Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 12 agosto 2009

Ora religione. Ricorso ministro sentenza Tar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Il Ministro Gelmini ha annunciato di aver fatto ricorso al Consiglio di Stato  per la sentenza del TAR Lazio, sull’ora di religione. L’iniziativa non è stata condivisa da tutte le parti politiche. Resta, a nostro avviso, il tema di fondo sull’insegnamento della religione nelle scuole statali. Già in passato si pensò ad una forma diversa d’insegnamento che avrebbe dovuto più incentrarsi sulla storia delle religioni e non riguardare solo la chiesa cattolica.

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Ora di religione: i liberali plaudono alla sentenza del Tar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Quella del TAR è una sentenza esemplare che, riprendendo la pronuncia  della Corte Costituzionale ( 203/1989)  che ha sancito la laicità dello Stato, da concretezza al principio essenziale di uno stato liberaldemocratico, e cioè che ogni Chiesa deve avere il solo privilegio di poter esercitare liberamente il proprio ministero e nessun altro , né esplicito né implicito.  Sino a che i programmi della istruzione pubblica non prevederanno o il corso di storia delle religioni oppure la possibilità per ogni credente o per ogni non credente di ottenere crediti formativi con le proprie scelte, fino ad allora la scuola pubblica non può discriminare all’interno del pluralismo religioso, dando ad alcuni dei vantaggi nel profitto scolastico che altri non possono avere se non rinunciando alla propria libertà di coscienza. Ancora una volta i liberali  vedono confermato nella pratica il fatto che i veri avversari del separatismo tra Stato e Chiesa sono quei cittadini e quei politici i quali, per opportunismo  quotidiano, cercano di piegare lo spirito della Costituzione e della libertà individuale di religione a pratiche conformistiche in ossequio al comunitarismo, arrecando così un grave danno ad ogni cittadino ed aiutando irresponsabilmente le sempre presenti pulsioni fondamentaliste. Negare la centralità politica della laicità delle Istituzioni ,  è negare l’esperienza storica  confondendo le funzioni tra le leggi per una civile  convivenza e i precetti religiosi.(Federazione dei Liberali)

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Ora di religione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali – Pd La norma voluta e difesa strenuamente dall’ex ministro Fioroni sui crediti dell’ora di religione, cade di nuovo sotto una sentenza del Tar. Mentre aspettiamo la decisione del Governo e la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, è bene ricordare che questa sentenza non e’ una novità. La vicenda potrebbe stare a pieno titolo in un teatro dell’assurdo: un’ora facoltativa che crea crediti e quindi punti, una discriminazione per chi non la frequenta che nella pratica diventa un incentivo a farlo. Una ordinanza emanata durante un anno scolastico, e quindi quando gli studenti non potevano più cambiare idea, crollata sotto una sentenza del Tar, e con un Consiglio di Stato che in due giorni ribalta la decisione del Tar preciso in tempo per gli esami del 2007. In questi giorni la nuova decisione del Tar. Per gli alunni che frequentano l’Insegnamento della Religione Cattolica, o un’attivita’ alternativa, secondo l’ordinanza e’ prevista la valutazione dell’impegno e del profitto in seno al Consiglio di classe, mentre, per coloro che abbiano svolto attivita’ autonoma di studio, questa valutazione e’ previsto che sia stabilita di volta in volta dalle diverse scuole; per chi, infine, esce dall’edificio scolastico, e’ prevista soltanto la possibilità di allegare come credito formativo la certificazione di un’attivita’ extrascolastica valida. Una discriminazione in violazione di legge. La diversa valutazione di cio’ che gli studenti fanno in un’ora in cui sono liberi da obblighi, significherebbe ledere un diritto riconosciuto nel Nuovo Concordato con la Chiesa Cattolica del 1984, nelle Intese con altre confessioni religiose e riaffermato dalla Corte costituzionale. Sarebbe inoltre una lesione della liberta’ di coscienza, poichè l’alunno potrebbe essere indotto da un trattamento piu’ vantaggioso a rinunciare all’esercizio di quella libertà.

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Mostra su Tommaso Cascella (1890-1968)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

SpiaggiapastoriPescara Museo di Villa Urania, in via Piave 139 dal 12 agosto e fino al 31 ottobre  si amplia di otto opere inedite la mostra più completa sulla storia del pittore Tommaso Cascella. “Tommaso Cascella, il percorso di una vita” è infatti visitabile dallo scorso 4 luglio e si è subito presentata come una sorta di work in progress, lanciando un appello tra i collezionisti a segnalare il possesso di opere non ancora conosciute.  L’esposizione passerà così da 36 a 44 opere che confermano il legame del pittore con la sua terra: Tommaso Cascella ha infatti compiuto una scelta che ha penalizzato la sua notorietà premiando forse la sua qualità artistica, rimanendo a Pescara e abitando in quello che era stato il laboratorio del padre e che oggi è sede del Museo Basilio Cascella. Alla mostra verranno aggiunti cinque oli, due pastelli e una maiolica, che ritraggono una veduta di Pescara dalla terrazza dell’Aurum come bozzetto per un quadro mai realizzato (1947); il rientro delle paranze (1917), un gregge sui monti (1939) e pastori con il gregge. La punta di diamante della nuova ala visitabile sarà la rievocazione, in un angolo, dell’interno de “Il ritrovo del parrozzo”, la storica “sala da tè” di Luigi D’Amico, per il quale Tommaso Cascella aveva dipinto una serie di quattro oli su tela in occasione dell’inaugurazione del 24 luglio 1927 nel locale di piazza Garibaldi. Di questa serie verranno esposti una “Guardiana di tacchini”, una “Pastorella col gregge” e un “Riposo dopo la mietitura”. A partire da domani inoltre farà da sfondo alla mostra un video prodotto dalla Fondazione Olos, presieduta da Valerio Di Vincenzo, e realizzato dal regista Mario Canci, che si è lasciato ispirare dalla mostra e ha realizzato una clip di pochi minuti sui luoghi ritratti dal pittore e i suoi echi dannunziani, “Tommaso Cascella – dalla montagna al mare”. Il catalogo, di oltre cento pagine e pubblicato dalla casa editrice Ianieri, riporta oltre 160 testimonianze della carriera artistica di Tommaso, moltissime delle quali inedite: dal suo esordio come disegnatore appena quattordicenne su un fascicolo realizzato in onore di Gabriele d’Annunzio, alla sua prima mostra tre anni dopo a Parigi, passando per le esposizioni a Milano, alla Biennale di Venezia (1920), a Bari (1929) e alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1952). Alla sua stesura ha contribuito fattivamente anche la ricercatrice Raffaella Cordisco, direttamente da Parigi. Ricordiamo che la mostra è realizzata dalla Fondazione Paparella Treccia-Devlet con la compartecipazione degli assessorati alla cultura del Comune e della Provincia di Pescara, di sponsor privati e della Fondazione Pescarabruzzo. Le opere sono state gentilmente concesse dalla Camera di Commercio di Chieti e da collezionisti abruzzesi e milanesi.  (Spiaggia, pastori)

