Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’associazionismo professionale nella Rerum Novarum

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

L’idea dell’associazionismo professionale era già presente nella prima lettera Enciclica di Leone XIII ‘Quod apostolici numeris’, scritta pochi mesi dopo l’elezione al pontificato. Ancora un ampliamento del concetto di rappresentanza e di tutela degli interessi dei lavoratori appare qualche anno più tardi nell’Enciclica ‘Humanum genus’ del 1884.  Tuttavia, contrariamente a quanto sostengono taluni autori (cfr F. Marconcini in ‘Il XL Anniversario dell’Enciclica RN’ Univ. Catt. Milano 1931, pp 229-271), ritengo che il superamento della concezione corporativa di natura etico-caritativa di retaggio medioevale e l’affermazione del nuovo concetto corporativo di classe sia maturata e avvenuta con l’Enciclica ‘RN’ del 1891. A riprova di questa mia affermazione c’è una frase di Leone XIII, pronunciata nel 1889 durante il ‘Discorso ai Pellegrini Francesi’, nella quale stimolava i datori di lavoro  ‘di avere un cuore e viscere di padre per coloro che guadagnano il pane con il sudore della fronte’ L’idea corporativa cristiana di Leone XIII nacque con tante limitazioni, e ciò non deve meravigliarci se pensiamo alla struttura sociale e mentale che fa da sfondo alle prime affermazioni del Pontefice. Alla fine dell’800 c’era la ferma convinzione che proletariato fosse sinonimo di povertà, che anzi fosse il volto nuovo di quella povertà ineliminabile, sempre esistita sotto forme diverse. Ancora oggi si è portati ad assimilare intere popolazioni alla povertà, come se fosse un segno distintivo che appartiene al loro DNA, ma questo serve a nascondere i misfatti che vengono compiuti, come la sottrazione delle materie prime da parte dei popoli opulenti, che trascurano le esigenze primarie di quei popoli che mancano dell’indispensabile, pur di poter continuare a sperperare il superfluo. L’aspetto agghiacciante è che i popoli opulenti, che si dichiarano democratici, occidentali, tecnologicamente avanzati, usano anche i mezzi coercitivi pur di impossessarsi di tutte quelle materie prime che consentono loro di vivere una qualità della vita superiore al necessario, il tutto a spese di quei popoli che non hanno neanche il diritto di difendere ciò che appartiene loro, perché vengono immediatamente combattuti con estrema ferocia e accusati di terrorismo. E’ con la RN che la Chiesa propugna un tipo privatistico di organizzazione professionale, sia misto di padroni e operai, sia di soli lavoratori, assolutamente libero, apertamente confessionale. A proposito, inoltre, della libertà, esterna ed interna, così si espresse Leone XIII: ‘sebbene queste private associazioni esistano dentro lo Stato e ne siano come tante parti, tuttavia non può lo Stato proibirne la formazione, perché il diritto di unirsi in società l’uomo l’ha dalla Natura’ (Cfr. I Giordani, Le Encicliche sociali de Papi, 4 Edizione, Roma 1956, pag. 203) Ciò che vale, poi, nei rapporti con lo Stato, deve pure valere nei rapporti all’interno dell’organizzazione: ‘Se hanno, pertanto, i cittadini, come l’hanno di fatto, libero diritto di legarsi in società, debbono avere altresì uguale diritto di scegliere per i loro consorzi quell’ordinamento che giudicano più confacente al loro fine’ (Cfr I. Giordano, op.cit. pag.205)  Con insistenza Leone XIII ritorna sulla piena autonomia dei corpi intermedi: Lo Stato difenda queste associazioni legittime dei cittadini, non si intrometta però nell’intimo dell’organizzazione e della disciplina, perché il movimento vitale nasce da intrinseco principio e gli impulsi esterni lo soffocano’  (Cfr I. Giordano, op. cit. pag.206) Da queste convinzioni nascevano, così, il paternalismo, il confessionalismo, la preferenza per il sindacato libero e gli altri elementi della prima idea corporativa privata. Sembra ovvio, in questo modo, che l’operaio avrebbe sopportato meglio i disagi della sua condizione, se gli imprenditori fossero stati umanamente dotati e mossi da viva carità cristiana. Ecco perché, fino alla RN, l’intero movimento sociale della Chiesa puntò su istituzioni assistenziali, non accentuando i fini più propriamente rivendicativi: erano gli ultimi retaggi del paternalismo medioevale. Questi caratterizzeranno il movimento operaio cristiano successivo, cioè dopo che sarà maturata la coscienza della condizione proletaria ed acquisita anche scientificamente la possibilità di un suo totale superamento, grazie all’evolversi della teoria economica e dei processi di produzione.  (Rosario Amico Roxas)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: