Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Legge sviluppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

La Legge sullo Sviluppo viene definita “storica” dal ministro Scajola. Purtroppo non così è per il capitolo “consumatori”, in particolare per la normativa sull’azione collettiva e quella sui carburanti. Il provvedimento più atteso quello sulla class action, che lo stesso ministro si era impegnato a migliorare rispetto al testo del Governo Prodi, infatti, non accrescerà la tutela dei consumatori contro le furbizie, i raggiri e le truffe. Questo giudizio così drastico è dovuto al fatto che: la possibilità di attivare la procedura dell’azione collettiva è riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi;  la possibilità di ricorso è limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi eccezionali, poiché nella realtà non esistono interessi identici, ma omogenei; chi attiva la procedura corre il rischio di risarcire l’impresa nel caso in cui l’azione collettiva non sia ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo); i consumatori devono farsi carico di tutte le spese di pubblicità (e non di informazioni) stabilite dal giudice; Una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali, poiché ogni consumatore coinvolto dovrà depositare lì la propria documentazione probatoria; Infine, se il risarcimento verrà ammesso dal giudice questo sarà correlato a quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo risarcimenti simbolici. il click per conoscere il prezzo dei carburanti è un provvedimento utile, ma del tutto marginale: non cambierà niente rispetto ai consueti fenomeni speculativi. Per aggirare questi fenomeni è indispensabile prevedere dei criteri di adeguamento del prezzo alla pompa periodico e non giornaliero. La proposta di Adiconsum ha ottenuto ampi consensi. Adiconsum chiede, quindi, al Ministro Scajola un provvedimento in tal senso: periodicità trimestrale delle variazioni come avviene per luce e gas. Le imprese decidano l’entità della variazione e l’Autorità per l’energia ne verifichi la corretta applicazione. Con questo meccanismo non c’è alcuna violazione del mercato.

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