Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 12 settembre 2009

La crisi delle ideologie

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

Editoriale fidest. Ma le ideologie in sostanza cosa sono? Un modo a volte distorto di difendere degli ideali, ma non sono poi da buttar via in assoluto. D’altra parte una politica senza ideali non è cosa accettabile, e siccome gli ideali sono legati a profondi movimenti culturali, storici, di varia natura, dobbiamo riconoscere ad essi il loro ruolo portante nella società civile di là delle ombre che pur lasciano lungo il loro tratto esistenziale. Tre, grosso modo, sono stati i filoni ideologici che hanno dominato la scena politica italiana: la presenza di un partito di cattolici impersonato dalla Dc, una forza laica di cultura liberale ed i marxisti-leninisti. Tutte insieme queste forze si sono infrante dinanzi al crollo del muro di Berlino. Da quel momento è caduta la ragione storica che aveva richiesto l’unità politica dei cattolici, il laicismo liberale è diventato meno anticlericale assorbendo in un certo qual modo i tempi nuovi dell’ecumenismo cristiano ed i comunisti marxisti sono diventati più duttili verso una società interclassista, rispetto ad una più rigida impostazione classista. Ma, purtroppo, le contraddizioni di fondo non sono venute meno. Le sfide, semmai, hanno alzato il tiro. Oggi la scienza ha fatto passi da gigante tra l’altro affrontando alla radice i problemi della vita, dalla nascita alla morte, ponendoci problemi di straordinaria importanza fino, purtroppo, certe volte, a deliri di onnipotenza. Basta pensare che noi attraverso il Dna possiamo stabilire il futuro genetico di intere generazioni e possiamo provocare speculazioni spaventose su questo piano. Ora alla politica e alla società civile, nel suo complesso, spetta l’onere di indicarci le scelte da fare in quanto le applicazioni della scienza propongono e richiedono un’azione politica ed un’azione legislativa seria nel rispetto degli altri per evitare drammi epocali e generare implicazioni forse non facili da comprendere nella loro complessità nel corso della nostra generazione, ma tali da condurci su una strada di non ritorno ed i cui effetti, per intero, ricadranno sui nostri nipoti. E questa è una responsabilità che ci deve far riflettere profondamente. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il potere digitale di manipolare

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

E’ un tema che non va attribuito in esclusiva ai nostri tempi sebbene gli strumenti possano essere diversi. Pensiamo alla storia dell’arte e dell’architettura. Essa è piena di esempi dove l’arte viene usata per raccontare un potere, per cambiare il profilo dei protagonisti che venivano stilizzati, diventavano, anche se una certa statuaria romana era più verosimile, astratti e ideali e regali.  Nel mondo l’arte e le forme di comunicazione hanno sempre cercato una visione ideale anche della divinità, pensiamo all’iconologia bizantina dove l’immagine della Madonna è rimasta costante per tanti secoli. Il problema contemporaneo è ancora una volta rivolto al self, quindi ad una componente problematica, e quindi non si limita alla tecnologia digitale ma considera anche la chirurgia estetica, la chimica, la chimica farmaceutica eccetera. Quindi una serie di cose che la gente utilizza per modificare pezzi della loro identità fisica. Potremmo concludere con le parole di Kant allorché afferma “a volte si pensa che un potere superiore potrebbe toglierci la facoltà di comunicare, ma non potrebbe mai toglierci la facoltà di pensare.” Ma non saremmo esaustivi se non aggiungessimo anche le inquietudini kantiane allorché soggiunge: “Ma chiediamoci quanto in realtà penseremmo e soprattutto quanto liberamente penseremmo se non avessimo la facoltà di comunicare ad altri i nostri pensieri e se altri non potessero comunicarli a noi”. Nel suo insieme Kant indica con grande chiarezza il fatto che la comunicazione è un valore che costruisce la persona ed anche la realtà politica. Noi che siamo e viviamo in questa situazione, in questo tratto di tempo e di spazio, dobbiamo scegliere di vivere in questa situazione comunicativa che Internet ci sta proponendo, ma non dobbiamo lasciarci tentare dal voler guardare troppo in profondità. Naturalmente ciò non vuol dire acriticità.

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Rave party e danza della sordità

