemmeno minimamente, essendo e comportandosi da “impuniti”.

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