Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 31 agosto 2009

La politica nel monopolio della comunicazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Si possono conciliare le due cose? Sicuramente no per il semplice motivo che per fare politica occorre avere la possibilità di comunicare con la gente in tutti i modi possibili ed una televisione ed una radio, che possono entrare in tutte le case, sono diventate il veicolo ideale per ogni tipo di informazione. Sapere, quindi, che esiste la possibilità che in Italia vi sia qualcuno che possa diventare un “monopolista” in questo settore genera più che un allarme e mette in fibrillazione tutte quelle forze politiche e sociali che in pratica si sentono minacciate da una comunicazione che potrebbe, di fatto, impedire d’esprimere la loro opinione e renderla palese secondo i canoni attualmente in auge. E se vogliamo dare un corpo ed un’anima a queste considerazioni possiamo dire che è la televisione e la radio pubblica, oggi detenuta dalla Rai,  ad essere nel mirino di chi vuol sparare con precisione al cuore delle cose. E privatizzare la Rai, se da una parte può apparire un modo per darle più forza economica, dall’altra ci chiediamo quanto perdiamo, se mettiamo dall’altra parte del piatto della bilancia, la libertà d’informazione e la qualità e il pluralismo della stessa. Stiamo già assistendo a tale accadimento con una “televisione commerciale” che ci propina ciò che i vari potentati di turno intendono propagandare e finiscono con il non trovare più spazio per un dibattito sereno, per un confronto di idee, per una cultura della conoscenza. E’ bene ricordare che tutto il XX secolo si è avvalso del “monopolio” dell’informazione nelle mani di chi ne ha fatto la cassa di risonanza per il lancio di una ideologia aberrante e sappiamo bene quanti veleni ha lasciato nell’animo della gente. Ora i personaggi sono cambiati ma l’insidia monopolistica resta. Non trasformiamo, ancora una volta, questo qual cosa che entra nelle nostre case in una sorta di show personalizzato ad usum delphini non tanto per scodellarci una nuova figura di dittatore quanto una immagine distorta della nostra società sotto la coltre mielata di un prodotto, per dirla con Bellucci, “sempre più omologato e propagandistico”.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il commercio in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Possiamo dire che da 15 anni a questa parte la struttura del commercio mondiale si è profondamente modificata in favore dei prodotti ad elevato contenuto tecnologico. Se valutiamo questo dato con la realtà dell’economia italiana, ci accorgiamo che i cambiamenti in atto hanno appena sfiorata questa “tendenza al cambiamento” che altre economie più forti e più deboli della nostra hanno recepito con maggiore tempestività ed i relativi governi hanno fatto la loro parte in pieno. Il commercio è, indubbiamente, un segnale importante per dirci dove sta andando un certo sistema paese e quali potrebbero essere le sue potenzialità di crescita di lungo periodo. In particolare, una specializzazione in settori poco avanzati tecnologicamente tende a ridurre le prospettive di sviluppo di un paese. Per contro, come si rileva da uno studio condotto da Guerrieri, Pianta e Dalum nel 2001, le specializzazioni in attività che presentano un alto tasso di apprendimento tecnologico e una crescita della produttività relativamente più elevata favoriscono tassi di crescita complessivi più elevati nel lungo periodo. Se poi andiamo a considerare l’altra circostanza che i beni prodotti ad alto contenuto tecnologico sono di difficile imitazione noi ne ricaviamo un vantaggio indiscusso in quei mercati dove abbondano merci imitate, ma scarsamente di qualità. Vi è, in ogni caso, un limite da non sottovalutare poiché i prodotti ad alto contenuto tecnologico sono meno elastici al prezzo e prevedono una nicchia di mercato particolare. Oggi assistiamo, ad esempio, a forme di concorrenza nell’import/export di beni di consumo e durevoli che tendono ad essere avvantaggiate nelle vendite nei confronti del consumatore finale non tanto dal fattore qualità quanto dalla capacità di spesa degli acquirenti. Se, ad esempio, un televisore, una lavatrice, una cucina a gas o elettrica, un deumidificatore e i piccoli elettrodomestici diventano un “necessaire” insostituibile per le famiglie più che uno status symbol, il loro acquisto è direttamente condizionato dal reddito che si  dispone. E se prevalgono redditi, medio bassi, modesti è evidente che si tende ad acquistare un bene che costi meno. In questo modo si ottengono effetti viziati in quanto il prodotto diventa utilizzabile in tempi mediamente più brevi di quello di qualità e, per giunta, una famiglia corre il rischio di indebitarsi più del dovuto per un qualcosa che potrebbe non superare il tempo di rimborso del debito.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La morte di Santi Correnti

