Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Unità d’Italia?

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Editoriale fidest. Fiumi di parole, di scritti, di dotte concioni sono stati espressi a partire dal giorno dopo dell’unità d’Italia per dirci che quella realtà che Metternich disconosceva, e sprezzantemente definì il nostro paese solo una espressione geografica, era stata smentita dai fatti. Ma di quali fatti parliamo? Cito come prova gli atti parlamentari a cavallo tra il 1890 e il 1912 e quelli degli anni 1950 in poi. Parlamentari e illustri esponenti della cultura meridionale fecero a gara per sollecitare interventi statali in favore dell’economia meridionale, per il suo rilancio, per modernizzare la sua rete dei trasporti dalle ferrovie e per finire alle vie del mare e autostradali e a quelli delle telecomunicazioni. Tutte le volte si contentarono delle promesse e si rassegnarono al fatalismo di una condizione sociale che a detta di taluni dipendeva grandemente dai veti imposti dalla malavita organizzata: mafia, camorra, ‘ndrangheta, corona unita, ecc. Come se si riconoscesse ai malavitosi una sovranità territoriale, se non al di sopra, senza dubbio alla pari con quella dello Stato. Oggi come se gli anni non fossero passati si va in treno da Napoli a Milano, percorrendo quasi mille chilometri in circa cinque ore e per fare i mille chilometri da Roma a Palermo ci vogliono 12 ore, se tutto va bene. Non solo. Abbiamo aggiunto alla beffa lo scorno. Con la Cassa del Mezzogiorno abbiamo trovato un marchingegno per finanziare le industrie del Nord promettendo loro contributi a fondo perduto se impiantavano industrie al sud e lo facevano, ovviamente. Ma dopo aver costruito qualche capannone e incassato il “disturbo” se ne ritornavano da dove erano venuti più ricchi di prima mentre i pifferi meridionali invece di suonare furono suonati. Ora si pensa ad una riedizione della Cassa del mezzogiorno sotto mentite spoglie: una banca del Sud sperando di ripetere lo stratagemma e finanziare in tal modo le imprese del nord le quali, ovviamente, hanno già pronta la scusa ufficiale: la scoperta del pizzo, della malavita che impedisce, di fatto, l’esercizio delle attività imprenditoriali. Ma lo stato dov’è? E’ una bella domanda ma la risposta potrebbe essere brutta, molto brutta. Ci rinunciamo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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