Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La chiesa, gli scacchi … e le cellule staminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Gli scacchi furono introdotti in Europa gia’ prima dell’anno Mille. In Italia il piu’ antico documento cartaceo e’ datato ottobre 1061, si tratta di una lettera con la quale il cardinale Pier Damiani, poi proclamato santo, denunciava un vescovo fiorentino, reo di aver trascorso gran parte della notte a giocare a scacchi. Preso atto della denuncia, il papa Alessandro II ne proibi’ il gioco, includendo i trattati scacchistici nell’Index Librorum Prohibitorum. Evidentemente ad Alessandro II non bastavano le controversie e la guerra con l’altro papa, Onorio II, che contestualmente rivendicava il trono di Pietro (succedeva anche questo!). La proibizione fu confermata dal Concilio del 1215, lo stesso che diede il via alla persecuzione contro gli “eretici” ed obbligo’ gli ebrei a portare un distintivo sopra i vestiti (ricorda qualcosa?), e dal Concilio del 1245. Circa cento anni dopo, nel 1325, il gioco degli scacchi fu riabilitato e ne furono decantate le virtu’ e le qualita’ morali. Nel 1866, due anni dopo la fine della guerra di secessione negli Stati Uniti d’America, tra  nordisti e  sudisti, il Sant’Uffizio dichiarava “Non e’ contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o regalato”. Oggi tali dichiarazioni non verrebbero in mente a nessuno. Ricordiamo tutto cio’ -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- perchè vogliamo evidenziare il fatto che i deliberati della Chiesa subiscono basilari modifiche nel corso del tempo. Così le prese di posizione delle Autorità ecclesiastiche, anche se deliberate dai più alti consessi, mutano adattandosi alla realta’ o all’evidenza. Per quanti secoli fu affermato infatti che il Sole girava intorno alla Terra? E a lungo si discusse se le donne avessero un’anima! L’attivita’ religiosa non dovrebbe interferire con quella civica, ma ancor oggi si stenta a separare le questioni di fede da quelle secolari. Ci riferiamo all’utilizzo delle cellule staminali nella ricerca e per la cura delle malattie. Fra cinquanta o cento anni è probabile che si assisterà ad un mutamento del pensiero religioso, che oggi  però influenza le decisioni del Parlamento dello Stato Italiano. Nel frattempo i cittadini che vorranno curarsi con la terapia staminale dovranno emigrare all’estero. E i figli dei Deputati e Senatori dove andranno?

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