Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Trasparenza bancaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Il 29 luglio scorso, con un provvedimento a firma del Direttore Generale Fabrizio Saccomanni, la Banca d’Italia ha emanato nuove Istruzioni di vigilanza in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari” e “Correttezza delle relazioni tra intermediari e i clienti”. Il provvedimento secondo quanto previsto nelle “Disposizioni transitorie e finali” contenute al paragrafo 5 della sezione I, entrerà in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e le banche si dovranno adeguare,  fatti salvi pochissimi aspetti, entro il 31 dicembre 2009. Le finalità che l’Istituto di Vigilanza persegue sono comuni a quelle della disciplina previgente consistenti nel far sì che alla clientela siano fornite tutte le informazioni occorrenti in modo da consentire la comparazione fra le offerte delle varie banche e la scelta di quella più conveniente. Nella disciplina attuale c’è un miglioramento Sotto questo profilo il successo della riforma dipenderà anche dal fatto che “la documentazione informativa sia completa, chiara, accessibile da parte della clientela, utilizzata attivamente da parte degli addetti alla rete di vendita e adeguatamente pubblicizzata sul sito Internet”  Piu’ importante e piu’ innovativa e’ la parte sui requisiti organizzativi E’ previsto che dovranno essere adottate procedure interne tali da garantire oltre ad una generica correttezza nella commercializzazione dei prodotti del singolo intermediario, che “il cliente non sia indirizzato verso prodotti evidentemente inadeguati rispetto alle proprie esigenze finanziarie. Gli intermediari valutano l’introduzione di strumenti, anche informatici, che consentono di verificare la coerenza tra il profilo del cliente e i prodotti allo stesso offerti”.  L’impegno per il sistema e’ indubbiamente notevole; per parte nostra staremo a vedere in che modo le banche daranno esecuzione alle prescrizioni in questione. Due aspetti particolari Le modifiche unilaterali dei contratti Sono quelle consentite dall’art. 118 del Testo Unico Bancario. Alla pagina 24 delle Istruzioni, la Banca d’Italia nel trattare il punto delle modalita’ di effettuazione e comunicazione delle variazioni contrattuali, con una formula pilatesca, ricorda che: “Secondo il Ministero dello sviluppo economico le ‘modifiche’ disciplinate dall’articolo 118 del T.U., riguardando soltanto le fattispecie di variazioni previste dal contratto, non possono comportare l’introduzione di nuove clausole”. A tale presa di posizione  ministeriale avevamo, anche noi, fatto riferimento contestando il diritto delle banche di introdurre condizioni totalmente nuove in sostituzione della abolita (o quasi) commissione di massimo scoperto. Per l’introduzione di condizioni nuove occorre acquisire un nuovo consenso (vale a dire una nuova firma) del cliente.E’ previsto che “Nei rapporti con i clienti al dettaglio e’ opportuno che gli intermediari evitino forme complesse di remunerazione degli affidamenti o degli sconfinamenti, quali la commissione di massimo scoperto” che, infine, in tema di requisiti organizzativi” (Sez. XI par. 2). Se proprio gli intermediari non vogliono evitare di ricorrere alla commissione di massimo scoperto, essi, per la clientela al dettaglio “offrono….. la possibilità di scegliere un altro contratto che – per lo stesso servizio – prevede altre forme di remunerazione, quali la commissione per la messa a disposizione di fondi”. A nostro modesto avviso non dovrebbe occorrere altro per convincere gli intermediari ad abbandonare questa forma ambigua, complicata  ed onerosa di remunerazione anche se – è da ritenere – non saranno pochi i problemi che solleverà l’applicazione di un corrispettivo per la messa a disposizione soprattutto per la scarsa chiarezza (o la incomprensibilità) dell’art. 2 bis del D.L. 29 novembre 2008 n.185 convertito con L. 28 gennaio 2009 n.2. (fonte aduc)

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