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti ” si uniscono alla profonda commozione con la quale, in questi giorni, in Sicilia e all’Estero, è stata accolta la notizia della scomparsa di Santi Correnti, studioso di fama internazionale, che tanto aveva amato la sua Terra, il suo Popolo e le vicende che raccontava con proprietà di linguaggio ed in modo particolarmente scorrevole. In una nota a cura del su osegretario Giuseppe Scianò si osserva che “E’ difficile descrivere bene la quantità degli argomenti trattati. Scrisse della vita, dei costumi, delle tradizioni e soprattutto della Storia del nostro Popolo. E della Storia della Sicilia, intesa come Storia del Popolo Siciliano, era stato scrittore, ricercatore e divulgatore. Fra i primi, se non il primo.  Santi Correnti era anche il convinto promotore di una revisione generale della Storia, che restituisse, appunto, al Popolo Siciliano il ruolo di soggetto attivo della propria storia. Ciò, in aperto contrasto con la tesi, – ancora oggi predominante, – che avrebbe voluto (e vorrebbe) che il Popolo Siciliano fosse stato e fosse “Oggetto passivo” e “strumento” della Storia altrui”. E osserva Scianò: “Pur senza abbandonare la nostra dissociazione sul periodo risorgimentale, noi oggi riteniamo doveroso ricordare anche con quanta convinzione Santi Correnti, invitato proprio dall’FNS, non poche volte era venuto a Murazzu Ruttu, a Randazzo, presso il Cippo dedicato ai Caduti dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia). E non interveniva come semplice ospite, ma come “protagonista” di una testimonianza, coraggiosa e senza riserve, di un momento di recupero della memoria storica e di una riaffermazione dei diritti fondamentali del Popolo Siciliano. E come occasione per rendere omaggio sentito a coloro che avevano immolato la propria vita nella lotta per l’Indipendenza della Sicilia. Il nostro Professore, spesso, sorprendeva tutti per l’entusiasmo che metteva negli interventi. Non era poco. Ogni volta che tentavo di ringraziarlo, anche a nome di tutti gli altri presenti, mi rispondeva che non voleva essere ringraziato. E che, anzi, era lui che ringraziava noi che gli avevamo offerto l’occasione preziosa di fare il proprio dovere di Siciliano, proprio lì a Murazzu Ruttu, luogo Sacro e significativo per il Popolo Siciliano”. E conclude:  “Oltre che per mille altri motivi, noi, quindi, ricorderemo sempre Santi Correnti come l’Uomo che si sentiva, comunque ed ovunque (talvolta anche in contrasto con le apparenze), un Siciliano di tenace concetto che, nel profondo del suo cuore, si riconosceva in una sola forma di Sicilianismo: quello forte, eroico e puro della vera Sicilia”. A n t u d u !

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Schizofrenia. La tua strada verso il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

E’ un manuale redatto da un team di psichiatri in collaborazione con 18 associazioni europee dell’International Network for mental health education (informed), impegnate nella tutela della salute mentale. Il volume di 97 pagine è stato presentato nella versione inglese a Stoccolma al Congresso Europeo di Neuropsicofarmacologia  (Ecnp). Il progetto, sostenuto da Bristol Myers Squibb e Otsuka, ha preso il via a Londra dove i rappresentanti delle associazioni dei pazienti di tutta Europa si sono incontrati per confrontarsi sul modo migliore di offrire a pazienti e familiari una panoramica esaustiva sulla malattia. Di recente è disponibile la versione italiana, arricchita dalla prefazione dell’on.le Guidi che ne riconosce il merito di “parlare finalmente a chi il problema lo vive, infrangendo pregiudizi e stereotipi che vogliono il malato di schizofrenia inaccessibile, vittima passiva del suo problema, negandogli la parola e la dignità di chi invece ha diritto non solo di essere ascoltato, ma di essere coinvolto e chiamato a partecipare al suo processo di cura.” Il testo raccoglie informazioni sui principali aspetti legati alla schizofrenia, dalla diagnosi alla terapia, dall’assistenza alla gestione della routine quotidiana. Fornisce consigli pratici e storie di pazienti in cui riconoscere le proprie difficoltà e momenti di crisi e di successo, offrendo una puntuale descrizione della malattia. Il testo è in via di traduzione nelle diverse lingue europee.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le professioni della moda

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Quali sono le professioni della moda che aprono più facilmente le porte ai giovani? Per scoprirlo Suitex International, la società di ricerca e selezione del personale specializzata nella moda, ha condotto uno studio statistico all’interno del proprio database dei professionisti delle aziende dei settori: tessile-abbigliamento, calzature-pelletterie, articoli sportivi, concentrando la propria attenzione su quelle figure che mostrano una presenza più importante di giovani tra i 20 e i 30 anni. Sono emerse cinque figure professionali che mostrano una presenza della fascia di età 20-30 anni tra il 22 e il 43 %. Sono delle figure che possono costituire dei punti di partenza per una carriera professionale nelle aziende della moda, nelle sue diverse articolazioni: l’Export Area Manager, per esempio, può successivamente acquisire maggiori responsabilità in ambito commerciale; il Product Manager può passare a ruoli più alti in ambito marketing, o acquisire responsabilità su più linee di prodotto; per il Designer si aprono diverse possibilità nell’ufficio prodotto, sia in ambito creativo, sia nella gestione di progetti; il Responsabile della Logistica può aspirare a gestire segmenti sempre più importanti della produzione; infine anche la posizione di Responsabile di Negozio può essere un valido trampolino di lancio per una carriera in azienda. Non sono solo figure “di passaggio”, ma hanno degli sviluppi di carriera autonomi. Tutte sono caratterizzate da un forte dinamismo, con cui ben si accorda la giovane età: dinamismo sia in senso fisico (disponibilità a muoversi e viaggiare), sia in senso intellettuale (creatività, capacità di portare innovazione). Anche da un’occhiata superficiale emerge come alcune professioni, pur senza preclusioni assolute, siano in prevalenza “maschili” o “femminili”, anche nella fascia di età presa in considerazione.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Badanti, che brutta parola

