Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Rosario risponde a Simplicio

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Amico Simplicio, una sola risposta per due note può bastare? Chi è Simplicio? Ma perché non “chi è Rosario Amico Roxas”? Ma non si tratta delle due facce della medesima medaglia?  Se Simplico chiede, è perché vuole stimolare, provocare, forse, ma certamente pensare; Rosario si ritrova costretto a pensare, ma non per far capire a Simplicio, ma per capire lui stesso. E’ il riflesso silente della coscienza, che invita a separare il grano dal loglio, le promesse dai progetti, le illusioni dalla realtà.  Qui le due note si assimilano, perché gli “altolocati”, in tutte le salse, sia in salsa grazioli che in salsa vaticana, ci impongono  (o ci vorrebbero imporre) il loro pensiero che dovrebbe diventare il pensiero unico, pena la condanna come relativismo dalla salsa vaticana, o peggio…molto peggio… di comunismo dalla salsa grazioli. La storia si scrive pagina dopo pagina, e qui il problema non è di cambiare pagina o meno; siamo di fronte ad una scrittura criptata della storia; quando poi l’altolocato che decide, non riesce a proseguire nel suo itinerario, resosi contro delle contraddizioni in cui è caduto, strappa le pagine precedenti, come se nulla fosse accaduto. La salsa grazioli  adesso si adopera per il nobel per la pace, che dovrebbe strappare tutte le pagine precedenti ed aprire il grande capitolo della presidenza della Repubblica; l’altra campana della salsa vaticana, nell’omelia intorno a Santo Curato d’Ars, ha sostenuto che  “la credibilità dei sacerdoti  dipende dalla loro santità”. Per il primo c’è poco, pochissimo da dire. Quello che è più preoccupante è l’identificazione della credibilità sacerdotale, rapportata alla santità; quindi il sacerdote che non è santo non è credibile; ma quando è abbastanza santo da risultare credibile?  Ma se la santità fosse rapportata alla testimonianza? Temo proprio che salterebbero (metaforicamente) molte teste dalla porpora in su. Certamente non sarà mai santificato Pio XI, il quale manifestò la propria testimonianza contro le leggi razziali di Mussolini. che oggi vengono riproposte, con queste testuali parole, riportate in  “E. Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini, Einaudi, Torino, 2007 pag.171” Ma io mi vergogno…mi vergogno di essere italiano. E lei padre [il gesuita Tacchi-Venturi] lo dica pure a Mussolini! Io non come papa ma come italiano mi vergogno!Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide. Io parlerò, non avrò paura. Mi preme il Concordato, ma più mi preme la coscienza. E non ebbe paura; si ritirò a Castel Gandolfo quando a Roma arrivò Hitler; fece trovare i musei vaticani chiusi perché “Roma era stata invasa da croci senza Cristo”  (le croci uncinate e le croci celtiche.) Fu quella una altissima testimonianza, che secondo quanto lasciò scritto nei suoi diari il cardinale Tisserant, il pontefice avrebbe pagato duramente da lì a poco. (Rosario Amico Roxas)

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