Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

La politica salariale in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

Editoriale fidest. Parlare, nel tempo delle “vacche magre”, di una nuova stagione salariale può apparire a taluni fuori dalla realtà, ma in effetti non è così. Lo ha dimostrato il presidente Barrack Obama ponendo un freno alle alte retribuzioni dei manager del suo paese e potremmo farlo noi partendo dal basso. In effetti è questo il punto nodale. Noi dobbiamo riconoscere che non è più possibile negare il “minimo vitale” e un riconoscimento professionale a quelle attività che per essere svolte richiedono più sacrifici, più impegno e più preparazione. Non solo. Non è più pensabile, ad esempio, che lavori analoghi siano compensati in modo totalmente diverso. Pensiamo all’impiegato e al funzionario che presta la sua attività negli uffici parlamentari, della presidenza del consiglio e della repubblica che godono di un trattamento economico di gran lunga superiore al loro omologo ministeriale o in altri settori del pubblico impiego o è in prima linea per la lotta alla criminalità organizzata. Diciamo, per essere più franchi, che è giunto il momento di rivedere tutta la materia ma non partendo da logiche populiste come quelle della Lega con le sue gabbie salariali. Significa, anche, restituire dignità a certe categorie che rappresentano, nel loro agire, lo Stato e meritano, se non altro, d’essere affrancate dall’umiliazione di salari da fame. E’ quanto, ci sembra di capire, sta proponendo il Movimiles, tramite il suo presidente Girolamo Foti rivolgendosi ai rappresentanti istituzionali del Paese e chiedendo ascolto e accesso ai media perché non si tratta di una pura e semplice rivendicazione salariale ma oseremmo dire è una questione “culturale” e di civiltà giuridica. Culturale e giuridica in quanto dovrebbe far parte del nostro profilo etico e civile che i cittadini devono essere trattati con pari dignità e che in una società che si rispetti non ci devono essere figli e figliastri. Senza volerci ingolfare in logiche populistiche potremmo anche dire che non abbiamo nulla d’eccepire che le massime cariche dello stato godano di assegni di tutto rispetto come i grand commis di stato e i grandi manager privati, ma non ci sembra giusto che sul versante opposto si possa giustificare chi ha salari da fame. Il divario è troppo forte, è ingiusto, è incivile. Non si può più tollerare che vi sia chi vive con il superfluo e altri che sono privati del necessario. E’ questa, e non altra, la vera stagione delle rivendicazioni e per ciò, che è dato di capire essa non può essere fatta solo con le parole e gli scritti in termini asettici, occorre risvegliare le coscienze, renderle consapevoli dei loro diritti, perché il dovere lo stanno facendo come lo hanno già fatto in passato, ma ci sono, purtroppo sull’altro versante, ancora troppi sordi tra ,le file di chi, invece, ci sente benissimo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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