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Una ricerca, tempo fa. sul lavoro svolta a cura dalle donne immigrate e realizzata dall’Associazione Tre D (Donne d’Europa Doc) di Genova e da Studio Come di Roma per la Regione Liguria la riproponiamo in quanto, di là delle cifre, prospetta un problema di grande attualità.”In Italia ci sono 10.000.000 anziani di cui 2.000.000 pur essendo privi di autonomia vivono a casa. La ricerca studia il fenomeno dell’assistenza privata svolta da donne immigrate al fine di riconoscere il valore del loro lavoro sia professionale che sociale. Il loro è un aiuto concreto spesso insostituibile che sviluppa nuove competenze professionali nel settore della cura e costruisce forti legami sociali tra le donne italiane e straniere. Dalle oltre 40 interviste realizzate si sono individuati “buoni esempi” nello svolgere un lavoro di cura bene fatto (lavoro di cura doc). I rischi tipici di questo lavoro – sfruttamento e non rispetto del contratto, precarietà, isolamento, ecc. vengono superati con abilità e intelligenza emotiva e competenze tecniche/infermieristiche. Al rapporto di ricerca segue il breve vademecum “Dall’una all’altra: parole di cura” realizzato con le stesse frasi delle lavoratrici (frasi che diventano “buone prassi” da diffondere) hanno l’obiettivo di: migliorare l’immagine pubblica di questo lavoro, segnalandone complessità e ricchezza, sia tra le lavoratrici che tra le famiglie; sollecitare politiche pubbliche di sostegno alla professionalità e alla conciliazione tra lavoratrici e famiglie.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Da macchie caffè-latte sulla cute a disturbi dell’apprendimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Una ricerca sulla neurofibromatosi,  malattia rara, bizzarra e di difficile diagnosi che colpisce oltre 20.000 persone in Italia.  Il volume “Neurofibromatosi di tipo 1 (Malattia di Von Recklinghausen)” è frutto dell’attività assistenziale, didattica e di ricerca del Centro Malattie Neurocutanee de “La Sapienza”- dipartimento Malattie Cutanee e Veneree e Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, che attualmente segue 403 soggetti su circa 20.000 malati in Italia.  Il termine neurofibromatosi comprende almeno sette diverse malattie genetiche, ciascuna con diverse peculiarità diagnostiche ma accomunate tutte dalla presenza di tumori localizzati a livello della cute e del sistema nervoso centrale e periferico. Nel 50% dei casi, la malattia viene ereditata da un genitore affetto che la trasmette alla metà dei suoi figli (carattere autosomico dominante). La neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) è la più rilevante sul piano sanitario e sociale perchè rappresenta oltre il 90% dei casi della malattia, che colpisce  1 nato ogni 3.000 nel mondo.  La patologia si può manifestare fin dalla nascita con la comparsa sulla cute del paziente affetto di circa 6 macchie color caffè-latte e negli anni successivi con la possibile formazione di neurofibromi (noduli localizzati in varie parti del corpo). La NF1 genera nella maggior parte dei casi inestetismi fisici, psicologicamente problematici e seri disturbi di apprendimento (scarsa memoria o concentrazione, difficoltà di lettura, di scrittura o di linguaggio). In rari casi la malattia può anche associarsi a tumori celebrali ed extracelebrali (del nervo ottico, del surrene, delle ossa), scoliosi, convulsioni, ritardo mentale, ipertensione, bassa statura e pubertà anticipata.  La mancanza di una cura risolutiva, l’eterogeneità clinica e l’imprevedibile decorso della patologia generano quadri clinici complessi e bizzarri che necessitano di un approccio multidisciplinare. Il libro, scritto dal prof. Stefano Calvieri, direttore del Centro Malattie Neurocutanee (dipartimento Malattie Cutanee-Veneree e Chirurgia Plastica-Ricostruttiva) de “La Sapienza” e dalla ricercatrice dr. Sandra Giustini, è nato dalla collaborazione con specialisti di altri dipartimenti dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma che seguono anche 544 pazienti colpiti da altre malattie rare come sclerosi tuberosa, sindrome di Gorlin Goltz, TTD, etc.  Il testo, rivolto a medici, specialisti e studenti, affronta gli aspetti clinici, le cause ed i meccanismi d’insorgenza della NF1 e fornisce le basi per ulteriori linee di ricerca provando a stabilire una correlazione tra genotipo (l’insieme dei geni che costituiscono i caratteri ereditari di un organismo o di un gruppo di individui) e fenotipo (complesso dei caratteri morfologici e funzionali di un organismo risultanti dall’interazione del suo genotipo con l’ambiente).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La politica nel confronto con i numeri dell’economia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Per quanto si voglia esorcizzare questa realtà dobbiamo, comunque, prenderne atto. L’economia italiana va male perché sono mancati due aspetti fondamentali ascrivibili all’azione di governo del  Paese.  Il primo si collega ad un fatto culturale dato che si è preferito lasciare il passo agli interessi particolari e conservatori mentre urgeva dare una forte spinta tecnologica alla sua economia. Il secondo va addebitato all’incapacità di saper affrontare la realtà con pragmatismo allargando e rinnovando gli spazi della partecipazione per la piena valorizzazione della dignità delle persone, facendosi carico delle questioni che riguardano la collettività.  Tutto ciò ci permetterebbe di guardare al futuro con una speranza meno debole, rafforzando e richiamando tutti all’impegno. Un impegno tipicamente politico. Siamo passati da una fase ideologica di contrapposizione dei blocchi dal 1989 ad una post ideologica che ci richiama a progetti condivisi sul piano valoriale. Oggi si tratta di avere la capacità di intercettare  la centralità delle questioni che attraversano la nostra società. In altri termini dire che tutto va bene o se va male è perché gli altri vanno anche male e quindi siamo in buona compagna o affermare che tutto va male e che dobbiamo aspettarci il peggio sono due modi di affrontare la questione nella misura sbagliata. D’altra parte nei processi di governo del Paese gli schieramenti sono chiamati ad esprimere un forte impulso di vitalità. Conosciamo questa vitalità nei paesi emergenti come la Cina e l’India che nel giro di un paio di lustri possono letteralmente cambiare il rapporto di forze economico e politico mondiale. Noi dobbiamo uscire dal nostro ripiegamento economico avendo come modello di crescita questa vitalità e capire che i mercati si conquistano se al nostro interno le carte sono in regola. Ed è quindi importante dare la priorità ai contenuti prima di valutare la forma del contenitore. E i contenuti in chiave politica ci dicono che vi sono tre punti di vista che si annullano a vicenda: quella della destra e dei leghisti, quella del centro e quella della sinistra che si richiama ai comunisti italiani e a Rifondazione. Se non vi è un radicale ribaltamento delle posizioni è difficile che le risorse delle forze “centriste” possono essere liberalizzate sino al punto da convergere verso un disegno unitario alternativo alla destra e alla sinistra. Ed i contenuti che il centro, nel suo insieme, può esprimere sono la chiave di volta di una crescita del sistema Paese più organica e fattibile nel suo operare quotidiano. E se da tutto ciò vogliamo coniare uno slogan diciamo che si avverte forte l’esigenza di una democrazia sostanziale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’economia meridionale a corrente alternata