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

Da più  parti si vuole insinuare un dubbio: i giovani sono vuoti a perdere, inutile prendersela con la società, con la famiglia, con il mondo adulto, il problema sono loro. Ogni volta che un adolescente inceppa il potente meccanismo sociale, c’è qualcuno che innalza bandiere “giustificanti”,per ribadire che la generazione precedente era migliore. Con cappa e spada e qualche artificio clownesco portiamo in scena la rappresentazione più desueta  sulla vita, su come viverla al meglio, su come sopravviverle quando non è di nostro gradimento. Nel frattempo si ripetono accadimenti poco edificanti, fatti che non posseggono alcuna attrattiva se non quella di seminare indifferenza per chi è piegato in due dalle proprie fragilità  e dalle proprie rese. Rave party e giovani alla spicciolata, un mondo capovolto, inverso, uno sparo diritto a ogni banale conformità, a ogni inconfessabile obbedienza, che pesa come un macigno, insopportabile da trascinare appresso. Si muore nello sport, sul lavoro, sull’auto, al parco divertimenti, si muore nel rumore e nel silenzio, in modo consapevole e più impertinente verso la vita trasformata in una danza inarrestabile in onore della sordità, del rigetto, del disamore. Si muore muovendo il corpo, ma non vedendo, non sentendo, non capendo più che c’è anche domani, si muore in gruppo, dentro il recinto, fuori da ogni reale condivisione, senza la pietà della compassione, privati di una mano amica a sorreggerti, accompagnarti, accoglierti. Rave party e eutanasia, chi è morto dentro muore davvero, raduni organizzati illegalmente, folle della controcultura, masse della politica underground?  Ci si va per curiosità, per passioni incrociate che hanno l’esigenza di incontrarsi, di conoscersi, di fondersi?  Per ascoltare musica come forma di espressione futuribile, alfabeto e vocabolario  per parlare finalmente alla collettività? Un tempo sarà stato così, ora c’è solo un gran bisogno di “calare giù “, per ricominciare a sopravvivere. Forse non è il caso di demonizzare un fenomeno giovanile, però occorre avere più attenzione sulle parole d’ordine, sulle immagini, che vorrebbero possedere carisma sufficiente per un  pensiero di socialità, di unità e libertà. C’è qualcosa di ancora sconosciuto in un rave party,  in quei capannoni dimessi, nelle storie anonime dei macchinari in disuso, dal basso delle mura altissime di diffusori sonori, che sparano drumm, hard, techno, jungle? Stigmatizzare e giudicare una moda non è sempre corretto,  forse c’è anche del buono da salvare, ma è necessario usare le parole con un linguaggio che non fa curve inesistenti, dichiarando che l’alcol, la droga, il sesso veloce, e qualche lama di coltello, non possono apparire come una periferia ambulante ove ognuno nel fine settimana può ritornare a “essere” qualcosa di non meglio definito. Rave party è sgretolamento del concetto di libertà, rispetto a qualunque regola e convenzione,  non è  accomunabile a una discoteca, non è  la trasgressione a una accondiscendenza controllata, rave è altro, il rifiuto a ogni auspicata e non più rinviabile rinascita sociale. Rinascita sociale di relazioni intelligenti, non perchè  elitarie, ma perché sane e equilibrate, mai affidate a comportamenti che sbaragliano letteralmente la possibilità  di continuare a crescere e migliorare insieme. (Vincenzo Andraous)

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Il delfino di Bibione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

Padova dal 19 al 21 settembre 2009 alla Fiera Expobici, il salone della bicicletta di qualità, (www.expobici.it), tifosi e operatori avranno l’occasione di incontrare tra gli stand il “Delfino di Bibione”. Lo chiamano così i suoi tifosi, lui è Franco Pellizotti detto anche DoppiaV. La sua carriera da ciclista è iniziata sin dall’età di 5 anni, da quando i suoi genitori gli regalarono la prima bici da corsa, una Zenith color rosso. Tra i suoi ultimi successi ricordiamo che nel Giro d’Italia 2009 vince la 17° tappa Chieti – Blockhaus, frazione corta di circa 80 km ma fitta di dure salite e si piazza terzo nella classifica generale alle spalle di Denis Menchov e Danilo Di Luca, davanti al compagno di squadra Ivan Basso che era partito come favorito per la vittoria finale. In luglio sfiora una prestigiosa vittoria nella nona tappa del Tour de France a Tarbes, beffato in una volata a due dal francese Pierrick Fedrigo e nella tredicesima tappa conquista la Maglia a pois che porterà sino a ParigiInsieme alla maglia a pois Pellizotti vince lo speciale premio per la combattività.  Appuntamento quindi con ExpoBici e con Franco Pellizzotti alla Fiera di Padova il 20 settembre 2009.

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Rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2009

Adiconsum accoglie con soddisfazione la decisione della Corte Costituzionale – dichiara il Segretario Generale Paolo Landi – che elimina l’IVA dalla Tassa di Igiene Ambientale, un balzello inaccettabile che da tempo andava eliminato. Adiconsum ha però forti dubbi che le somme trattenute negli anni a danno degli utenti, verranno rimborsate e purtroppo teme che una “leggina” interverrà per “sanare” la situazione, a danno dei cittadini. Adiconsum – dichiara Giordano – dice NO a provvedimenti legislativi che eliminino il diritto al rimborso del maltolto e chiede alle Società di gestione e riscossione della TIA di applicare le normative esistenti, restituendo le somme dovute ai contribuenti attraverso l’emissione di note di variazione delle fatture precedentemente emesse, così come previsto dal decreto istitutivo dell’Iva. Adiconsum ha chiesto un incontro urgente a Confservizi per definire le nuove modalità di fatturazione da parte delle aziende gestori del servizio.

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