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E’ tempo di una riforma profonda del FMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Recentemente Forbes, la rivista statunitense di economia e di mercato, ha ospitato un articolo sul Fondo Monetario Internazionale che rompe con l’approccio tradizionale del mondo della finanza nei confronti dei paesi poveri ed emergenti. L’articolo, scritto da due esperti di politica dello sviluppo da sempre polemici nei confronti delle organizzazioni economiche internazionali, invitava il Congresso americano a cogliere l’occasione per cambiare il FMI. La chance era il voto del Senato per il finanziamento di 108 miliardi di dollari al FMI, stranamente collocato come un allegato della Legge per le Spese di Guerra!  Il Congresso ha deciso gli stanziamenti sulla carta, ma non ha colto la domanda di riforma del FMI. Il G20 di Londra aveva auspicato un ruolo nuovo e di stabilità per il FMI, soprattutto nei confronti dei paesi poveri, ma nessun cambiamento di fondo è avvenuto nel frattempo.  Gli autori dell’articolo sottolineavano che, nonostante il fatto che persino il premier inglese Gordon Brown aveva ammesso che il “Washington Consensus” era fallito, il FMI sta continuando a imporre condizioni duramente restrittive sui programmi e sui bilanci dei paesi poveri. Il “Washington Consensus” era l’accordo delle nazioni avanzate firmato nel 1989 in cui si decideva di sottoporre i paesi in via di sviluppo ai cosiddetti “programmi di aggiustamento strutturale”, ispirati alla più devastante e ideologica liberalizzazione e globalizzazione economica e finanziaria.  Infatti ancora oggi sono numerosi gli esempi di condizionamento e di austerità imposti dal FMI. Alla Tanzania è imposto di pagare prima gli interessi sul debito estero, che sono il 10% del PIL e poi di definire un programma sanitario nazionale che non raggiunge il 9,8% del bilancio, limitando così a un terzo il numero dei dottori che sarebbero necessari. Per accedere a nuovi crediti, il FMI ha imposto al Pakistan alti tassi di interesse e un aumento delle tasse, mentre la Latvia deve tagliare il bilancio nazionale del 40% e mettere in pericolo la rete di sostegno sociale, per arrivare a contenere il suo deficit sotto il 5% del PIL, come richiesto dal FMI.  Ma Forbes porta all’attenzione degli americani e dell’amministrazione di Washington un messaggio provocatorio:” Immaginate – riporta l’articolo – se gli USA dovessero sottostare al mandato del FMI. Non sarebbe possibile alcun stimolo economico per sostenere l’occupazione. Non ci sarebbe nessun salvataggio delle istituzioni finanziarie per prevenire il collasso dell’economia. Se le nazioni ricche si sottraggono alle politiche del FMI, perché le nazioni povere dovrebbero seguirle?”  Questo è forse l’argomento centrale per favorire nell’immediato futuro un cambiamento vero e profondo nella struttura, nell’orientamento e nella politica del FMI nei confronti dei paesi poveri e di quelli emergenti.  Infatti gli Stati Uniti, con un PIL di 14.200 miliardi di dollari, avranno nel 2009 un deficit di bilancio di quasi due mila miliardi. Nel 2008 avevano un deficit commerciale di circa 2 miliardi di dollari al giorno. Contano un debito pubblico di 12.800 miliardi di dollari e un debito privato che, prima dell’esplosione della grande crisi, ammontava a 14.000 miliardi.  Il documento di “Programmazione Economico-Finaziaria Relativo alla Manovra di Finanza Pubblica per gli Anni 2010-2013” presentato recentemente dal nostro governo e pubblicato negli Atti Parlamentari del Senato riporta un dato impressionante e cioè che gli aiuti complessivi dello stato americano al suo sistema finanziario in crisi è stato dell’81% del PIL, pari a 11.550  miliardi di dollari!  Si tratta di cifre enormi, per cui se fosse stato chiesto il parere del FMI, anche gli USA sarebbero stati sottoposti a delle condizioni restrittive e vessatorie, come ancor accade per i paesi in via di sviluppo.   Le riflessioni riportate da Forbes meritano un seguito. Si dovrebbe capire che, se la strategia di uscita dalla crisi sta nel rilancio dell’economia reale, allora lo sviluppo produttivo dei paesi emergenti, a cominciare dall’Africa fino ai paesi del BRIC, potrebbe essere oggi l’equivalente di quello che il New Deal fu per il superamento della Grande Depressione del ’29. Per fare questo non si può continuare ad avere il vecchio FMI e la vecchia politica di “aggiustamenti strutturali”. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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Editoria di qualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Fare l’editore è stato e, purtroppo, è rimasto il mio sogno nel cassetto. Ciò non mi impedisce, ovviamente, di seguire sempre con interesse le iniziative che provengono da tale settore e non intendo certo quella della grande editoria che considero troppo incline ad una idea “commerciale” del prodotto librario ma della piccola editoria, in specie dell’editore puro. Ma in Italia si rischia, tra l’altro, d’essere letteralmente travolti da manoscritti. Ricordo che anni fa uno scrittore ebbe l’idea di fare un censimento sui suoi colleghi e si rese conto quasi subito che si trattava di una impresa impossibile. Diagnosticò la presenza di non meno di centotrentamila tra scrittori e poeti, ma era una cifra in difetto poiché si convinse che se avesse raschiato il fondo ne avrebbe trovati molti altri. Ma non finisce qui. Occorre affrontare le spese di stampa e di distribuzione, di pubblicità e di andare a “mendicare” le recensioni dei critici letterari. Ora, per fortuna, vi è internet e la possibilità di trovare soluzioni alternative alla stampa sono concrete e a costi molto contenuti. Con questo non intendo dire che considero superata la carta stampata. Per me sarebbe un controsenso poiché ho in casa due librerie con centinaia di testi e che arricchisco con una media di 50 volumi al mese. Dico, invece, che è più facile fare nuovi proseliti e facilitare coloro che per vari motivi non possono fare un salto in libreria o tenersi aggiornati sulle novità librarie andando a cercarsi i vari cataloghi. La strada, quindi, che vorrei indicare è quella della doppia corsia per meglio fidelizzare il rapporto tra autore-editore-lettore e con una informazione meno recensiva e più propensa all’abstract. Lasciamo che il potenziale lettore arrivi al saggio per gradi anche perché i ritmi della vita sono spesso molto frenetici e se si torna a casa stanchi si tende di più a letture o spettacoli televisivi d’evasione e non si cercano quelli più impegnati. Del resto proprio le nostre esigenze lavorative non ci permettono la ricerca di letture a noi più congeniali e finiamo con l’essere ammaliati dalle sirene della propaganda mediatica, su taluni titoli editoriali, perché più recettiva e più incalzante. Dobbiamo quindi dopo aver fatto e fatto bene fare altrettanto bene nel farlo sapere e se vogliamo abbattere i costi pubblicitari dobbiamo riversare la nostra attenzione sulla messaggistica on line. Proprio per questo motivo abbiamo messo a disposizione dei piccoli editori (gratuitamente) due nostre pagine (recensioni e Fidest) dove nella prima pubblichiamo recensioni e notizie editoriali  e nella seconda recensiamo i testi che ci pervengono o sperimentiamo i piccoli saggi, per ora editi dalla Fidest, ma aperti agli altri editori. Ma abbiamo fatto anche di più nel nostro precedente sito: abbiamo presentato le piccole editorie, la proprietà e il lavoro che svolgono. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’economia italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Il 2008 è stato l’anno nero per l’economia italiana. Nel primo semestre di quest’anno la crisi ha continuato a farsi sentire ma è parso un po’ a tutti che il peggio sia oramai alle spalle. Questo ha comportato, se non altro, un moderato recupero della fiducia di famiglie e imprese sebbene l’incertezza rimanga elevata e il mercato del lavori presenti immutato tutte le sue incognite. I piani di consumo rimangono cauti per quanto i nuovi incentivi all’acquisto di nuovi autoveicoli hanno in qualche modo funzionato e gli scambi commerciali nei paesi emergenti dell’Asia hanno segnato un qualche miglioramento. Non vi è dubbio che la crisi abbattutisi in Italia ha il segno marcato dal peggioramento del quadro internazionale fortemente, per altro, influenzato dalle speculazioni. Ora, tuttavia, ci troviamo in una situazione leggermente diversa grazie all’attuale ripresa del commercio mondiale, dal forte stimolo derivante dalla politica monetaria e dai provvedimenti anticiclici varati dal governo ma i cui effetti si dispiegheranno solo nel prossimo anno. In ogni caso tutti gli indicatori economici sembrano oramai confermare il rallentamento della fase recessiva e la possibilità che nel prossimo anno l’attività produttiva ritornerà a crescere a ritmi positivi. Vi è, semmai, qualche dubbio sull’intensità della ripresa. A questo riguardo la B.I. precisa: “Le previsioni scontano il normale ripristino del funzionamento del mercato del credito. Inoltre, a fronte di una perdurante debolezza del ciclo economico, le imprese italiane potrebbero attuare, a partire dalla seconda metà dell’anno, una politica di ancor più deciso ridimensionamento dell’occupazione, che si tradurrebbe in una ulteriore decurtazione della capacità di spesa delle famiglie in una più forte flessione della domanda interna. Un freno ai consumi potrebbe derivare anche dall’espansione della componente precauzionale del risparmio, che tende ad aumentare, a partire da tutte le altre condizioni, quanto la probabilità di mantenere il posto di lavoro si riduce. D’altro canto si intravedono segnali, pur deboli e intermittenti, di assestamento della congiuntura internazionale, che potrebbero preludere ad una accelerazione della dinamica degli scambi commerciali nel 2010 lievemente più favorevole di quella previsionale. Per quel che riguarda la dinamica dei prezzi, i rischi di deflazione sembrano ridotti, ma non assenti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Per un coordinamento nazionale dei piccoli comuni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Lettera aperta ai sindaci italiani dei piccoli comuni da parte del Comitato promotore, provvisoriamente chiamato “I sindaci per una responsabile difesa del territorio”.(per iniziativa del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni (www.piccolicentrieuropei.com). Riprendiamo il testo, per sommi capi. Si richiama, innanzitutto, l’attenzione dei sindaci su un dato storico ricordando che “All’inizio del secolo scorso, un pro-sindaco siciliano, Luigi Sturzo, fondò l’ANCI; per promuovere l’autonomia e la forza democratica dell’ente locale, soffocate dal centralismo dei prefetti e dalla servitù delle clientele. Dopo la seconda guerra mondiale, la rinascita dell’Italia fu sostenuta da partiti ideologici, fortemente caratterizzati, che resero possibile la Costituzione  e la crescita democratica del paese. In quel periodo furono i partiti ad assumersi il compito di rappresentare le esigenze politiche del territorio. Fu naturale, allora, concordare  la dirigenza dell’ Anci  fra i partiti e i loro Dipartimenti degli enti locali. La crescita economica e la necessità di nuove funzioni accrebbero i compiti dell’ Ente territoriale. Dossetti a Bologna individuò  la nuova funzione del Comune, come centrale dei servizi alla comunità. Nacque il Comune erogatore di servizi”. Tutto questo per richiamare l’attenzione sui nuovi compiti richiesti alle piccole comunità locali e che, di fatto, diventano i responsabili del bene comune attraverso la sussidiarietà. Ma nello stesso tempo è subentrata la crisi del sistema politico “e la conseguente scomparsa dei principali partiti basati sulla organizzazione popolare ed, inoltre, nuove leggi elettorali che hanno rotto il rapporto fra territorio e rappresentanza,  hanno sottratto al  Sindaco, tutti i collegamenti con i poteri statali. Finita l’intermediazione dei partiti e dei parlamentari è iniziata la “Solitudine del Sindaco”.Al vecchio centralismo statale  non si è sostituito un sistema di autonomie associate o confederate, capaci di dare risposte ai nuovi doveri della sussidiarietà. Il Sindaco diventa “l’ unico responsabile” di ogni insorgente urgenza”. S’impone, quindi, la necessità di riscrivere le regole sui problemi che riguardano le autonomie locali anche in funzione del nuovo rapporto che si sta innestando tra amministratori e amministrati e dove la famiglia ne assume un ruolo prioritario.  La “Famiglia”, infatti, è la nuova grande emergenza nazionale: percossa da una crisi strutturale non è in grado di sostenere il peso delle nuove responsabilità con gravissimi disagi per gli anziani, per la donna che lavora, per l’assistenza ai figli, per la cura dei malati e dei diversamente abili, nonché per la difficile amministrazione delle pratiche inerenti ai servizi dovuti. La Famiglia in queste condizioni si avvia non solo ad un collasso ma addirittura ad una catastrofe demografica. Questa emergenza esige un rapporto diverso fra Comune e Famiglia (il Comune Famiglia delle Famiglie) ed un rapporto diverso fra il Comune ed i poteri dello Stato per gestire la fiscalità, le risorse, i progetti in difesa della Famiglia. Il Comitato in questa situazione ha intravisto nell’Anci lo strumento più valido per “rifondare i rapporti fra Comune e Stato”. Ma ad una condizione: “La dirigenza dell’ Anci i non deve essere designata dai vertici dei partiti ma deve essere la reale espressione democratica dei territori, attraverso il pronunciamento dei Sindaci.”