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Il divario economico tra le regioni del centro nord e il Mezzogiorno continua ad essere un problema che si affaccia di continuo pur in presenza di alterne vicende. D’altra parte il dualismo rende tuttora centrali i problemi del sud del Paese. Nella lunga fase di crescita dell’economia italiana, negli anni cinquanta e sessanta, il divario si era fortemente ridotto; si è poi gradualmente riaperto negli anni ottanta.  Alcuni squilibri si sono accentuati, nella prima metà degli anni novanta, con l’interruzione, nel 1992, dell’intervento straordinario che in una situazione di difficoltà congiunturale, determinava la caduta degli investimenti. L’acuirsi dei problemi economici, culminata nella recessione del 1993, aggravava la crisi dell’attività produttiva del Meridione; portava al dissesto di numerose imprese, con pesanti ricadute sul sistema creditizio locale. Nella seconda parte del decennio si è registrato un recupero. Sono stati ridefiniti la politica regionale e gli strumenti dell’intervento pubblico, nell’ambito dei rapporti di sussidiarietà tra i diversi livelli di governo in Italia ed in Europa. L’azione a sostegno delle strutture creditizie del Mezzogiorno ha consentito di salvaguardarne la funzionalità e i flussi di finanziamento alle imprese e alle famiglie. Questi sono ora in ripresa. Resta, tuttavia, il fatto che la capacità industriale del Paese permane localizzata in misura preponderante al Centro Nord. Nel Mezzogiorno la produttività risente della frammentazione del tessuto produttivo; le imprese, regolari, dell’industria e dei servizi presentano, a causa della minore produttività, differenziali nel costo del lavoro per unità di prodotto insufficienti a compensare i divari di competitività con il resto del Paese. Le condizioni ambientali, la distanza dai principali mercati europei, influiscono sulla competitività del Mezzogiorno rispetto a quella delle regioni centrali e settentrionali. L’economia meridionale è penalizzata dalla carenza di infrastrutture, la cui dotazione, nel settore dei trasporti, delle risorse idriche, nelle opere pubbliche resta molto inferiore a quella del Centro Nord. Si aggiungono forme di degrado e di illegalità che sono al tempo stesso causa ed effetto di arretratezza. Permangono per le iniziative economiche eccessivi vincoli autorizzativi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Internet come modello di apprendimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Chi ha terminato gli studi, diciamo 20-30 anni fa sa bene che doveva riuscire a memorizzare il più possibile informazioni per poterle poi utilizzare nell’attività che sceglieva. Oggi non è più così. Il ruolo di Pico della Mirandola lo affidiamo ad internet dove è possibile organizzare le informazioni ed averle in tempo reale. E tutto questo senza dover ricorrere, necessariamente, ad uno studio particolare delle tecnologie digitali di accesso. Ciò ci lascia intravedere un impatto cognitivo diverso sia sotto l’aspetto dell’insegnamento sia dell’apprendimento. Se dobbiamo giungere ad una conclusione dovremmo rivoluzionare i nostri moduli di vita rendendo l’istruzione un modello di interagibilità più armonico con le nostre aspettative. Volendo estremizzare il concetto potremmo dire che diventa superfluo, in specie per una classe di giovani che parte dalle medie superiori sino all’università, uscire di casa ed andare a scuola. Lo stesso risultato, e con il vantaggio di restare con le pantofole di casa ed in pigiama, si può ottenere restando comodamente seduti di fronte al monitor del proprio computer in “video-lezione”. In un’altra stanza vi potrebbe essere chi è in homeworking, con il teleworking, trasformando l’abitazione in una “succursale” della scuola e del posto di lavoro. Alla fine si esce di casa solo per diporto, per andare in palestra o per incontrarsi con gli amici ed i parenti. Ma di là di altre considerazioni, e volendo restare nell’ambito dell’apprendimento di tipo scolastico, la nostra possibilità di fare una ricerca o un semplice approfondimento di un determinato argomento si amplia a dismisura potendo entrare virtualmente nelle biblioteche nazionali di tutto il mondo, consultare un testo e copiare quella parte che ci interessa e persino tradurlo, se necessario, in tempo reale con quei programmi sofisticati che in pochi secondi possono rendere intelligibile ad un italiano, monolinguista, un libro scritto in giapponese o in altre idiomi.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La tecnologia digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Essa è entrata di prepotenza nei nostri moduli di vita dopo il primo impatto che potremmo definire di curiosità e di diffidenza, ma che ora presenta il conto in modo diverso da un paio di lustri a questa parte. Ci riferiamo, e non solo, alla e-economy che alcuni definiscono nuova economia ma non le rende il valore giusto se consideriamo l’uso che taluni hanno fatto di essa. Diciamo che essa è caratterizzata dalla forte presenza del digitale. Resta un fenomeno nuovo di difficile definizione. D’altra parte non possiamo appropriarci di un termine come quello ricorrente in questi giorni della larga banda ed associarlo ad un parametro di crescita che sappia distinguersi nettamente da quelli che non la possiedono. Qui si tratta di capire l’uso che possiamo farne e quanto possa essere ampia la sua capacità di penetrazione per la realizzazione di una società dell’informazione. Qui non si tratta tanto di trovare un prodotto energetico il cui utilizzo ci faccia spendere meno a parità di prestazione, ma di cambiare la qualità della vita con un qualcosa che ci offre l’opportunità, come sta accadendo con internet, di attingere la conoscenza in modo diverso. Tutto ciò non costituisce un bisogno primario ma ne determina, tuttavia, un rapporto più raffinato di innovazione tecnologica capace di rendere la nostra esistenza più legata alla comunicazione e all’interscambio di informazioni riducendo le barriere del tempo e dello spazio. Possiamo persino giungere ad uno sdoppiamento della nostra personalità come la psicanalista americana Sherry Turkle, che insegna al Mit di Boston, ci ha fatto notare osservando come l’uomo cambia navigando su internet. Negli Usa c’è gente che cambia addirittura sesso nel presentarsi agli altri e per la psicanalista significa sperimentare se stesso, i propri desideri inconsci o le stesse paure ataviche. In questo senso internet, interagendo con parti del nostro essere, sta cambiando il modo in cui ci percepiamo, ci relazioniamo ed anche apprendiamo. E ciò può avere una ricaduta sugli stessi approcci più evoluti e professionalmente configurabili.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Alcuni dati statistici sul mondo dell’informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Il  20% delle testate quotidiane ovvero a quota trenta, detiene il 95% delle copie vendute (6 milioni) mentre il restante 80% delle aziende giornalistiche “ristagna” e, di conseguenza, non crea occupazione nel settore bensì tende a perderla sistematicamente. La fascia di età più alta di lettori dei quotidiana è data dai 35 ai 60 anni e lo stesso dicasi per i settimanali mentre per le riviste non settimanali l’indice si sposa verso i più giovani. Se andiamo ad analizzare i lettori dei quotidiani per aree geografiche ci accorgiamo che la quota più alta di lettori la troviamo nelle regioni del Nord-est con una media del 68% contro il 64% del Nord Ovest, il 60% del Centro, il 44% del Sud ed il 50% delle Isole. Secondo una recente ricerca della “Sapienza, dipartimento dei corsi di laurea in scienza delle comunicazione dell’Università di Roma, solo l’11% dei giovani universitari iscritti alla facoltà pensa di costruire il suo futuro come reporter, il 30% punta sul marketing e pubblicità, mentre il 45% non ha fatto ancora alcuna scelta. Prova ne è che solo il 5% degli studenti sceglie la tesi di laurea in giornalismo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il ruolo delle economie emergenti nell’economia globale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Le economie emergenti rispetto al passato presentano oggi un miglioramento dei fondamentali e del clima di fiducia. Ciò consente risultati economici per molti versi migliori di quelli delle economie avanzate, anche in termini di crescita e di scambi commerciali. I flussi finanziari verso le economie emergenti sono raddoppiati nel periodo recente, mentre l’aumento delle riserve ufficiali è stato ancora più sostenuto. L’evoluzione della situazione finanziaria delle economie emergenti ha assunto un’importanza crescente con il rafforzarsi  del loro ruolo sui mercati internazionali. Grazie alla loro crescente integrazione nei mercati finanziari, tali economie sono riuscite non solo a migliorare le proprie prospettive di crescita, ma anche ad offrire maggiori opportunità di diversificazione agli investitori esteri (provenienti da economie avanzate ma anche, in misura crescente, da quelle non avanzate). Tuttavia, l’andamento delle economie emergenti pone anche seri rischi alla stabilità del mercato finanziario globale, non ultimo a causa della maggiore volatilità dei loro fondamentali economici e, quindi, dei flussi finanziari. L’analisi di queste economie è pertanto diventata parte integrante dell’esercizio di valutazione della stabilità finanziaria. Dobbiamo, quindi, concludere che le economie emergenti sono diventate un a parte importante dell’economia e del sistema finanziario globale. La convenienza di un trasferimento netto di risorse dalle economie emergenti alle economie mature dipende in larga misura dal saldo tra i vantaggi derivanti dalla promozione della domanda delel economie mature verso le loro esportazioni e quelli derivanti dall’ampiezza di investimenti produttivi nelle economie emergenti stesse.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Creare valore per creare benessere

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Un’impresa per dimensionare la sua effettiva performance economica deve misurarsi con la sua capacità di creare valore. Questo, pur se innegabile come risultato finale, dà per scontato che l’azienda abbia precedentemente garantito lungo la catena un valore aggiunto per tutti gli attori da lei coinvolti: clienti, fornitori, dipendenti ecc. E’ un concetto tipico assimilato dall’azionista che stima il reddito ottenuto dal suo investimento in ragione della ricchezza che è stata creata per lui. Una ricchezza acquisita solo se il valore del capitale non è stato mortificato ovvero se una perdita non abbia compromesso la sua tenuta complessiva. Non si tratta di un concetto nuovo. Già anni fa la performance economica aziendale, il cosiddetto residual income, calcolava il valore economico aggiunto (Vea) con la differenza tra il reddito d’esercizio (Re) e il costo del capitale investito (Coc). Questo rapporto costo/beneficio è oggi fortemente avvertito in quanto è aumentata la fascia dell’azionariato diffuso accrescendo, di pari passo, l’attesa d’investimenti capaci di recuperare i margini di profitto del passato. In ciò si innesta sempre di più l’evidente ragione  che il valore del capitale è funzione  del futuro: un capitale vale infatti in misura pari al valore attuale dei redditi che promette di governare in futuro. D’altra parte imparare a gestire il proprio capitale, a ripartirne i rischi, è spesso impresa non facile. Pensiamo alle aziende quotate  in borsa e a capitale diffuso (public companies), per le quali la quotazione azionaria può essere intesa come misura sufficientemente rappresentativa del valore come non potrebbe essere per imprese che, pur quotate in borsa, hanno una proprietà concentrata per la quale il valore di Borsa esprime al meglio il valore  attribuibile a quote marginali di proprietà. Come si può agevolmente notare tale impatto non è agevole se il risparmiatore vuole scendere in campo e misurarsi con l’investimento azionario con l’intento di recuperare il calo dei tassi dei titoli pubblici.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le confessioni di un politico

