Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Conflittualità politica, questione meridionale e immigrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Nel difficile momento che l’Italia sta attraversando per l’incertezza economica, su cui influisce profondamente la persistente crisi internazionale, e per l’acuirsi dello scontro politico, che vede maggioranza e opposizione delegittimarsi con asprezza e su ogni fronte, i Vescovi hanno richiamato all’esigenza di concentrare l’attenzione e gli sforzi sui nodi essenziali per lo sviluppo e per il bene del Paese. Pertanto occorre “individuare degli sbocchi e delle soluzioni che facciano uscire dai reciproci sospetti e timori”, per giungere, “in maniera serena, non episodica e possibilmente condivisa”, a riforme che assicurino “il miglior funzionamento della giustizia”. Ugualmente è necessario porre mano alla riforma dello stato sociale, che chiaramente non significa il suo smantellamento, e concentrare gli sforzi per incrementare ulteriormente l’occupazione, con speciale attenzione al Meridione. Lo sviluppo del Meridione resta in concreto “la prima grande questione nazionale”. I vescovi, infatti, denunciano al Sud una considerevole presenza di famiglie in stato di reale povertà e l’acuirsi della disoccupazione giovanile e femminile. La situazione è aggravata dalle conseguenze di improvvise calamità naturali – da ultimo il terremoto che ha colpito la Sicilia occidentale –, nonché dalle lentezze politico-amministrative nel risolvere le croniche carenze di approvvigionamento e distribuzione idrica e nel riordino del sistema stradale e ferroviario. Il Consiglio Episcopale Permanente, ha richiamato l’importanza dell’assistenza sanitaria e della cura della salute, ribadendo che la ricerca medica, il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica e la suddivisione della competenze devono realizzarsi tenendo conto del primato della persona. Si è auspicato che, come fortemente richiesto anche dal Forum delle associazioni familiari, i responsabili della politica e dell’economia nazionale compiano, a cominciare dalla prossima finanziaria, “scelte lungimiranti e coraggiose” a favore della famiglia fondata sul matrimonio, sia “attraverso provvedimenti specifici” sia “rimodellando l’intero quadro della normativa sociale, finanziaria e fiscale in conformità a quel ruolo che la famiglia come tale svolge di fatto nel nostro Paese”.

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