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Spiagge. Multe per gli acquisti da venditori occasionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

“Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita’ o per la condizione di chi le offre o per l’entita’ del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta’ intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza (Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, comma 7. Convertito in legge n.80/2005”). Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di venditori occasionali (i cosiddetti “vu’ cumpra”) che offrono una quantità di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc. L’ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcuno a farlo, è passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata è dietro l’angolo!

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Mondiali di Corsa in Montagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Chiavenna dal 3-6 settembre 2009. In fase di ultimazione i preparativi per l’accoglienza di questo grande evento sportivo che culminerà con la gara di domenica 6 ma che coinvolgerà turisti e valligiani già a partire da sabato 5 con la cerimonia di apertura nel centro storico di Chiavenna.  Armenia, Australia, Austria, Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Eritrea, Francia, Germania, Gran Bretagna, Guinea Equatoriale,  Irlanda, Israele, Italia, Liechtenstein, Macedonia, Messico, Monaco, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Uganda, Ucraina, Usa,  Venezuela: eccolo le 34 nazioni ad oggi iscritte ufficialmente a quello che sarà l’evento più internazionale dell’estate Valchiavennasca.  Potrebbero aggiungersi altre nazioni entro la fine del mese di agosto quando scadrà il termine finale di iscrizione; ad oggi si sfiora già il numero di 500 tra atleti, allenatori e team manager.  Il Comitato Organizzatore Locale, pur seguendo le indicazioni del cerimoniale voluto dalla WMRA, ha previsto una cerimonia che vede coinvolti molti operatori della Valchiavenna, a partire dalla società organizzatrice di eventi Hopplà, che si occupa proprio in questa occasione di coordinare in grande stile gli spettacoli di apertura e chiusura. Ad aprire la parata delle nazioni lungo la Via Dolzino saranno i brani della Banda cittadina di Chiavenna, ma molte altre le sorprese che renderanno l’evento una grande festa per tutti.