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

“Caro lei, cosa si deve fare per restare a galla. Non lo può nemmeno immaginare.” me lo dica lei, gli ribatto. Lui mi guarda, mi sembra indeciso sul da farsi, poi alla fine sbotta: “Ma si, tanto al punto in cui mi trovo non ho nulla da perdere.” Io ho incominciato a sgomitare per diventare il portaborse del deputato del mio paese. Non sono andato tanto per il sottile: ho calunniato i miei potenziali rivali, ho cercato di metterli in ridicolo e in imbarazzo davanti al “capo” e a fargli certi “favori” una volta che ho scoperto che aveva un’amante. Lui un integerrimo moralista, con moglie e tre figli, ed esponente di spicco in un partito di cattolici avrebbe avuto la carriera rovinata se lo avessero saputo. E lo seppero, infatti, ma al momento giusto, barattando la mia candidatura a deputato al suo posto. Lo sostituii in tutto compreso le sue discutibili amicizie con certi imprenditori in odore di mafia che mi promisero migliaia di voti e così fu. Come avrei potuto, mi dica lei, non rifiutare loro certi favori?” “Dopo tutto, soggiunse quasi a giustificarsi, ero in buona compagnia. Lei non può immaginare gli intrallazzi che ho scoperto e se io mi son limitato a fare qualche favore gli altri hanno fatto di peggio, mi creda.” “E si va di male in peggio”, commenta sconsolato. “Un tempo avere l’amante, separarsi dalla moglie, era uno scandalo che ti costava la carriera, oggi se non hai l’amante e lo sputtani al mondo intero non vali una cicca”. “Oggi – prosegue – e mi sembra chi liberato da un peso non si trattiene più – si acquistano punti nel rispetto della gente se si arriva ai convegni con la scorta, se si è reduci da qualche avventura piccante, se si è minacciati dai mafiosi non perché loro nemico semmai perché cerchi d’evitare di far loro altri più compromettenti favori”. Alla fine cedi. Ho famiglia, caro lei e si sa che “loro” hanno la memoria di un elefante mentre lo Stato è pronto ad abbandonarti alla prima occasione. Poi mi guarda sornione: le piacerebbe una mia confessione con nomi e cognomi dei corruttori e dei loro amici? No caro lei, non sono stupido a tal punto. La saluto”. E io rimango con quel qui lo dico e qui lo nego, senza un registratore in funzione e la sola consolazione di raccontare solo una storia come tante altre come se fosse una favola, un racconto di fantascienza. Ma tutti noi sappiamo che questa è la cruda realtà: ma “mosca” se si dice diventa un pettegolezzo e con i pettegolezzi si beccano le querele che fanno milionari i carnefici non le vittime. Siamo figli del nostro tempo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Save the children

