Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

L’agricoltura ed il cibo non sono merci…

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Shri Anand Sharma, Union Minister of Commerce & Industry indiano, ha accolto i colleghi ministri al commercio con un caldo saluto di benvenuto, affermando che “Ri-vitalizzare Doha è un impegno per lo sviluppo”. La presenza dei 35 ministri è stata letta da Anand Sharma come una “testimonianza del vostro impegno per una conclusione di successo del round di negoziati lanciato a Doha e sottolinea la vostra fiducia nella forza di quel sistema multilaterale commerciale trasparente, regolato e democratico che la Wto rappresenta”. In meno di un anno, ha ricordato il ministro, i leader del mondo hanno rinnovato a Washington, Londra, Bali, Parigi, L’Aquila, e Singapore. Un impegno per un sistema “giusto ed equo” che è crufiale per il benessere futuro sia delle economie sviluppate sia di quelle in via di sviluppo. IIl primo nemico del Doha Rond? Non la sua potenziale pericolosità, secondo il ministro, ma il revival protezionista in corso. E i vari G-gruppi sono, a suo avviso, non così rappresentativi come una mini-ministeriale che, a suo parere, e’ rappresentativa di tutte le sfumature presenti tra i Paesi membri. Un’affermazione abbastanza impegnativa, se si considera che i membri della Wto sono più di 150 e che quelli presenti a Delhi sono poco più di 30.  Rivolgendosi ai manifestanti, il segretario generale del CPI AB Bardhan ha sostenuto che “il ministro e il Governo hanno scavalcato il Parlamento e tradito il mandato elettorale che era chiaramente contro le politiche neoliberiste che hanno causato gravi sofferenze al popolo indiano”. Il membro dell’ufficio di presidenza del CPI Sitaram Yechury ha messo in discussione il fondamento stesso dell’iniziativa del ministro del Commercio indiano che ha lanciato ai colleghi arrivati a Delhi l’invito a superare lo stallo del Doha Round, suggerendo che lo abbia fatto sotto la pressione americana. In questi giorni 125 organizzazioni contadine, Ong, sindacati e movimenti sociali di 50 Paesi, tra i quali per l’Italia Fair, hanno inviato una lettera ai propri ministri al commercio e negoziatori alla WTO per chiedere loro di “rigettare ogni tentativo di spingere affrettatamente verso la conclusione del ciclo di negoziati lanciato a Doha nel 2001, perché le proposte in discussione inaspriranno, più che risolvere, quella crisi che sta colpendo la produzione agricola, i poveri e gli affamati di tutto il mondo”. Il testo è scaricabile da http://www.fairwatch.splinder.com

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