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Il Consiglio di Stato riapre alle bollette gonfiate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Paolo Landi, Adiconsum: “È una decisione grave. Chiediamo all’Agcom di reintrodurre il blocco preventivo e all’Antitrust di inasprire le sanzioni nei confronti degli operatori che speculano sul servizio telefonico” Alcuni consigli di Adiconsum alle famiglie Adiconsum stima che negli ultimi anni 1 famiglia su 4 sia stata vittima dei c.d. numeri a valore aggiunto. Molti hanno contestato la bolletta, recuperando parzialmente quanto ingiustamente pagato, ma la stragrande maggioranza dei cittadini ha pagato questa truffa in modo inconsapevole. Molte famiglie hanno, infatti, l’addebito della bolletta direttamente sul conto corrente, ed è proprio grazie a questa forma di pagamento che il raggiro ha raggiunto migliaia di famiglie. Dall’Agcom avevamo ottenuto la disattivazione automatica preventiva di tali numerazioni e la conseguenza era stata di una drastica riduzione delle denunce da parte dei consumatori, a dimostrazione della bontà del provvedimento preso. Che fare? In attesa di un nuovo provvedimento da parte dell’Agcom, che richiederà comunque tempo, ecco alcuni consigli di Adiconsum su come comportarsi: • chiedere la disabilitazione dei numeri a sovrapprezzo (144, 166, 892, 899, ecc.) al proprio gestore telefonico •  controllare nel dettaglio la propria bolletta, anche quelle pagate con addebito bancario, e verificare gli eventuali addebiti di chiamate ai numeri a sovrapprezzo non richiesti •  non pagare gli importi ingiustamente addebitati. Procedere, quindi, al pagamento della bolletta detraendo gli importi contestati unitamente all’invio di una lettera raccomandata A.R. di contestazione all’operatore telefonico con cui si ha il contratto e per conoscenza ad un’associazione consumatori. • In caso di contestazione del suddetto pagamento, rivolgersi ad un’associazione consumatori per attivare la procedura conciliativa. Ricordiamo che le associazioni consumatori hanno sottoscritto protocolli per il ricorso alla conciliazione con tutti gli operatori di telefonia. Adiconsum chiede inoltre all’Antitrust di inasprire le sanzioni nei confronti di quegli operatori che adottano pratiche commerciali scorrette sul servizio telefonico

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L’economia internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Partiamo dal primo trimestre del corrente anno nel quale il Pil dei paesi dell’area dell’Ocse è caduto dell’8,3% in ragione d’anno. A sua volta il commercio internazionale, nello stesso periodo di tempo, ha registrato una contrazione pari ad oltre il 30%. Nel secondo trimestre si nota, invece, che in conseguenza dell’azione fortemente espansiva delle politiche economiche il ritmo di caduta del prodotto dei paesi avanzati si è attenuato. Lo rilevano alcuni segnali quali, ad esempio, l’andamento della produzione industriale, il miglioramento del quadro congiunturale in Asia (in particolare dalla Cina) e da segnali di contrazione meno severi dal commercio con l’estero di alcuni paesi industriali e delle economie asiatiche. Questo rapporto tra il primo e il secondo trimestre permette ad alcuni osservatori economici di concludere sulla possibilità che nei prossimi mesi l’attività economica riuscirà a trovare nuovi e più stabili equilibri. Ma il processo avrà una sua lenta evoluzione e si differenzierà per aree geografiche. L’Europa, infatti, sarà una di quelle che presenta più incertezze sia sui tempi sia sull’intensità della ripresa. Il discorso è anche strategico. L’impegno dovrebbe essere quello di contrastare il ciclo economico negativo contenendo i gravi costi occupazionali e sociali della crisi per preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche, ridurre l’incidenza del debito e contenere le aspettative d’inflazione. Ma vi è anche il caso Italia e di tutti quei paesi che gli sono affini. Intendiamo dire che il rischio maggiore è quello che passata la buriana si torni alle politiche di sempre fatte di sprechi, di allegre amministrazioni, di spese non prioritarie, ecc. Stiamo, pratica, già perdendo una preziosa occasione, la seconda in ordine di tempo, se pensiamo agli anni della ricostruzione nel secondo dopo guerra, per conferire un nuovo ordine al sistema scoraggiando, innanzitutto, gli interessi partigiani e clientelari e le loro lobby. Non si ha ancora chiaro il livello di gestione virtuoso che potrebbe consentirsi un recupero non indifferente di risorse facendole poi convogliare nei settori più vitali del Paese quali le infrastrutture, la comunicazione e la ricerca scientifica. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Movida, Alemanno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

