Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Quante volte ne abbiamo parlato? Tante, forse troppe. Se andiamo a riesumare i servizi della Fidest lungo il tracciato dei suoi 21 anni di attività, ci accorgiamo che almeno ogni anno, e con una certa regolarità all’inizio dell’anno scolastico, abbiamo riverberato le attese e le speranze per una scuola nuova e diversa dal passato per rispondere alle attese del nostro tempo e soprattutto dei giovani che sono i primi attori di quello che confidavamo il momento di non ritorno. E tutte le volte ci restava l’amarezza di un cambiamento a lungo atteso ed altrettanto disatteso. Ma la speranza è dura a morire. Purtroppo il tempo perduto non si può recuperare. Resta solo da capire se esiste uno spazio sufficiente per tentare un recupero nell’intento di salvare il salvabile. Basterebbe, a nostro avviso, concentrarsi su tre punti qualificanti: la didattica, per rispondere a criteri di elasticità ed in aderenza con i tempi nuovi; al progetto educativo, per creare uno spazio da cogestire con tutte le componenti della scuola e nel ridare al plesso scolastico la logica dell’ambiente, in cui è situato, per interagire con i fermenti che provengono dall’esterno. Una scuola, quindi, come laboratorio di vita vissuta nei quartieri, nei rioni, nelle strade dove si abita e si trascorre la maggior parte della propria esistenza. La scuola, quindi, come opportunità d’incontro tra discenti, docenti, genitori e non docenti e non solo, ma vissuta nel suo quotidiano. Non dimentichiamo che il travaglio epocale che attraversiamo è espresso in massima parte dal fatto che esistono due anime e che esse non sono state, per giunta, educate al dialogo tra loro. Sono rappresentate dai tradizionalisti, che disconoscono e diffidano del nuovo che si prospetta, e dai futuristi che non riescono a vivere nel presente e sognano un domani che non è fatto di sogni. Sono le due facce di uno stesso problema. Sono il cuore e la mente, la ragione ed il fine che lega con un nodo indissolubile il cavernicolo all’homo novus, plasmati nei millenni, granello su granello, illuminati dall’intelligenza e cresciuti attraverso un’appassionante sfida culturale. E la scuola resta lo specchio fedele di questi travagli generazionali e per i quali deve trovare una giusta risposta per consentirci di crescere senza sbandare.

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