Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

L’avversario da “battere”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Editoriale fidest. L’Ufficio politico del PMLI ci ha fatto pervenire un comunicato che riprendiamo commentandolo poiché riteniamo che vada affrontato con un certo ragionamento. Il Pmli parte dal presupposto che l’attuale governo continua a “nascondere la vera identità e a spostare la lotta politica su temi secondari o parziali”. Il primo interrogativo è: quale identità questo governo intende nascondere? Quella, ci dicono i responsabili del Pmli di “restauratori, del fascismo sotto nuove forme, nuovi metodi e nuovi vessilli applicando il “piano di rinascita democratica” della P2”. Cosa spinge questo movimento ad una così grave affermazione? Al fatto che “Sistematicamente e progressivamente assoggetta al governo le istituzioni e cancella le libertà democratiche-borghesi e i diritti sociali, sindacali e civili. Querelando “La Repubblica”, attaccando tramite il suo killer principale Feltri e “Il Giornale” di famiglia il direttore dell'”Avvenire” e proponendosi di normalizzare anche Rai 3, vuol mettere la mordacchia ai media”. In effetti anche tra i più moderati si avverte un certo disagio per un interventismo politico e istituzionale dell’esecutivo che va spesso sopra le righe della convivenza civile e del buon governo. Ma ciò che non deve sfuggirci è che il depositario del male non giace in questo o in un altro governo, ma nel sistema che lo genera. Che modello di società abbiamo ricavato sposando la causa capitalista? Che il consumismo sta diventando la prima regola di vita e che per essere in tono con tale andazzo è necessario avere i mezzi economici e che questi, essendo le risorse limitate, si devono trovare anche a costo di sottrarle agli altri. Nasce in questo modo una cultura disumanizzante. Lontana dalla solidarietà, dalla ricerca del bene comune. Dovremmo, a questo punto, prefigurare un modello di società diversa, alternativa, appagante, ma per farlo non riteniamo sia giusto il percorso che si richiama, anche se potrebbe andare di là delle intenzioni dei proponenti, ad una lotta strumentale, fatta ad personam. E’ questo, a mio avviso, il vero punto centrale. L’opinione pubblica oggi è disorientata e questo atteggiamento non si cancella con gli attacchi strumentali a Berlusconi o al suo partito o ai suoi alleati considerando i consensi elettorali che ha ottenuto, ma con il proporre una alternativa dove alla base non vi siano altri interessi che quelli di una società dove si possano ristabilire i valori e che essi sappiano essere condivisi senza generare divisioni sui particolari perché la libertà, la giustizia, la democrazia non hanno tante facce ma sono indivisibili. Esserne conseguenti, a mio avviso, è l’unico modo per togliere il fieno dalla mangiatoia dell’opportunista di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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