«Ho parlato telefonicamente con il Presidente di Confcommercio Roma e Lazio, Cesare Panbianchi, e gli ho assicurato, come garantisco a tutte le altre organizzazioni del settore, che le ordinanze che abbiamo firmato nei giorni scorsi saranno applicate con estrema prudenza senza alcun intento punitivo nei confronti degli esercenti onesti e corretti. La nostra intenzione è quella di colpire esclusivamente la ristrettissima minoranza di coloro che si sono improvvisati gestori di pubblici esercizi e che senza nessuna professionalità consentono di trasformare i loro locali in punti di aggregazione di balordi di ogni tipo. I veri professionisti  del commercio e dei pubblici esercizi non hanno nulla da temere dalle nostre ordinanze che anzi contribuiranno a liberarli dalla concorrenza sleale di chi non rispetta regole già ampiamente codificate nelle leggi dello Stato. In ogni caso, appena possibile, convocheremo il tavolo di concertazione per firmare il protocollo di autoregolamentazione dei pubblici esercizi per quanto riguarda la sicurezza e la pulizia delle strade. Questo tavolo di concertazione e la firma del protocollo saranno anche l’occasione per rivedere, insieme con le organizzazioni di categoria, le ordinanze che abbiamo emesso per fronteggiare una evidente emergenza nella gestione della movida romana». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Il decalogo di Mr. Blefaroplastica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Quando si decide di ringiovanire lo sguardo, meglio affidarsi nelle mani di un super-esperto Gli occhi sono lo specchio dell’anima e come tali meritano un’attenzione particolare, soprattutto quando si decide di ricorrere a qualche aiuto esterno per portare indietro le lancette dell’orologio. Per una blefaroplastica senza sorprese meglio scegliere il “top” della categoria, ossia il chirurgo oculoplastico, una figura professionale super specializzata in grado di garantire più sicurezza, un’ottima preparazione e risultati naturali. «Gli occhi sono una zona delicata, la prima in cui si posa lo sguardo delle persone che abbiamo di fronte – dice Francesco Bernardini, chirurgo specializzato in oculoplastica con studi a Genova e Torino -. Sempre più persone decidono di ricorrere alla chirurgia estetica per spianare le rughe o eliminare borse e occhiaie, ma è importante rivolgersi a persone esperte, come il chirurgo oculoplastico». Nel 2008 negli Stati Uniti, la blefaroplastica si è confermata terzo intervento più richiesto, dopo aumento del seno e liposuzione, con oltre 195mila operazioni eseguite (dati American Society for Aestethic Plastic Surgery). Ci sono almeno dieci buoni motivi per rivolgersi a un chirurgo oculoplastica. Il primo riguarda la sicurezza: è un’oculista ultra-specializzato nella chirurgia plastica degli occhi (esegue oltre 500 interventi l’anno solo sulle palpebre), quindi ha un riguardo particolare per la zona e conosce l’anatomia chirurgica delle palpebre meglio di chiunque altro. Secondo, è in grado di gestire e correggere le complicanze dovute all’intervento di blefaroplastica, come l’abbassamento della palpebra inferiore (retrazione o ectropion) che si verifica in caso di eccessiva rimozione di cute dalla palpebra stessa. Terzo, in caso di rischi, che possono compromettere la vista in modo serio, è in grado di valutare l’insorgenza di situazioni pericolose in tempo ed è in grado di evitarle o trattarle nel caso si dovessero manifestare evitando così di sottoporre i pazienti a rischi aggiuntivi. Quarto, può risolvere problemi funzionali delle palpebre spesso associati al difetto estetico come la ptosi palpebrale (palpebre superiori abbassate), ectropion (lassità della palpebra inferiore) e retrazione palpebrale (eccessiva apertura dell’occhio che si verifica in chi soffre di tiroide). Cinque, dal punto di vista della preparazione, sfiora l’eccellenza: il chirurgo oculoplastica partecipa e organizza congressi nazionali ed internazionali, confrontandosi e aggiornandosi continuamente con i colleghi di tutto il mondo. Inoltre, e siamo al punto sei, grazie alla sua specifica preparazione, pubblica decine di articoli su riviste scientifiche internazionali, che diventano riferimento per i chirurgo del settore. Dal punto di vista dell’estetica, i risultati sono naturali: il chirurgo oculoplastico (sette) è in grado di effettuare interventi di blefaroplastica attraverso incisioni invisibili, dall’interno (via trans-congiuntivale) offrendo risultati naturali senza cicatrici e con rischi ridotti. Ottavo aspetto: il super chirurgo si occupa in maniera esclusiva dell’estetica dello sguardo ed è in grado di eseguire il lifting del sopracciglio per via endoscopica, aprendo lo sguardo con risultati naturali e senza cicatrici visibili. Nono, è esperto nell’uso della tossina botulinica nella regione perioculare a scopo estetico, così da offrire risultati estetici ottimali eliminando i rischi per il paziente. Decimo, la conoscenza approfondita delle palpebre permette di variare l’approccio chirurgico da paziente a paziente in maniera da rispettare l’aspetto originale dello sguardo di ciascuno. «Il paziente dopo la blefaroplastica deve essere il più simile possibile a se stesso 15-20 anni prima e non alla vicina che è andata dallo stesso chirurgo» conclude Bernardini.
Francesco Bernardini Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, Francesco Bernardini ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova. Dopo l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’Università di Genova. Ha partecipato come relatore a corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino (www.oculoplasticabernardini.it).

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Ad Olcella torna la tradizionale Festa Popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Dal 21 al 31 agosto, la frazione di Busto Garolfo (Mi) si anima con la ventinovesima edizione della manifestazione sostenuta dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Appuntamento consolidato di fine agosto, torna ad Olcella, frazione di Busto Garolfo (Mi), la Festa Popolare. Forte di una tradizione costruita in 28 anni, la Festa di Olcella si ripropone quest’anno dal 21 al 31 agosto nella sua consueta e apprezzata formula: buona cucina, buona musica e tanta voglia di stare insieme. E, come tradizione vuole, anche per l’edizione numero 29, la Festa Popolare di Olcella è stata organizzata con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. «Come banca locale non abbiamo potuto rinunciare a dare voce e corpo ad una manifestazione che in quasi trent’anni di presenza costante è diventata il punto di riferimento per quanti si trovano a casa alla fine di agosto», commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Lidio Clementi. «Il valore sociale e aggregativo di questa festa, si somma al grande impegno che il nutrito gruppo di volontari mette ogni anno nella preparazione e nell’allestimento dell’area parrocchiale, creando così una manifestazione attesa e capace di richiamare sempre un numero sempre crescente di persone». Infatti l’afflusso dell’anno scorso è stato veramente record. «Abbiamo avuto il pienone tutte le sere», conferma Pierluigi Ceriotti, anima e motore del comitato organizzatore. «La formula che proponiamo è all’insegna della tradizione e delle realtà locali: abbiamo mantenuto anche per quest’anno la programmazione consueta dedicando ai ragazzi disabili e agli anziani un’intera giornata, rispettivamente sabato 22 e giovedì 27 agosto. In più, in questa edizione accogliamo la festa degli 80 anni della sezione Combattenti e Reduci di Olcella che è prevista per la mattinata di domenica 30 agosto». Confermato anche l’appuntamento con i fuochi d’artificio a chiusura della maratona di undici giorni. Continua Ceriotti: «Si tratta di uno spettacolo che ha sempre rappresentato un grande momento attrattivo, grazie anche alla collaborazione instaurata con la ditta Martarello che presenta ad Olcella le proprie novità pirotecniche». La Festa Popolare di Olcella si apre ufficialmente venerdì 21 agosto alle 19.30 con la cena popolare seguita da una serata danzante. Ogni sera è in funzione il servizio di ristorante bar; servizio che viene proposto anche a mezzogiorno nelle giornate di domenica (per prenotazioni: 0331-569091). La giornata dedicata ai ragazzi disabili di sabato 22 agosto, prevede alle 10.30 la camminata e alle 12.30 il pranzo; dalle 15, giochi organizzati. Per la giornata del pensionato invece, organizzata per il 27 agosto, il programma prevede la celebrazione della messa (alle 11), quindi il pranzo. La festa Popolare si chiude, come da tradizione, con lo spettacolo di fuochi d’artificio previsto da programma alle 22.30 di lunedì 31 agosto.

