Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

L’economia italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Il 2008 è stato l’anno nero per l’economia italiana. Nel primo semestre di quest’anno la crisi ha continuato a farsi sentire ma è parso un po’ a tutti che il peggio sia oramai alle spalle. Questo ha comportato, se non altro, un moderato recupero della fiducia di famiglie e imprese sebbene l’incertezza rimanga elevata e il mercato del lavori presenti immutato tutte le sue incognite. I piani di consumo rimangono cauti per quanto i nuovi incentivi all’acquisto di nuovi autoveicoli hanno in qualche modo funzionato e gli scambi commerciali nei paesi emergenti dell’Asia hanno segnato un qualche miglioramento. Non vi è dubbio che la crisi abbattutisi in Italia ha il segno marcato dal peggioramento del quadro internazionale fortemente, per altro, influenzato dalle speculazioni. Ora, tuttavia, ci troviamo in una situazione leggermente diversa grazie all’attuale ripresa del commercio mondiale, dal forte stimolo derivante dalla politica monetaria e dai provvedimenti anticiclici varati dal governo ma i cui effetti si dispiegheranno solo nel prossimo anno. In ogni caso tutti gli indicatori economici sembrano oramai confermare il rallentamento della fase recessiva e la possibilità che nel prossimo anno l’attività produttiva ritornerà a crescere a ritmi positivi. Vi è, semmai, qualche dubbio sull’intensità della ripresa. A questo riguardo la B.I. precisa: “Le previsioni scontano il normale ripristino del funzionamento del mercato del credito. Inoltre, a fronte di una perdurante debolezza del ciclo economico, le imprese italiane potrebbero attuare, a partire dalla seconda metà dell’anno, una politica di ancor più deciso ridimensionamento dell’occupazione, che si tradurrebbe in una ulteriore decurtazione della capacità di spesa delle famiglie in una più forte flessione della domanda interna. Un freno ai consumi potrebbe derivare anche dall’espansione della componente precauzionale del risparmio, che tende ad aumentare, a partire da tutte le altre condizioni, quanto la probabilità di mantenere il posto di lavoro si riduce. D’altro canto si intravedono segnali, pur deboli e intermittenti, di assestamento della congiuntura internazionale, che potrebbero preludere ad una accelerazione della dinamica degli scambi commerciali nel 2010 lievemente più favorevole di quella previsionale. Per quel che riguarda la dinamica dei prezzi, i rischi di deflazione sembrano ridotti, ma non assenti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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