Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Kabul: “Se è guerra ditecelo!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

attentato kabul_05Franco Maccari, Segretario Generale del COISP allo scoramento per la perdita di tante vite umane per attentati che sembrano non finire mai e che oggi possono aver colpito militari italiani ,ma in ogni caso non interrompono la scia di sangue che fa vittime innocenti anche tra la popolazione civile, si chiede, e come lui, crediamo la pensino allo stesso modo molti italiani, se questa non sia una vera e propria missione di guerra al terrorismo!” e non certo classificabile come una “missione di pace” come i governi di ieri e di oggi vogliono lasciarci credere. “Sacrificare – osserva Maccari – il meglio della Nazione sull’altare di interessi misconosciuti, destinare le vite dei figli d’Italia alla sabbia di Kabul per portare una civiltà non accettata, per essere martoriati da molti stranieri che come invasori ci vedono e come invasori ci trattano, avrebbe un senso se almeno ci fosse la totale libertà di difesa!” Infatti si sa che i nostri soldati debbono avere limitazioni nell’uso delle armi e ciò si traduce in limitazioni secche alla propria incolumità. Così il Sindacato Indipendente di Polizia, manifesta i propri sentimenti per la strage di Kabul, convinto di interpretare le emozioni di molti e soprattutto di coloro che sono chiamati a difendere il suolo nazionale e di coloro che assicurano la sicurezza nel suolo nazionale. E Maccari soggiunge: “Grave, gravissimo orientamento dimostrato dalla nostra classe dirigente, insufficiente, paradossale, lontana anni luce dagli apparati che reggono le stabilità della difesa del suolo o che ne assicurano la interna civile convivenza. Combattere contro un nemico non schierato, affrontare le nuove dinamiche della “guerra espressiva” fatta di assenza di frontalità, permeata dal vuoto delle regole, condotta per la realizzazione di atti terroristici interpretabili come eventi mediali, richiede un elevato standard di professionalità che, come a noi poliziotti arcinoto, scarsamente è sorretto dalle borse del politicante di turno. Richiede inoltre una vera presa di coscienza delle elité politica e, a cascata, della società civile tutta. Noi sappiamo, come poliziotti, quanto grave sia la sensazione di isolamento in cui versa chi, come noi e i colleghi della Difesa per le loro competenze, deve affrontare i grandi temi della sicurezza conscio del rischio quotidiano, del tributo umano sacrificato ogni giorno sull’altare della propria identità, spesso sconosciuta ai più e nascosta dal Vertice indifferente”. Maccari conclude affermando che:  Se si vuole questo dai nostri soldati! Mentre in Italia per le Forze di Polizia, è una missione contro l’illegalità! E chi le combatte, in ogni “fronte”, deve avere e sentire il massimo della garanzia e della solidarietà! Da tutti!” Perché questi nostri figli non muoiano invano. (redazionale)

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