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Market feed

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

New York The NASDAQ OMX Group, Inc.introduced Top of PHLX Options (TOPO), a low latency options data feed that provides direct access to data from NASDAQ OMX PHLX(SM) (PHLX(R). TOPO offers recipients the same information PHLX provides to the Options Price Reporting Authority (OPRA) for inclusion in the consolidated market feed, without extra transmission and processing latencies.  As the third-largest U.S. options exchange, PHLX trades more than 2,600 equity options, sector index options and U.S. dollar-settled options on major currencies. PHLX offers a combination of cutting-edge electronic and floor-based options trading on NASDAQ’s high-speed, highly-reliable INET technology.  TOPO was created in conjunction with the launch of PHLX’s enhanced trading platform, which is based on the INET architecture. TOPO is available to trading firms, market data vendors and individual investors and can be accessed directly from NASDAQ OMX or through authorized NASDAQ OMX extranets and market data distributors. For more information about TOPO and other NASDAQ OMX data feeds and products, visit http://www.NASDAQOMXTrader.com/TOPO.
The NASDAQ OMX Group, Inc. is the world’s largest exchange company. It delivers trading, exchange technology and public company services across six continents, with over 3,700 listed companies. NASDAQ OMX offers multiple capital raising solutions to companies around the globe, including its U.S. listings market, NASDAQ OMX Nordic, NASDAQ OMX Baltic, NASDAQ OMX First North, and the U.S. 144A sector. The company offers trading across multiple asset classes including equities, derivatives, debt, commodities, structured products and exchange-traded funds. NASDAQ OMX technology supports the operations of over 70 exchanges, clearing organizations and central securities depositories in more than 50 countries. NASDAQ OMX Nordic and NASDAQ OMX Baltic are not legal entities but describe the common offering from NASDAQ OMX exchanges in Helsinki, Copenhagen, Stockholm, Iceland, Tallinn, Riga, and Vilnius. For more information about NASDAQ OMX, visit http://www.nasdaqomx.com.

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Le carte aziendali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Contribuiscono al sostegno e alla crescita della propria impresa: lo ritengono circa il 70% delle 700 PMI europee, intervistate da Visa Commercial, che guardano alle carte aziendali come leva strategica di business, rendendo disponibili mezzi di controllo a supporto del futuro finanziario dell’impresa. La stragrande maggioranza delle imprese intervistate identificano la reputazione della banca e del marchio di sistema di pagamento che forniscono le carte aziendali come il fattore chiave nella scelta di questi strumenti di pagamento. Dalla banca e dal marchio delle carte aziendali le piccole e medie imprese in Europa si aspettano supporto nel marketing, programmi tutorial per aumentare la comprensione dei sistemi e per sfruttare al meglio le funzionalità messe a disposizione, nonché rapide ed efficaci soluzioni nel risolvere eventuali problematiche. Questi i risultati principali rilevati da una ricerca quali-quantitativa di Visa Commercial, effettuata su circa 700 PMI in Italia e in altri 5 mercati europei.   L’indagine esplora i vantaggi percepiti e le attese nei confronti del prodotto carte aziendali, oltre ai fattori chiave che queste aziende tengono in considerazione nella scelta di un sistema di pagamento con carte aziendali. A livello globale europeo una media del 69% ritiene che le carte aziendali siano delle leve strategiche di business per la riduzione dei costi e il mantenimento di bassi livelli di spesa che esse consentono, incentivando lo sviluppo della propria attività con il risparmio ottenuto. Questo dato percentuale sale a ben 80% se si analizza la media delle imprese italiane. Per le PMI del nostro Paese la riduzione dei costi è identificata nello snellimento delle pratiche contabili e nell’accesso a una varia e articolata gamma di sconti su spese T&E e offerte B2B sia a livello domestico sia internazionale; mentre il mantenimento di livelli di spesa più bassi è dato da un maggiore controllo delle spese dei collaboratori. Il 70% delle PMI italiane coinvolte nell’indagine ritiene anche che un’adeguata disponibilità di fondi liquidi e un buon flusso di cassa siano tra i maggiori benefici delle carte aziendali, mentre la media europea è più alta, circa il 76%. E’ interessante notare che questi vantaggi sono evidenziati dal 90% delle PMI britanniche, mentre in Spagna sono riconosciuti dal 67% del campione.Un altro fattore considerato prioritario in Italia è l’efficienza (71% come la media globale europea), vista soprattutto come l’opportunità di disimpegnare risorse sul fronte del controllo amministrativo perché si concentrino su compiti di maggiore importanza strategica per l’attività. A livello europeo le PMI francesi sono le più attente al fattore efficienza, con una media poco inferiore al 78%. Il 65% delle PMI italiane ritengono altrettanto prioritarie le soluzioni innovative. In special modo per gli strumenti di protezione dalle frodi e per i servizi di ultima generazione: dai servizi di allerta all’approssimarsi del limite massimo di tetto di spesa della carta fino al design della carta, con la possibilità di personalizzarla aggiungendo il proprio logo e studiandone la composizione grafica. Infine, le carte aziendali dovrebbero essere fatte su misura in base ai bisogni specifici di ogni PMI e del settore in cui l’azienda opera: ne è convinto il 64% delle piccole medie imprese.  In particolare le carte aziendali non devono essere una riproduzione delle carte di pagamento offerte ai clienti privati: le carte aziendali devono rispondere a requisiti specifici che differiscono dalle carte individuali. Questi requisiti sono individuati principalmente nella praticità, nella facilità d’uso e nella flessibilità. In particolare le carte aziendali sono considerate strumenti intrinsecamente friendly, rapidi e trasversali, fruibili da tutti, oltre a offrire flessibilità del plafond di spesa o della linea di credito. La media europea è in linea con quella delle PMI italiane.  Lo studio di Visa Commercial ha inoltre analizzato i fattori chiave nella scelta di un sistema di pagamento con carte aziendali e rileva che al primo posto vi è la reputazione e la capacità di stabilire relazioni dell’emittente/fornitore delle carte e del marchio di sistema di pagamento.

