Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

E’ tempo di bilanci energetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

A metà agosto Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, ha diffuso i dati definitivi del 2008, rettificando i dati parziali che aveva pubblicato nel mese di marzo. La rettifica spegne qualche eccesso di ottimismo sulla generazione elettrica italiana da fonti rinnovabili, in particolare è il dato relativo all’eolico che risulta ridotto rispetto a quanto comunicato in primavera. Peccato che il nostro paese muova qualche passo mentre il resto del mondo corre. In Europa lo scorso anno abbiamo perso posizioni e siamo stati superati (nella generazione) sia dalla Francia che dal Portogallo, mentre Spagna e Germania rimangono su un altro pianeta (31,5 TWh la Spagna e 40,4 la Germania a fronte di nostri 4,9).  Mentre la nostra Confindustria spalleggiava il governo nel piagnisteo verso gli impegni di riduzione delle emissioni, con la scusa di perdita di competitività dell’industria italiana (quale? Siamo fra i paesi che hanno meno investito nella green economy nel pacchetto di stimolo e siamo fra quelli che ne stanno uscendo peggio), il resto del mondo ha preso sul serio questa sfida. La Cina, accusata di essere il maggior inquinatore del mondo, sta raddoppiando ogni anno la potenza eolica installata ed ha raggiunto l’obiettivo dei 10 GW. Ne ha solo nel solare fotovoltaico, dove prevede di incentivare la generazione ai livelli attuali fino a un tetto di 1,2 GW. Ma la concorrenza si fara’ serrata prossimamente, l’India ha annunciato a luglio che entro il 2020 intende installare piu’ della cifra attualmente installata in tutto il mondo, ovvero 20 GW, per arrivare nel 2050 a dieci volte tanto: 200 GW. Le rinnovabili sono fra i pochi settori che nel 2008 hanno generato ricavi e posti di lavoro ma il nostro mondo imprenditoriale latita. Nel campo dei brevetti siamo indietro e dove ne abbiamo facciamo di tutto per mortificarli. Accade nel solare termodinamico, dove, come Archimede, si usano specchi concentratori per scaldare un fluido, produrre calore e con esso far girare un turbina. E’ uno dei pochi settori in cui abbiamo sviluppato innovazione, utilizzando come fluido, anziche’ olio (infiammabile in caso di rottura dei tubi ed inquinante) dei sali che permettono di avere temperature maggiori (550 gradi) e che sono innocui per l’ambiente in caso di fuoriuscite accidentali. Il progetto”Desertec” intende produrre il 15-20% dell’energia elettrica europea entro il 2050.  Il progetto è certamente discutibile ma al momento preme rilevare che mentre al mondo risulta un crescente interesse su questo settore (ovvero possibili commesse di lavoro), la maggioranza governativa italiana ha trovato il tempo per approvare una mozione che giudica inutile sussidiarla. E subito viene da chiedersi quanto lo stato italiano stia spendendo per incentivare questo settore: zero, si’ avete letto bene, zero.  E col termodinamico finiremo come con l’eolico dove avevamo una impresa di Finmeccanica che produceva turbine, in partnership con Vestas,  che abbiamo venduto a loro nel 2001. Sarà della Siemens il business dei tubi Archimede? E continueremo a finanziare cassa integrazione per incapacità a sostenere settori innovativi.

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