Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Questura di Cagliari, carenza cronica di personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

“Non possiamo che fare un plauso, da uomini di legge, all’iniziativa che il governo ha preso in questi giorni, in merito alla regolarizzazioni di colf e badanti. E’ un primo passo – dice Giuseppe Pilichi, Segretario Generale Provinciale del Coisp – per mettere ordine in un campo che troppo spesso è stato terra di repressione e non di prevenzione”.  “Ciò che ci stupisce però – continua Pilichi – è che nei numerosi documenti stilati, nelle trattative avviate, nelle Istituzioni coinvolte, manchi un qualsiasi riferimento alle Questure, come se queste, appunto, siano avulse dal meccanismo burocratico che le esigenze di regolarizzazione delle persone extracomunitarie comporteranno”. “Non abbiamo ben capito – dice ancora Pilichi – come sia accaduto che l’anello più importante della catena, perché quello di congiunzione, quali sono appunto le Questure d’Italia, sia stato praticamente ignorato. Dimenticando il fatto che alla fine saranno gli uffici della Polizia di Stato che dovranno rilasciare 800.000 titoli si soggiorno elettronico”!  “Non una sola parola è stata spesa sulle difficoltà che potrebbero incontrare i Questori ed i loro collaboratori dell’Immigrazione (ma sappiano che sarebbe meglio dire incontreranno….) nell’espletamento di un compito che diventa gravoso nei numeri, ancor di più se si tiene conto dei tagli, in termini di risorse umane e finanziarie, che il Governo ha operato nel comparto sicurezza”. “Sfugge infatti a qualcuno – conclude Pilichi – che si parla di 800.000 rilievi foto-dattiloscopici da effettuare trattandosi di primi rilasci, più 800.000 rilevazioni impronte con lo Spaid per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico e 800.000 consegne (si chiama attivazione e consegna per gli addetti ai lavori) del PSE: un totale quindi di 3.200.000 contatti in più fra utenti e Questure d’Italia, i nostri più stretti colleghi potrebbero rispondere “usi obbedir tacendo, e tacendo mori” (usi obbedir tacendo e tacendo anche morir”), ma nella circostanza ci sentiamo di dire “ad impossibilia nemo tenetur”. (nessuno è tenuto a fare cose impossibili”.) e gli uffici immigrazioni delle questure nelle condizioni in cui si trovano – conclude Pilichi – non potranno mai smaltire la mole di lavoro che verrà affidata a loro, Cagliari compresa, non foss’altro che a causa del lungimirante piano di razionalizzazione delle risorse umane, l’organico di quell’Ufficio è stato ridotto ad una decina di unità, con una mole di lavoro che negli anni, per contro, è triplicata e nemmeno agevolata dalle complesse procedure di regolarizzazione”.

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