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“Nuvole e Sciacquoni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

E’ la prima guida all’uso sostenibile delle risorse idriche di Giulio Conte: l’acqua è il vero oro blu del terzo millennio L’acqua è l’oro blu del terzo millennio, capace di scatenare conflitti come già accade per il petrolio. Non è infinita, e se quasi un miliardo di persone non ne ha a sufficienza per soddisfare le proprie necessità primarie, nei paesi dell’Occidente sviluppato spesso la si spreca con grande indifferenza. Ma oltre ad avere una scala planetaria e una rilevanza geopolitica, il “problema acqua” ha anche una dimensione più domestica e quotidiana, altrettanto interessante e importante. È di questo che tratta il nuovo libro di Giulio Conte, “Nuvole e sciacquoni”, in libreria dal 9 settembre. La tesi dell’autore, biologo ed esperto di problemi di gestione e trattamento delle acque, è che sia possibile ridurre notevolmente i consumi idrici domestici e l’inquinamento da essi provocato senza per questo rinunciare ai livelli di comfort cui siamo da tempo abituati. Per farlo è però necessario innescare una piccola “rivoluzione” che, prima che tecnica e politica, è culturale. Chi ha detto infatti che per scaricare un WC, per annaffiare il giardino o per lavare l’auto si debba usare acqua potabile, mentre per bere si alimenta il business delle acque “minerali”? E perché abbiamo abbandonato la pratica di accumulare e riutilizzare le acque piovane?  “Nuvole e sciacquoni” analizza le strategie che sono state adottate nei secoli per la gestione domestica e urbana dell’acqua, e illustra nel dettaglio le soluzioni più semplici e innovative per il suo risparmio nelle abitazioni e in città. L’autore si concentra sugli usi civili e domestici che, sebbene comportino consumi di gran lunga inferiori rispetto a quelli agricoli, sono in continua e rapida crescita. L’uso domestico è infatti quello che ha bisogno di acque di miglior qualità, che diventano sempre più scarse a causa dell’inquinamento provocato in larga misura proprio dagli scarichi urbani. È quindi urgente rivedere il modello di gestione idrico fin qui applicato.
Giulio Conte (Roma 1963), biologo, svolge attività di consulenza ambientale nel campo della gestione delle acque e delle risorse naturali. È socio fondatore dell’Istituto Ambiente Italia, dove è responsabile dell’area Risorse Naturali e svolge attività di pianificazione e valutazione ambientale. È membro del Comitato Scientifico Nazionale di Legambiente, associazione per cui ha coordinato campagne sullo stato delle acque interne e costiere (Goletta Verde, Operazione Fiumi). È tra i fondatori del CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) di cui è stato presidente dal 1999 al 2008.

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Vacanze in Austria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

L’autunno è stagione ideale per le vacanze nelle fattorie austriache: oltre al minore affollamento negli agriturismo si respira l’atmosfera delicata del mondo contadino che, nelle ultime giornate di sole, aspetta l’arrivo dell’inverno. Il villaggio di Arriach, località a soli 20 chilometri da Villach, offre un ritorno alla tradizione, con la degustazione dei piatti tradizionali miscelate con passeggiate conoscitive del territorio circostante. Per i più piccoli il Purzel-Wurzel Welt il “mondo” naturale che li avvicina alla fauna e alla flora educandoli alla riscoperta della semplicità

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Shunt CSF: infezioni pericolose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Le infezioni associate a shunt del fluido cerebrospinale (CSF) si presentano spesso con segni e sintomi non specifici, ed in presenza di livelli di leucociti e lattato normali nel CSF stesso. In presenza di febbre e sintomi neurologici, è necessario mantenere un elevato livello di sospetto clinico per possibili infezioni dello shunt del CSF; il CSF andrebbe preferibilmente prelevato dalla valvola, in cui la positività per i leucociti e le colture microbiche è massimale. In pazienti selezionati, come quelli con microorganismi a bassa virulenza suscettibili agli antibiotici biofil-attivi, la terapia antibiotica senza interventi chirurgici sullo shunt potrebbe costituire una modalità terapeutica efficace. (Clin Infect Dis 2008; 47: 73-82)

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