Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Educare alla legalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

I tanti episodi di violenza che hanno per lo più riscontro tra i giovani e i giovanissimi devono non solo farci riflettere ma renderci consapevoli di una realtà che abbiamo costruito dimenticando molto spesso i valori fondanti di una società che si basa proprio sull’educazione alla legalità e al rispetto della persona umana. Abbiamo inculcato nei giovani il veleno del consumismo che ha insegnato loro che esiste un solo Dio quello del denaro e che esso va ottenuto con qualsiasi mezzo. Abbiamo predicato la libertà senza freni e ci siamo ritrovati con i figli drogati. Abbiamo inventato mille scappatoie per sfuggire ai rigori della legge e i giovani hanno finito con non trovare più un limite tra la legalità e l’illegalità. Abbiamo dato risalto alla politica praticata nelle istituzioni ma ci siamo guardati bene dal depurarla dagli abusi e dalle corruzioni. Non possiamo essere educatori a parole se poi nei fatti facciamo tutto il contrario. Non possiamo rispettare il nostro simile se lo vediamo solo come un antagonista, un soggetto da sfruttare, da schiavizzare. Ciò che oggi ha più sconvolto l’opinione pubblica non è tanto l’aggressione, e lo stupro di per sé, quanto le motivazioni che le hanno accompagnate. Si da fuoco a un giovane che dorme su una panchina e a chi chiede il perché è stato fatto si risponde: “per divertirci”. A questo punto l’aspetto più importante è nel restituire il valore della legge nella pratica di tutti i giorni. Non possiamo più permetterci che un procedimento giudiziario passi in giudicato dopo 10 o 12 anni. E’ negare la giustizia. E’ favorire l’illegalità. E’ ridicolizzare le istituzioni. Ci rendiamo conto o no della deriva che ci porta questo modo di regolare i rapporti nella società e nel rispetto dei nostri simili? Se non agiamo in fretta raddrizzando le storture più palesi faremo cadere anche l’ultimo velo che ci copre e metteremo a nudo quello che il peggio della nostra inciviltà e indegnità. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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