Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

La politica a “luci rosse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Editoriale fidest. Atto primo esplode il caso Berlusconi con le rivelazioni sulle sue relazioni sessuali prezzolate e le esternazioni critiche della moglie. I media impazziscono. L’ascolto arriva a livelli elevati. Atto secondo: Bossi ripropone con forza le gabbie salariali e dichiara che è sua intenzione cambiare l’inno nazionale, d’introdurre lo studio del dialetto nelle scuole del Nord e di preferire la bandiera della Padania a quella nazionale. Altra impennata d’ascolti e tutti si rivolgono perplessi a Berlusconi che liquida le dichiarazioni dell’alleato con una battuta: Bossi parla al suo “popolo”, non c’entra con l’Italia. Tutto qui? Ma ci chiediamo il perché queste cose avvengono? La risposta ce la danno gli indici di ascolto. La politica da anni in Italia è una ripetizione continua di notizie ed è scarsa di realizzazioni. Si promette sempre tanto ma alla fine l’uomo della strada si rende conto che si tutelano solo i grandi interessi dei poteri forti, le speculazioni, gli intrallazzi. La politica, in pratica, non fa più notizia. Per ridarle fiato occorre spararla grossa per ottenere anche un altro risultato: distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali. Ma non è detto che tutto questo non abbia un prezzo. L’opinione che si fa la gente dei politici è in molti casi impietosa, in specie se si generalizza il verdetto: tutti corrotti, tutti bugiardi, tutti una razza impenitente di imbonitori da strapazzo. E i risultati si traducono con una disaffezione diffusa della politica, con il non voto. Ma il danno, con il tempo, diventa ancora più rilevante, poichè emergeranno sempre più elementi senza scrupoli che andranno all’arrembaggio dei posti chiave della politica con un ulteriore imbarbarimento del sistema. Il rischio è ora a portata di mano: si perdono una dietro l’altra le certezze percependo solo una diffusa tendenza a sviluppare una forma di cinismo culturale e mediatico e con una caduta verticale dei valori. Le stesse logiche consumiste del capitalismo senza etica sta facendo il resto. Dobbiamo, necessariamente, invertire la tendenza se vogliamo salvare il salvabile. E qui ci fermiamo. Da cronisti abbiamo indicato il male e prospettato i rischi per la tenuta della democrazia. Di più non possiamo fare ma se lo volessimo ci sarebbe impedito. (Riccardo Alfonso ww.fidest.it)

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