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Save the Children lancia l’allarme sullo stato globale dell’istruzione. In tutto il mondo gli adulti analfabeti sono quasi un miliardo e ci sono oltre 110 milioni di bambini esclusi dalla scuola. Molti di loro sono usciti prima di essere in grado di leggere e scrivere o di svolgere le più elementari operazioni di matematica. Il 60% dei bambini che non vanno a scuola sono femmine. La crisi è più evidente in Africa dove il 40% dei bambini non riceve alcuna forma di istruzione. I pochi che vanno a scuola non superano in media i tre anni e mezzo di frequenza, quando occorrono almeno sei anni per avere un’adeguata istruzione di base. Negli anni Novanta il numero dei bambini frequentanti la scuola elementare è diminuito in ben 17 Paesi africani. Questo a causa della povertà, della necessità di lavorare o, più semplicemente, dalla mancanza di strutture scolastiche. E’ bene ricordare che la mancata scolarizzazione è una violazione palese dell’articolo 28 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. La Banca Mondiale stima che nel 2015, se l’attuale tendenza non verrà invertita, 88 Paesi non saranno in grado di assicurare l’istruzione di base ai propri bambini. Sempre la Banca Mondiale calcola che servono tra i 10 e i 15 miliardi di dollari per garantire un’istruzione di base a tutti i bambini del mondo entro il 2015. Save the Children crede fermamente che l’istruzione sia uno dei cardini su cui costruire il futuro dell’infanzia. Per questo sostiene numerosi progetti di educazione in tutto il mondo, dall’Etiopia ad Haiti, dal Buthan all’Iraq. Recentemente Save the Children ha avviato nuovi progetti in Sri Lanka, Bulgaria,Guatemala, Mali e Perù.

Posted in Università/University, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’insicurezza a proposito di vaccini

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Non è infrequente imbattermi in persone, per lo più giovani, che denotano un certo grado di insicurezza nel giudicare taluni eventi che pervengono alla loro attenzione tramite notizie di cronaca o dei commenti da parte dei media. E’ ricorrente, infatti, la domanda che mi pongono: ma è vero? Chi l’ha detto? Che fonte è? E’ sicura? In essi prevale il timore di sbagliare, di prendere una cantonata. Questa insicurezza è oggi, purtroppo, alimentata dalla disinformazione. Lo sappiamo bene noi che siamo “operatori dell’informazione” allorquando riceviamo segnali contradditori in specie su temi importanti come la salute. E l’esempio che ora facciamo è di questi giorni e di attualità. Ci riferiamo all’influenza che si preannuncia pandemica e che molti suggeriscono la vaccinazione per evitarla. Ma vi è anche chi va in contro tendenza. Lo scrive Cristina Bassi dopo aver tradotto su http://www.thelivingspirits.net uno studio che potremmo così riassumere: Si consigliano caldamente i genitori di documentarsi sugli effetti (e l’utilità) del vaccino che il Ministero della “Sanità” ci sta proponendo, prima di permettere che il delicato sistema nervoso dei loro bambini (e quello degli adulti in generale) sia violato dai forti inquinanti presenti nel vaccino stesso. E precisa: “Si presume che una vaccinazione ci aiuti a costruire immunità nel nostro sistema nei confronti di organismi potenzialmente dannosi che causano malessere e malattia. Tuttavia il nostro sistema immunitario è già programmato per ciò, in risposta ad organismi che invadono il corpo”. E prevedendo le nostre perplessità si sofferma su taluni dati “tecnici” informandoci che “La maggior parte degli organismi che generano malattie entra nel corpo attraverso le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare o del tratto digestivo. Queste membrane mucose hanno un loro sistema immunitario, chiamato IgA (è l’abbreviazione di immunoglobulina). Dette anche anticorpi, le immunoglobuline sono proteine presenti nel sangue. Ne esistono cinque tipi (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM) Le IgA sono gli anticorpi particolarmente presenti nelle secrezioni (saliva, lacrime, muchi, ecc.). In quanto tali costituiscono una barriera che le mucose oppongono ad un agente infettivo che vuole introdursi nel nostro organismo. Questo è un sistema di protezione diverso da quello attivato quando il vaccino è iniettato nel corpo”. Ma allora, ci sembra di capire, a cosa serve il vaccino se abbiamo nel sistema IgAla prima linea di difesa del corpo? Ma cosa contiene questo vaccino di tanto sospetto? Non si tratta solo di virus morti o di quelli vivi che sono stati attenuati (cioè, indeboliti e resi meno nocivi)? Nossignore, ci dicono: “I vaccini contro l’influenza contengono anche un numero di tossine chimiche, incluso: il glicole etilenico (antigelo), la formaldeide, il fenolo (acido carbolico) e antibiotici come neomicina e streptomicina. In aggiunta ai virus e ad altri additivi, molti vaccini contengono anche immuno-adiuvanti come l’alluminio e lo squalene. Questo immuno-adiuvante aggiunto al vaccino ha lo scopo d’aumentare (l’effetto “turbo”…) la risposta immunitaria alla vaccinazione. Gli adiuvanti fanno si che il sistema immunitario iper-reagisca alla introduzione dell’organismo contro il quale si è stati vaccinati. Questi adiuvanti si suppone che facciano il lavoro più velocemente (ma certamente non in modo innocuo). Gli adiuvanti riducono la dose del vaccino quindi, tanto meno sarà il vaccino richiesto per ogni individuo, tanto più dosi individuali saranno disponibili per le campagne di vaccinazione di massa”. Tutto chiaro? Per nulla se sull’altro versante vi è schierata un’intera classe medica pro-vaccino in specie per le categorie più a rischio: bambini, anziani, soggetti con gravi patologie e personale medico, infermieristico o persone più esposte a frequentazioni con i più disparati soggetti”. Ma il dubbio non arretra. Ci chiediamo:  “Nei vaccini contro la febbre suina ci saranno immuno-adiuvanti?” Sembra di si. Cosa significa? E’ che, ci dicono, gli “Adiuvanti di vaccini su base oleosa come lo squalene, a lungo raggio temporale non hanno dimostrato di produrre risposte immunitarie concentrate e ininterrotte. Inoltre, una ricerca del 2000 pubblicata nell’American Journal of Pathology ha dimostrato che una singola iniezione dell’adiuvante squalene sui topi, ha attivato “una infiammazione cronica, mediata immunologicamente sull’articolazione”, altresi nota come artrite reumatoide. Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come una molecola d’olio indigena del corpo. Essa si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello. Infatti, si può consumare squalene in olio d’oliva. Il sistema immunitario non solo la riconosce, ma si avvale anche delle sue proprietà antiossidanti”. “Ma cosa succede, ci dicono, se le nostre difese s’imbattono anche con lo “squalene cattivo”? La risposta più logica è che il nostro sistema immunitario, preso di contropiede finisca con l’attaccare tutto lo squalene nel corpo e a distruggere, non solo quello contenuto nell’adiuvante”. E a rafforzare il ragionamento ci ricordano i “veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome:GWS). Essi ricevettero vaccini all’antrace che contenevano squalene”. Il ministero della Difesa (USA ndt) fece, ovviamente, di tutto per negare che lo squalene fosse veramente un inquinante nel vaccino all’antrace somministrato al personale militare nella guerra nel Golfo Persico – schierato o meno. Tuttavia, la FDA (Food and Drug Administration, ndt) scoprì la presenza di squalene in certi lotti di prodotto AVIP (= programma di vaccinazione per l’immunizzazione all’antrace). Secondo la dr Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano: “…questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate “Gulf War Syndrome,”  (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo. I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.” A questo punto ci chiediamo quale barriera possiamo creare all’influenza se non usiamo il vaccino? Ce lo dice il dott. Mercola nel suo decalogo: – Eliminare gli zuccheri. Il consumo di zucchero ha un effetto immediatamente debilitante sul sistema immunitario. – Prendere Omega 3 di buona qualità.  – Fare esercizio fisico.  – Avere un livello ottimale di Vit D, la cui carenza causa anche i malesseri influenzali stagionali; un buon livello di questa vitamina permetterà di combattere le infezioni.  – Dormire molto e con qualità.  – Gestire lo stress in modo efficace, se c’è eccesso di stress il corpo non sarà in grado di fronteggiare le infezioni. – Lavarsi le mani, ma non con un sapone antibatterico; usare un sapone naturale senza sostanze chimiche. http://www.thelivingspirits.net Traduzione di Cristina Bass Fonte dell’articolo:http: //articles. mercola. com/sites/articles/ archive/2009/08/04/Squalene-The-Swine- Flu-Vaccines-Dirty-Little-Secret-Exposed.aspx

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il trascendentale che è in noi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

(Edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) Abbiamo parlato di Chiesa ma anche di Fede considerandole due parti distinte e non sempre amalgamabili tra loro. Non significa “extra ecclesia nulla salus”. Se così fosse sarebbe un tipo di monopolio che non esalta, ma degrada.  Il buon samaritano, il pagano, l’ateo, lo straniero, in altre parole l’escluso dal popolo di Dio, sono tutti personaggi che non si legano al carro della Chiesa eppure sono degli appartenenti alla comunità ecclesiale con pari dignità se non maggiore se il loro comportamento è morale, nel senso più alto della parola. Eppure ciò che non si volle comprendere è che uomini come Vico, Galilei ed altri ancora avevano affrontato il tema della “diversità” non in spregio ad un credo religioso, ma in termini strettamente scientifici.  Il mondo fisico, nel pensiero di Galilei, era un concetto matematico ben definito ed appariva così totalmente scisso dal mondo morale e religioso. Lo schema medioevale, a sua volta, lo aveva, invece, sempre connesso. La conoscenza del mondo, come un tutto, veniva, di conseguenza, articolata in due parti: filosofia della natura e filosofia morale. Queste due fratture ebbero la ventura di essere rilevate nel secolo XVII da uomini come Galileo e Harwey. Ma il pensiero non poteva accontentarsi di un sistema spezzato in due parti, perché doveva obbedire all’ineliminabile esigenza di offrire una spiegazione unitaria del mondo. Questa concezione è implicita anche nel pensiero di molti che, come Galileo, si sarebbero meravigliati di un’interconnessione di cui essi stessi facevano parte:
Tutte le cose che un immortale potere,
Vicino o lontano,
Segretamente
Si ricollegano le une alle altre,
così che non puoi toccare un fiore
senza turbare una stella.
(quarta parte)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »